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La Vita al Tempo della Guerra

LIFE DURING WARTIME – Il titolo del bel film di Todd Solondz, a Venezia due anni fa, ci da lo spunto per alcuni post sulla vita “iperreale”ai tempi della guerra.

LA NAVE DEGLI EROI

La foto di Marc Boster apparsa sulla prima pagina del Los Angeles Times e’ un perfetto congegno semiotico della guerra normalizzata. Raffigura il ritorno al porto di San Diego della USS Carl Vinson,  rientrata, come specifica la didascalia, da una missione di sette mesi  in medioriente dove ha “combattuto la pirateria e supportato sortite aeree in Iraq e Afghanistan” nonche’ ospitato la “sepoltura in mare” di Osama Bin Laden. La portaerei visibile sullo sfondo cioe’ e’ assai piu’ di una semplice nave da guerra poiche’ consacrata dallo stesso atto simbolico della “vittoria”, un trionfo piu’ efficace di quello  orchestrato artificiosamente su un altra portaerei dal precedente presidente e proporzionalmente  amplificato dai media. La foto e’ composta come conclusione “iconografica” del trionfo su quel nemico che sul giornale Ida Domijanni ha chiamato il fantasma fondamentale che ha dominato l’immaginario occidentale.  Sul molo di Coronado i guerrieri ritornati ricevono cosi’ la gratitudine del paese, simbolizzata dal bacio che il marinaio Arwood sta per ricevere dalla moglie. E’ una citazione aperta, diciamo pure un remake hollywoodiano, della celebre foto di Alfred Eisenstaedt, quella del bacio di VJ Day a Times Square nel 1945, che da la misura della retorica imperante. L’immagine e’ un significante fallace che invoca la guerra giusta della greatest generation nell’attuale contesto “asimmetrico” – una demagogia iconografica indicativa di come viene raffigurata e sdoganata la guerra permanente che e’ il “new normal” americano e il nostro presente globale.