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Napoli centrale

Latouche a Napoli: “L’euro è morto”

 

Il sindaco di una città non può modificare i cambiamenti climatici, così come il comportamento personale non può cambiare i modelli economici globali. La crescita è finita negli anni ’70 e per uscire dalla crisi credo che l’unica ricetta sia la decrescita”. Eccolo Serge Latouche, sbarca a Napoli l’economista dell’Università Paris-Sud che con quel suo parlare in maniera franca e diretta incanta schiere di altromondisti. Non poteva mancare per battezzare l’esperimento di Luigi De Magistris, e rimarrà in Campania per una settimana a girovagare tra i comuni virtuosi visitando e analizzando tutti gli esperimenti di altrapolitica. “Se ci chiedete come abbiamo fatto – dice alla conferenza Salvatore Esposito, presidente della Fics – vi rispondo sinceramente, l’abbiamo telefonato e lui ha accettato”. Ma al di là della soddisfazione di avere il guru dell’economia sostenibile in regione, le notizie che porta Latouche non sono un brodo di giuggiole. Anzi.

Credo, purtroppo, che questa Europa è destinata a fallire. Speriamo che se ne possa fare un’altra” annuncia a una platea inebetita. Nessun preambolo per il docente che solo in Italia ha pubblicato 11 testi economici andati a ruba:” ”E’ questione di settimane, mesi fra due o tre anni sarà finita”. La crisi è globale, indietro non si torna e nessun paese del vecchio continente si salverà, forse si potrà ripescare le vecchie monete, ma l’economia è satura. Note positive? Nessuna. Tranne il giudizio sulla Napoli del sindaco che vuole fare del capoluogo l’oasi per i benecomunisti: “Mi fa piacere tornare qui, se la situazione è sempre piu’ complessa, a Napoli le cose sembrano andare un po’ meglio. Basta camminare per la città, si vede che è più pulita, meglio organizzata, c’è un po’ di speranza”. Un’occasione che De Magistris non si lascia scappare definendosi a sua volta latouchiano da sempre, fiducioso nell’applicazione della teoria della decrescita, per una società non ossessionata dal consumismo e libera dalle imposizioni della globalizzazione finanziaria priva di regole etiche. “La vera sfida – ha spiegato il primo cittadino – è portare quel ragionamento nel governo della città. Noi puntiamo molto sui beni comuni, contro le logiche di accumulazione, depredazione e monetizzazione, cerchiamo di uscire dalla crisi”. Latouche sorride chiudendo gli occhi a mandorla, con una serenità che contrasta con le previsioni per il futuro del globo, ma è chiaro che non si può mollare. Così De Magistris conclude il suo ragionamento: “E’ bello anche il messaggio sulle relazioni sentimentali tra persone che, come diceva Max Weber, va a colpire lo spirito del capitalismo. In questo il Sud può scrivere pagine importanti di dignità culturale e politica”. Ma su un mezzogiorno avanguardia dell’economia benecomunista il professore mette le mani avanti: “E’ presto per dirlo”.

Il teorico dell’economia sostenibile domani 17 gennaio, terrà alle 10 una conferenza pubblica all’Università Federico II insieme a Paolo Cacciari e al rettore Nicola Russo (http://www.polosus.unina.it/cms/images/stories/pieghevole_3.pdf).

Quindi l’economista sarà ospite a Pratola Serra per visitare la fattoria sociale, analizzare le pratiche di microcredito e l’uso sociale dei beni confiscati in provincia di Avellino. La seconda tappa è prevista a Pollica dove verrà presentato il “manifesto mediterraneo: cinque idee per un’altra convivenza”.

Il calendario con tutti gli incontri su ecologia sostenibile, equità sociale e partecipazione sono consultabili sul sito: http://www.cittasociale.eu/