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Rovesci d'Arte

L’Accademia di belle arti alla “fame”

Il teatro Valle ha inaugurato la stagione bollente e poi è insorto anche il mondo dell’arte. Una cosa non proprio consueta in Italia, visto il silenzio in cui vegeta da anni tutto l’entourage della produzione creativa. Così l’Accademia delle belle arti di Roma, nella sua storica sede a via Ripetta, ha deciso che, siccome è stata ridotta alla fame, di mettere in piazza uno sciopero, appunto, della fame. Studenti e docenti insieme sono arrivati al quinto giorno di protesta, cibandosi soltanto di frutta. E la lotta condivisa viene scandita da alcuni eventi che tengono viva l’attenzione dell’opinione pubblica. Per domenica 3 luglio è prevista la proiezione del documentario di Giovanni Albanese «Senza arte né parte» (ore 21.30), mentre lunedì sarà la volta delle performance di Gianni Piacentini e Myram Laplante e martedì sera interverrà Ciriaco Campus. Le richieste sono molteplici, a partire da quella riforma mai attuata promessa da più di dieci anni che dovrebbe equiparare il sistema delle Accademie all’Università, col risultato che gli studenti vengono penalizzati nel loro lavoro, non potendo accedere alla carriera di insegnamento negli atenei.