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Quinto Stato

La protesta dei freelance corre sul tweet: “Renzi restituisci la #refurtIVA”!

Un'immagine dal tweetstorm "#RefurtIVA" Foto di MaxVincio

Un’immagine dal tweetstorm “#RefurtIVA” Foto di MaxVincio

Nuova protesta virtuale delle partite Iva contro la riforma del regime dei minimi e l’aumento della previdenza Inps voluta dal governo Renzi. Per ore l’hashtag #refurtIVA è stato primo Trending Topic Italia. L’esecutivo tace: una soluzione verrà trovata, forse, nella delega fiscale da approvare nel Consiglio dei Ministri del 20 febbraio

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Nuova protesta virtuale contro la riforma del regime dei minimi e l’aumento della previdenza Inps voluta dal governo Renzi. è stata promossa dall’associazione dei freelance Acta, da Confassociazioni e dall’associazione Alta Partecipazione. Per ore il loro hashtag #refurtIVA è stato primo «Trending Topic» in Italia. è la prima volta che accade: il lavoro autonomo – nelle sue varie forme – esprime un protagonismo insospettabile ed è stato gravemente sottovalutato da chi, al governo, ha pensato di sanzionarlo aumentandogli le tasse e i contributi.

L’esecutivo però tace: una soluzione verrà trovata, forse, nel Consiglio dei Ministri del 20 febbraio. L’oppressione fiscale e previdenziale voluta dal governo Renzi ai danni di questo segmento del quinto stato sta producendo un movimento di protesta sempre più esteso. Dopo il «tweetstorm» su «AnullaAutogol», cioè l’espressione idiomatica usata da Renzi per dire di avere penalizzato gravemente il lavoro indipendente in Italia («Ho fatto un autogol, ma rimedieremo» ha detto in Tv), almeno 3500 tweet hanno colpito l’account del presidente del consiglio dalle 13 in poi di ieri.

La riforma del regime fiscale agevolato per chi decide di aprire una partita Iva dal 1 gennaio e ha meno di 35 anni triplica le tasse. Questa misura arriva insieme alla decisione del governo di non bloccare l’aumento dell’aliquota della gestione separata Inps di tre punti al 30,72% (a cui sono iscritti circa 1800 milioni tra lavoratori autonomi e parasubordinati). Le conseguenze sono chiare a tutti coloro che ieri hanno protestato: «Gestione separata Inps ovvero, tu paghi e poi non ti indicano neppure sotto quale ponte devi andare a vivere da pensionato».
Queste le ipotesi di intervento che girano negli ultimi giorni. C’è una proposta del sottosegretario all’economia Zanetti (Scelta Civica) che consiste nel consentire la scelta del regime al 5% ancora per tutto il 2015. Non è escluso che un ci possa essere un intervento a regime che possa anche ridurre l’aliquota al 10% . Per l’aumento dal 27,72% al 30,72% della gestione separata dell’Inps (dove sono iscritti lavoratori autonomi e parasubordinati) ci sono varie proposte di emendamenti (una a firma Damiano – Pd e altri) al Milleproroghe di prossima approvazione.

In attesa di un provvedimento del governo – sul quale non c’è dubbio Renzi canterà vittoria, dopo avere creato il panico tra milioni di persone – emerge la coscienza della propria condizione da quinto stato: «La mia generazione si deve reinventare ogni giorno. Avete rubato tutto, lavoro e futuro. Renzi molla l’osso». «Non ho diritti di nessun tipo: ho una #famigliarcobaleno e una partita iva. Eppure pensavo di vivere in un Paese civile». L’immagine che Renzi ha del freelance è quella di un mondo di sogni dove l’autonomo «è bionico: non si ammala, non invecchia, praticamente non mangia». La realtà è diversa: «Da terziario avanzato a terziario affamato. Senza equità non c’è futuro». «precarietà = alta ricattabilità + bassi salari + incertezza. Lavoro autonomo è sempre più forma di precarietà/(auto)sfruttamento». Le proposte di modificaal milleproroghe ieri sono state accantonate in commissione e saranno affrontate la prossima settimana. Tra governo e maggioranza sarebbe ancora aperta la discussione. Sul regime dei minimi l’orientamento è quello di intervenire con i decreti della delega fiscale del 20 febbraio.

Leggi lo storify completo di una giornata straordinaria di protesta