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L'urto del pensiero

La Sinistra ridicola

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di PAOLO ERCOLANI

L’unica vittoria che la Sinistra può vantare in questi ultimi tempi sciagurati è quella contro gli atomi. La sua capacità di scindersi spontaneamente in una miriade di entità tanto agguerrite quanto inutili, infatti, provoca un’invidia devastante a quegli scienziati che hanno impiegato tutta una vita di onorata ricerca nel produrre la scissione dell’atomo.

La misura superata

È sempre stata una peculiarità della Sinistra, va riconosciuto, fin dai tempi in cui ci si divideva fra marxisti e proudhoniani, massimalisti e minimalisti, marxisti utopisti e marxisti leninisti, comunisti e socialisti, socialisti e socialdemocratici, marxisti occidentali e maoisti.
Ma oggi la misura del ridicolo è stata abbondantemente superata.
In tempi passati, almeno, quelle sciagurate divisioni erano in qualche modo seguite e partecipate da un popolo di affezionati fedeli, disposti a seguire generali e profeti nelle loro diatribe su chi fosse più a sinistra, più rivoluzionario, più ortodosso, più qualcosa rispetto agli altri che venivano relegati a nemici prediletti e ben più odiati dei reali avversari.
La partecipazione popolare a quelle diatribe, infatti, ha permesso comunque alla Sinistra di rappresentare un valido controaltare rispetto alla Destra e al Liberalismo, facendo ottenere delle conquiste politiche e sociali di cui hanno beneficiato milioni di cittadini appartenenti alle classi sociali più svantaggiate e discriminate.
Ma oggi, oggi risulta persino pleonastico citare la Vecchia Talpa per dire che dalla sciagura si è passati alla farsa.

Dalla sciagura alla farsa

Oggi che ci troviamo di fronte a presunti leader della variegata (e variopinta, e variosfigata) galassia sinistroide che sono qualificabili come “leader in assenza”: leader in assenza di popolo (le percentuali di consenso battono solo l’esiguo PIL del nostro Paese), leader in assenza di un Dio e di dogmi da applicare realisticamente sulle contraddizioni del sistema dominante.
Ma soprattutto, leader in assenza di una visione e di un progetto in grado di prefigurare una società diversa, di unire una massa di persone per poter riconquistare quei diritti e quelle prospettive che decenni di liberismo selvaggio hanno annullato.
Gettando le famiglie nel disagio e distruggendo le aspettative delle nuove generazioni.
Del resto, come dargli torto, a questo popolo tanto amato a parole dalla Sinistra.
Dovrebbe essere così stupido da pensare che l’ “astro nascente” D’Alema e le truppe cammellate della sinistra Pd saranno portatori di chissà quale progetto salvifico, dopo aver appoggiato e realizzato le riforme peggiori degli ultimi decenni (ricordate, il governo Monti sostenuto da lorsignori)?!
Oppure dovrebbe essere così ingenuo, il suddetto popolo, da pensare di riporre le proprie speranze in Sinistra italiana, protagonista di un miracoloso trasformismo che suscita l’invidia dell’Arturo Brachetti nelle sue performance migliori, ossia vivendo una scissione al proprio interno prima ancora di essersi formalmente costituita in partito?!

Scissioni preventive

Che poi, sarebbe come dire che la Sinistra italiana decide di rispondere alle “guerre preventive” dei governi liberisti con le “scissioni preventive” al proprio interno.
Insomma, una rassicurante garanzia di vittorie per il futuro prossimo!
In assenza di un programma chiaro, di una visione prospettica del Paese e del conflitto sociale, alternativa alle aberrazioni del sistema attualmente dominante, le operazioni scissionistiche di questi generali senza truppe vengono giustamente vissute come piccole furberie verticistiche, finalizzate a ritagliarsi o mantenere un minimo di potere, nella più disarmante e colpevole indifferenza per le sorti di quel popolo con cui si sciacquano la bocca, e che invece si trova in una sofferenza sempre più intollerabile, e per questo ha smesso di seguirli da molto.
Una Sinistra così ridicola (e deprimente), è quella che consente ai furbetti dell’altarino di proclamare la fine della distinzione Destra/Sinistra, che in realtà è quanto di più falso e tendenzioso si possa proclamare.
Sì, perchè a essere finita, a queste condizioni, è soltanto la Sinistra. Perchè in realtà la Destra è viva e quantomai forte, in un mondo in cui la Sinistra abbandona il campo per esercitarsi sulle scissioni chimiche, mentre tornano a dilagare fenomeni come la demagogia, la xenofobia, l’intolleranza per i diversi, l’indifferenza per le sorti di chi lavora e delle famiglie ormai allo stremo.
Un mondo, soprattutto, che privo di una Sinistra forte e coesa, assiste impotente al ritorno preponderante di sistemi di governo che non solo mettono in discussione la democrazia, ma producono dei disagi e delle disuguaglianze sociali che oltre ad essere eticamente vergognose, si rivelano foriere di sviluppi inquietanti per le sorti della democrazia stessa.

Quale Sinistra?

Solo una totale assenza di idee, progetti e visioni realistiche per il futuro può provocare il ridicolo fenomeno scissorio che è sotto gli occhi di tutti.
In presenza dei suddetti elementi, infatti, una Sinistra responsabile troverebbe il modo di unirsi e procedere compatta, certo con le differenze che possono esserci e vi sono sempre state, ma ricordandosi che la politica è l’arte del compromesso, e soprattutto è un’attività che ha come scopo la ricerca del benessere comune e diffuso, e non l’affermazione di ideologie grandiose ma non percorribili, di ideali altissimi ma non realizzabili, di congetture oziose e raffinatissime ma ignorate dal popolo per primo.
Ormai la misura è colma, e il limite del ridicolo è stato abbondantemente superato.
Alla Sinistra rimarrebbe una sola possibilità, che ovviamente non verrà mai attuata da capi e capetti gelosi del proprio piccolo orticello: convocare degli stati generali in tre grandi luoghi del nord, centro e sud Italia.
Aperti a tutti coloro che vogliono contribuire a ricostruire una Sinistra degna di questo nome. Una grande iniziativa dal basso, in cui possano prendere la parola tutti tranne coloro che in questi hanni hanno contribuito al disastro.
Lì cercare di ricostruire una base ideale, valoriale e programmatica (magari a partire dal concetto di “umanesimo sociale”). Su cui unire e non dividere. Aggiornata ai conflitti e ai disagi del tempo presente.
Da lì partire per l’edificazione di un grande partito della Sinistra, del tutto rinnovato a cominciare dalle facce che lo rappresentano, e che non possono essere quelle ormai sputtanate e ridicolizzate dalla Storia come dalla cronaca più o meno recente.
Qualsiasi altra modalità, e soprattutto quelle a cui stiamo assistendo in questi giorni, è condannata al residualismo e alla sconfitta preventive.
È bene saperlo. È bene sapere che una volta Marx rimproverava che ci si era limitati a interpretare il mondo, quando in realtà si trattava di trasformarlo.
Ecco. Oggi il mondo si è stufato di aspettare la Sinistra che non c’è!