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Bar Condicio

Landini, quando una manganellata vale più di mille parole

Una manganellata vale più di mille parole. Le botte ai lavoratori e ai dirigenti sindacali Fiom proprio mentre il governo polemizzava aspramente con Susanna Camusso e con la Cgil (pure con un certo stile, vero Pina Picierno?) hanno avuto l’effetto di legittimare ancora una volta Maurizio Landini come leader della sinistra. Dal punto di vista della comunicazione sono state manganellate di legittimazione, dunque, quasi quasi tirate anche con un certo affetto. Tanto è vero che poi il ministro Alfano ha solidarizzato tanto con i lavoratori pestati quanto con i poliziotti. Manganellate solidali. L’intento non era certamente quello, ma il risultato mediatico degli scontri è stato pessimo per il governo ed ottimo per la Landini. Un esecutivo di centro-sinistra –scusate il termine così demodé- che picchia i lavoratori senza stipendio e prossimi alla disoccupazione proprio non si può vedere. Landini, invece, ha fatto la parte dell’eroe popolare che subisce un torto mentre difende una giusta causa (ops, scusate, giusta causa non si potrà più dire quando aboliranno l’Art.18, ma cosa volete farci, uno ci si affeziona ai diritti e ai principi). Insomma, con il manganello hanno regalato un nuovo leader alla sinistra. Che lo cercava disperatamente. Cin!