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Poltergeist

Le ceneri del Romanticismo

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Una giovane domestica addetta alla pulizia della canna fumaria del camino di casa non diventa solitamente una regina, e una giovane donna in fuga da un dio che la vuole violentare non si trasforma, nemmeno nei più temerari tabloid, in una mostruosa gorgone dai capelli di serpi aggrovigliate e dallo sguardo che lascia impietriti.

L’esemplarità delle storie antiche, pre-romantiche, sono tutte segnate dallo straordinario, dalla narrazione di un evento fuori dall’esperienza comune i cui protagonisti sono certamente individui eccezionali. Teseo, Perseo, Ercole, Achille, Arianna e Aracne, per non parlare delle più prossime fata Morgana, Orlando (innamorato o furioso che sia) e Lancillotto. 

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Attraverso la metafora, la traslazione mitologica, queste storie raccontavano di vicende universali che hanno rappresentato, e ancora rappresentano, tratti incancellabili dell’essere umano. Che dire di Edipo, superstar della significazione metaforica se mai ce n’è stato uno?

Eppure questo erano tali racconti: storie. L’uomo ha bisogno di sentire raccontare delle storie quasi quanto gli è necessario respirare e, così come ai bambini non importa se la storia che gli viene narrata ogni notte è sempre la stessa, anche agli adulti poco importa se la storia non cambia mai. Ed è questo uno dei motivi fondamentali del successo delle serie televisive, delle storie, o favole, fondamentalmente tutte uguali.

Le serie, tuttavia, sono più influenzate dalla virata che il romanticismo ha dato alla narrazione delle storie che alla tradizione antica.

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In un’afosa giornata estiva, un giovane squattrinato, delirante per la fame e la mancanza di sonno, privo di amici e di amanti, uccide selvaggiamente una vecchia per depredarla di pochi oggetti lasciati a lei in pegno. Un giovane innamorato di una donna più anziana non risparmia alcun comportamento assurdo pur di farle piacere.

Queste due storie moderne, Delitto e Castigo, e Il Rosso e il Nero, sono racconti di un’esemplarità più personale, ritraggono uomini che ci somigliano che compiono azioni che probabilmente anche noi compiremmo al loro posto. In altre parole, mentre Medusa non sceglie di pietrificare con lo sguardo, ma vi è costretta dalla punizione divina, Raskolnikov è solo, senza dei e senza eroi, e sceglie di uccidere la vecchia di sua propria sponte.

Quello che avviene nei telefilm così come li vediamo oggi, può dare l’idea falsata che ci siano due tipi di serie: una più mitologica (supereroi di ogni tipo, vampiri, zombie, e via discorrendo), che agiscono come agiscono senza che le loro azioni dipendano da una scelta personale, e poi ci sono le serie post-romantiche, quelle in cui i personaggi guidano macchine simili alle nostre con cui portano i bambini a scuola, litigano con i colleghi di lavoro e vivono con stress la quotidianità del dover gettare la spazzatura, fare la spesa e combattere con le calorie.

In realtà, entrambe queste categorie di personaggi rientrano nel tipo post.romantico, poiché quelle che erano le stranezze divine che caratterizzavano le figure mitologiche, sono nelle serie odierne tutte normalizzate in comportamenti, desideri e frustrazioni assolutamente umani.

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Non avrebbe senso, infatti, per un autore come Pindaro o Ovidio di attribuire al Minotauro problemi di coppia, imbarazzi di comportamento sociale, o, peggio ancora, errori di giudizio. Dexter, invece, il mostro moderno che riduce in brani vittime prescelte in modo simile a quello del Minotauro (è un database della polizia a dirgli chi deve uccidere, Dexter non sceglie per conto suo), ha un figlio piccolo che a volte non può lasciare solo per andare a sventrare qualche malvivente perché la babysitter ha il giorno libero e deve fare esercizi mentali complessi ogni giorno per costringersi a comportarsi come ogni altro essere umano, e non come il mostro che è (o che crede di essere).

Non c’è niente di più normale del professor Heisenberg, lo spacciatore impersonato da Bryan Cranston in Breaking Bad, padre di famiglia appartenente alla piccolissima borghesia, con un tumore e tanto risentimento per una carriera andata male.

Biancaneve in versione moderna

Biancaneve in versione moderna

Ci riconosciamo, certo, in
questi personaggi, e a volte vi riconosciamo dei tratti umani eterni. Tuttavia, ci stiamo sempre più abituando a sentire delle storie che sono delle piccole parabole morali, e non dei miti o delle favole (quante favole classiche negli ultimi anni sono state ri-raccontate in chiave normaleumanizzante? La principessa di Biancaneve è in fondo una zitella sterile, Biancaneve stessa e il Principe Azzurro litigano spesso come due fidanzatini qualunque).

Oggi, ci sediamo davanti alla televisione e ci facciamo raccontare la nostra stessa storia: quella di una madre di famiglia che non riesce a far fare i compiti ai figli, quella di un poliziotto che non riesce a conciliare lavoro e vita privata, quella di una teenager che resta incinta.

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Più le storie ci sono vicine, più ci allontanano dalla profondità dell’astrazione. Ed è forse per questo che tendiamo a osannare True DetectiveRectify, perché quei personaggi non ci somigliano affatto.

Pensate invece a House of Cards, quanti di noi non agirebbero esattamente come Kevin Spacey nei suoi panni?