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Islamismo

La tragedia delle donne irachene

Secondo un rapporto diffuso da Oxfam in occasione dell’8 marzo, la metà delle donne irachene hanno subito violenze. Per quanto riguarda le vedove (circa un milione di donne), il 20 per cento ha subito violenze domestiche. Oltre a soffrire per la mancanza di sicurezza le irachene non possono nemmeno usufruire dei servizi più basilari: un quarto delle donne non ha accesso quotidianamente all’acqua, oltre il 75 per cento non ha diritto alla pensione. La situazione sanitaria è in continuo peggioramento.
Si tratta di una tragedia vissuta in silenzio, sebbene la violenza sia diminuita nel paese non è diminuita quella nei confronti delle donne. Le più penalizzate sono le vedove che non hanno mezzi di sopravvivenza e se lavorano presso qualcuno spesso subiscono le violenze sia sessuali che fisiche da parte dei loro datori di lavoro.
A sei anni dall’occupazione del paese la condizione delle donne è terribilmente peggiorata. Ai tempi di Saddam dovevano sopportare una dittatura sanguinaria ma il regime era laico e garantiva alle donne maggiore libertà e diritti che negli altri paesi musulmani, ma ora il paese è in mano a partiti e milizie religiose che hanno cancellato questi diritti. Lo scorso mese la ministra per gli affari delle donne irachena si è dimessa di fronte all’indifferenza rispetto ai problemi delle donne.
Quando si fanno i bilanci delle guerre purtroppo non si tiene mai conto degli effetti sul deterioramento delle condizioni delle donne, un indice fondamentale per misurare il livello di progresso e di democrazia di un paese.