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FranciaEuropa

Ladri e vandali contro il Vélib’

Il comune di Parigi sta facendo una campagna per allertare i cittadini: da quando il sistema di biciclettte self service è stato introdotto, due anni fa, 16mila Vélib’ sono stati messi fuori uso  e 8mila rubati, sui 20mila che circolano nella capitale.

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Una percentuale più alta che in altre città francesi, come Marsiglia o Lione. A Parigi, 1349 persone sono state fermate nel 2008 per aver rubato una bicicletta del comune. Alcune sono state condannate. C”è chi ruba un Vélib’ per ricordo (ne sono stati trovati al’estero), chi per rivenderli, chi li getta nella Senna (ce ne sarebbero un centinaio in fondo al fiume). Al comune non vogliono parlare di un profilo specifico del “ladro di Vélib'” e generalizzano sul “contesto di delinquenza abituale”. Su Le Monde, viene avanzata un’ipotesi: i ladri manifesterebbero invidia per gli utilizzatori abituali del Vélib’, al 69% appartenenti alle classi superiori.

Ma chi paga i danni per i furti e per le conseguenze degli atti vandalici? Il Vélib’ è nato da un’intesa pubblico-privato: la fornitura delle biciclette e la loro manutenzione è stata affidata a una società privata, Decaux, in cambio di spazi di affissione pubblicitaria a Parigi, mentre il comune ha pagato le infrastrutture. Ma a due anni dall’avvio del Vélib’, la Decaux si sta accorgendo di non aver fatto un buon affare. Si è quindi rivolta al comune, per battere cassa. La città di Parigi ha cosi’ dovuto accettare che, al di là del 4% di perdite, sarà il comune ad intervenire finanziariamente, con 400 euro per ogni Vélib’ da sostituire, perché rubato o distrutto.  Una decisione che costerà alla città di Parigi intorno a 1,6 milioni di euro l’anno. Una cifra che potrebbe essere ben superiore se gli operai ungheresi che fabbricano i Vélib’ fossero pagati correttamente. Nella fabbrica di Toszeg, difatti, il salario è di 2 euro l’ora, 325 euro al mese.