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FranciaEuropa

La Resistenza al Panthéon (e due donne su quattro)

François Hollande ha scelto di far entrare al Panthéon, il luogo che accoglie (in parte) i “grandi uomini” che rappresentano la Francia, quattro personalità legate alla Resistenza: Geneviève de Gaulle-Anthonioz, nipote del generale ma soprattutto fondatrice di ATD-Quart Monde e deportata a Ravensbrück, la sua grande amica, Germaine Tillion, etnologa, anch’essa deportata, poi impegnata per l’indipendenza dell’Algeria, il giornalista Pierre Brossolette, torturato dalla Gestapo che si suicido’ per non parlare e Jean Zay, ministro dell’Educazione nazionale del Front Populaire, assassinato dalla Milice. Per Hollande, si tratta di esempi di vita per la Francia e “al di là della Francia, per tutti i popoli che lottano per  la libertà”. Le ceneri saranno trasferite al Panthéon nel 2015.

La decisione presidenziale è stata accompagnata da polemiche. Hollande, che prima di determinarsi aveva ordinato un rapporto sulla questione al presidente del Centre des Monuments historiques Philippe Bélaval, ha fatto una “scelta di sintesi” riassume lo storico Pierre Nora. C’era chi voleva far entrare solo donne, per riequilibrare le presenze (finora c’erano solo due donne al Panthéon,  una sola per meriti propri – Marie Curie – mentre la seconda è li’ perché moglie di un uomo “pantheonizzato”), chi voleva una scelta più simbolica (Joséphine Baker, per esempio), chi spingeva per qualcuno rappresentativo del periodo storico della prima guerra mondiale che non è presente al Panthéon, oppure chi, pur approvando la scelta della Resistenza, avrebbe voluto un omaggio della nazione ai 22 resistenti comunisti del gruppo Manouchian, che vennero fucilati. C’è chi non gradiva Brossolette, rivale di Jean Moulin, figura della Resistenza già al Panthéon. Ma Hollande ha voluto essere il più consensuale possibile e ha scelto personalità simboliche, anche se non molto conosciute. Per lo storico Tzvetan Todorov, “con Geneviève de Gaulle-Anthonioz e Germaine Tillion” entrano due donne “le cui battaglie sono andate al di là della Resistenza, che si sono impegnate per i più poveri e i colonizzati. E’ anche un bell’omaggio all’amicizia, poiché erano come due sorelle nella rete di resistenza del Musée de l’homme”.