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Bar Condicio

Lavora che ti Pas

‘Lavoro’. ‘Occupazione’. ‘Crescita’. Parole chiave di questa campagna elettorale surreale. Usate a sproposito. In attesa del Job Act (con un nome così trendy non può nascondere fregature, è chiaro…) Renzi manda avanti Poletti col suo decreto lavoro. Si parla di mirabilie per l’occupazione, nella realtà sembra un pannicello caldo che aumenterà di poco l’occupazione a prezzo di una ulteriore diminuzione delle tutele per i lavoratori. Ma viene raccontato dai media in ben altro modo. E Renzi, come se non bastasse, si scaglia contro i sindacati. Una mossa comunicativa che sta avendo effetti controversi. E’ vero che la fiducia nelle organizzazioni sindacali è in discesa da anni, ma lo scontro, stavolta, è sui principi e sulle tutele. Ed è uno scontro interno alla Sinistra ed al centro-sinistra. Stavolta il capo del governo (e leader del Pd) e sindaco di Firenze si è spinto un po’ troppo oltre, rischiando di disorientare il suo elettorato. Ampliando sacche di resistenza all’ondata liberale che sta investendo il centrosinistra, come quella dei precari della scuola, il Pas (Precari ancora sfruttati), che annunciano mobilitazioni. E’ chiaro che serve una scossa per riformare il sistema del lavoro, su questo Renzi ha ragione, ma non si può partire sempre dalla diminuzione delle tutele. La foga del capo del governo su un tema così delicato e sentito come l’occupazione rischia di diventare un boomerang, nonostante l’appoggio spinto delle maggiori testate nazionali e il sapiente uso della comunicazione politica da parte di Palazzo Chigi.