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Bar Condicio

La trappola di Beppe

Ancora una volta i partiti son caduti nella trappola dei ghost writer di Beppe Grillo. Con il post sulla Shoa e Primo Levi, il comico genovese ha lanciato una provocazione che è stata subito raccolta da tutti i partiti senza eccezione. Provocazione, diciamolo subito, vergognosa e insultante di una memoria condivisa. Nella pochezza del dibattito politico di questi giorni (notizie di punta l’addio Berlusconi-Bonaiuti e le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari, sob!) il sito del comico genovese è riuscito a monopolizzare il dibattito, creando il solito risultato: M5s da un lato, tutti gli altri (Pd-Pdl in primis) dall’altro. La provocazione è diventata notizia del giorno. L’uno contro tutti non è solo una strategia mediatica, peraltro già usata per anni con successo da Silvio Berlusconi, ma anche un discrimine politico: il 5Stelle è l’unico partito (anzi ‘non-partito’, ci scusi Beppe Grillo, anche se poi dovrà spiegarci precisamente che specie d’animale è un ‘non-partito’) veramente diverso da tutti gli altri. Così facendo continua ad omologare tra loro tutti i partiti tradizionali, marcando ancora una volta la differenza. E continua a dettare l’agenda mediatica, così povera in termini di confronto politico sui temi veri, concreti. Proprio quelli su cui, nello specifico, Beppe Grillo rifiuta il confronto, consapevole dei propri limiti. Stasera i Tg, e domani i giornali, traboccheranno di reazioni indignate. Ma, certo, a poche settimane dal voto c’è da chiedersi se tutto ciò non giovi esclusivamente ai pentastellati.