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Napoli centrale

L’Abc di De Magistris

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Luigi De Magistris torna da sindaco di strada a sindaco di Palazzo San Giacomo su decisione del Tar che lo ha reintegrato dopo la sospensione del prefetto, lo scorso primo ottobre, in applicazione della legge Severino per la condanna di abuso d’ufficio nell’inchiesta Why Not. Lo si apprende con soddisfazione, almeno per chi vede nel Pd renziano mancanza di alternativa politica nazionale, e ancor più locale, oltre le uscite imbarazzanti di Pina Picierno. Sia per la naturale propensione dei leopoldiani al neoliberismo sistemico, sia per la precisa strategia tendente a rastrellare e cancellare tutto quello che di sinistra potrebbe essere ancora, timidamente, rimasto in vita. Cosa che anche a Napoli e in Campania potrebbe generare mostri. Difatti già le regionali sono un rebus crittografico per la scelta dei candidati a menu’ fisso proprio tra l’eurorenziana che farebbe fare per due settimane la spesa ai suoi elettori con 80 euro, passando per il secondo tentativo deluchiano post-Crescent, arrivando al redivivo Andrea Cozzolino che ricordiamo a fianco di Antonio Bassolino sul palco di piazza del Plebiscito nel lontano 1993. In questo panorama se si fossero “infilate” anticipatamente le comunali, si sarebbe messa a dura prova la tenuta del “popolo dei gettoni”. Così nel napoletano la rivoluzione arancione e’ quello che al momento ancora resta di una sinistra a pezzi. Con Sel che ha approvato il bilancio dell’attuale amministrazione secondo i solito malpensanti per tenersi la poltrona (mentre un minuto dopo Gennaro Migliore passava al Pd dopo anni di tentennamenti), Rifondazione che viene tenuta in vita per la perseveranza di pochi e quel che resta della lista civica Napoli è tua (che ha sostenuto il sindaco nella campagna elettorale del 2011 ed eletto consiglieri con meno poche centiania voti)  è in agitazione per non dire in rivolta.

In questo clima sommerso dagli applausi dei suoi sostenitori oggi il primo cittadino ha riaperto le porte dell’ufficio lasciato per un mese in mano al vicesindaco Tommaso Sodano. E dopo le dichiarazioni di soddisfazione per aver vinto una battaglia ma non la guerra (Il Tar ha sospeso l’efficacia del provvedimento fino alla Camera di Consiglio successiva alla decisione della Consulta) De Magistris ha detto di voler allargare la maggioranza. Bene, ma con chi? Sarà importante capirlo, mentre bisognerebbe ridare vita a quel movimento che si disse fondato sul benecomunismo e che aveva portato non poco fermento a Napoli.

E’ di appena 48 ore fa infatti il siluramento del professore Ugo Mattei dalla carica di presidente dell’Abc, l’azienda idrica municipalizzata divenuta uno dei simboli del laboratorio partenopeo insieme a quell’Osservatorio su beni comuni che doveva trasformare Napoli nell’apripista della democrazia partecipata italiana. Un’ utopia di questi tempi? Ci piacerebbe dire di no. Al di là del contenzioso aperto tra Mattei e l’amministrazione. Che vede da una parte le accuse mosse dal comune contro l’ormai ex presidente di assenteismo e di corporativismo (avrebbe fatto ottenere una consulenza da 80mila euro all’Università torinese dove lavora) e dall’altra la promessa del manager licenziato di andare in tribunale. La partita sull’acqua è infatti fondamentale sia per il referendum, votato sempre nel 2011, e disatteso in gran parte del paese, sia per dare un imprinting al tipo di gestione amministrativa che si vuole imporre nel prossimo anno e mezzo. In Campania Gori e Acea premono, con il benestare della Regione di Caldoro, per spartirsi le risorse idriche della città metropolitana. Chi sarà il nuovo manager pronto a rappresentare un impedimento?