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Rovesci d'Arte

L’Accademia di belle arti alla “fame”

Il teatro Valle ha inaugurato la stagione bollente e poi è insorto anche il mondo dell’arte. Una cosa non proprio consueta in Italia, visto il silenzio in cui vegeta da anni tutto l’entourage della produzione creativa. Così l’Accademia delle belle arti di Roma, nella sua storica sede a via Ripetta, ha deciso che, siccome è stata ridotta alla fame, di mettere in piazza uno sciopero, appunto, della fame. Studenti e docenti insieme sono arrivati al quinto giorno di protesta, cibandosi soltanto di frutta. E la lotta condivisa viene scandita da alcuni eventi che tengono viva l’attenzione dell’opinione pubblica. Per domenica 3 luglio è prevista la proiezione del documentario di Giovanni Albanese «Senza arte né parte» (ore 21.30), mentre lunedì sarà la volta delle performance di Gianni Piacentini e Myram Laplante e martedì sera interverrà Ciriaco Campus. Le richieste sono molteplici, a partire da quella riforma mai attuata promessa da più di dieci anni che dovrebbe equiparare il sistema delle Accademie all’Università, col risultato che gli studenti vengono penalizzati nel loro lavoro, non potendo accedere alla carriera di insegnamento negli atenei.

  • mirko

    finchè cè gente come Albanese,artistuncolo pseudo neo-concettuale & Company l’Accademia non decollerà mai.Mi dispiace per gente come Barbara Tosi , Dario Evola,Lidia Reghini,le uniche persone che ancora hanno una caratura autorevole nel contesto artistico.Il resto è tutta politica!!!!

  • feder

    Giulio Carlo Argan disse che le accademie andavano abolite perchè producono frustrati, era un intervista alla rivista Flash art.Il criterio per cui si insegna nelle accademie e cosa si insegna è opaco ed opinabile.Non equipariamole alle università un conto è leggere Platone un conto è imbrattare una tela.La sinistra e voi del Manifesto avete il torto di occuparvi troppo di arte.Un mondo che illude i giovani e brucia i loro anni migliori da impiegare in studio, lavoro e scusate-famiglia-Per voi del Manifesto contano solo gli intellettuali e questi arroganti spesso trovano modo di fare soldi penso a Archibugi che scrive da voi e fa male anche teatro cos’altro deve fare?Gli artisti devono andare all’università e studiare almeno la storia dell’arte affrancarsi così dai cosiddetti critici d’arte che li continuano a bistrattare.L’artista è comunque un intellettuale e non lo è perchè ha fatto l’accademia.Idee ed emozioni arrivano alla mente.Il direttore di Flash art-G:Politi-oggi dice che gli artisti sono rozzi ed ingnoranti ma che in poche parole fanno soldi.Cari artisti laureatevi lettere, filosofia, ora c’è la laurea breve che toglie la boria alla redazione de Il Manifesto non solo voi siete laureati.

  • Sara

    Si ma stiamo portando avanti una causa che riguadano tutte le Accademie italiane e non solo quella di Roma!