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Rovesci d'Arte

L’arte che sfuggì ai nazisti, in asta la collezione Vollard

L’asta da Sotheby’s, a Londra, che si prepara per il 22 giugno prossimo ha il sapore degli eventi epocali che ripercorrono la storia a grandi passi. Alla vendita all’incanto, infatti, sfileranno i capolavori della collezione del leggendario Ambroise Vollard, il lungimirante mercante d’arte che battezzò e, soprattutto, foraggiò economicamente tutte le avanguardie. Ma la vera notizia è il ritrovamento di questo “tesoretto”, per anni creduto perduto e invece rispuntato fuori dopo settant’anni da cassaforte di una banca parigina. Una raccolta di 150 opere, tutte firmate dai più grandi artisti del Novecento, da Cézanne a Derain, da Picasso a Matisse: insieme, allestirebbero la più bella mostra mai vista al mondo. Purtroppo ora, tra Parigi e Londra, quel corpus che racconta un’epoca di complicità culturali fra dealers e artisti squattrinati verrà disperso. Nella prima sezione di aste, a Londra, i collezionisti potranno aggiudicarsi ”Arbres a Collioure” di André Derain, quadro simbolo dei Fauve e che verrà stimato intorno ai 15 milioni di euro (solo base d’ asta). Ci sarà anche un ritratto dello scrittore Zola dipinto da Cézanne . Ma cosa accadde per far eclissare nel nulla tutte quelle meraviglie?
Nel 1939 Vollard, la cui mitica galleria si trovava al numero 6 di Rue Laffitte di Parigi, ebbe un incidente di macchina che gli fu fatale. Il suo amico di origine ebraica Erich Slomovic si premurò di mettere al sicuro il malloppo per non farlo finire nelle mani del Fuhrer. Poi però ebbe una sorte triste: venne catturato e morì nel 1942 in un campo di sterminio. Con lui, evaporò anche la memoria di quel patrimonio artistico inestimabile.