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FranciaEuropa

La protesta contro il matrimonio per tutti sempre più violenta

La serata di mercoledi’ è stata pesante: scontri a Parigi vicino all’Assemblea tra militanti dell’estrema destra e la polizia (12 fermi), a Lille un bar frequentato da omosessuali è stato preso d’assalto e devastato (ferito il proprietario e due camerieri), a Lione un gruppetto di militanti nazionalisti ha tentato di occupare una sede locale del Ps, due deputati socialisti della Vandea hanno ricevuto lettere di minacce. L’escalation di violenze continua, in vista del voto definitivo della legge, in seconda lettura all’Assemblea, martedi’ prossimo. François Hollande  è intervenuto per denunciare le azioni omofobe e per spiegare i motivi dell’accelerazione dell’iter parlamentare della legge, deciso dal governo: il parlamento deve occuparsi il più presto possibile delle “sole questioni che contano”, cioè il risanamento economico e la ripresa. Hollande ha fretta di voltare pagina. I deputati della maggioranza anche: dopo settimane di discussione durante la prima lettura, il governo ha limitato a 25 ore il dibattito in corso, nella speranza di chiudere il capitolo. Ma gli oppositori non demordono. I ministri ormai rinunciano agli interventi pubblici – o almeno non pubblicano più con anticipo la loro agenda, per paura dei “comitati di accoglienza” violenti, che li aspettano ad ogni uscita.  Alcuni deputati favorevoli al matrimonio sono stati molestati anche a domicilio.

Domenica ci sarà una manifestazione a Parigi, prima del corteo – parallelo a quello del Front de gauche – il 5 maggio e una nuova prova di forza il 26 maggio, a legge ormai votata. L’obiettivo è di ripetere quello che era successo con il Cpe (contratto di primo impiego) nel 2006: la legge era stata votata ma mai promulgata e quindi non applicata, a causa delle proteste crescenti.  In piazza, l’estrema destra ha ormai preso la mano dei primi organizzatori della “manif per tutti”. Cattolici tradizionalisti, gruppuscoli di estrema destra, blogosfera reazionaria, tutto è in azione per combattere la legge accusata di distruggere la “famiglia”. La violenza verbale aumenta anche all’Assemblea: un deputato Ump ha accusato oggi il governo di “ammazzare i bambini” con il matrimonio gay (la seduta è stata sospesa, il deputato è stato costretto a scusarsi). L’Ump è imbarazzata dall’escalation di violenza, ha preso un po’ le distanze, ma non intende cedere sul fondo. Il destra ha promesso che, quando tornerà al potere, cambierà la legge (come? scioglieranno i matrimoni contratti, annulleranno le adozioni?). Intanto, prepara il ricorso al Consiglio costituzionale che ha già bocciato alcune leggi di Hollande.

Scontri nuovamente nella serata di giovedi’ nelle vicinanze dell’Assemblea nazionale. Ci sono stati vari fermi. Battaglia anche all’interno dell’aula: nella notte, dei deputati Ump hanno tentato di aggredire fisicamente un esponente del ministero della giustizia, che era seduto sui banchi del governo. I commessi sono dovuti intervenire per evitare il peggio. Il presidente dell’Assemblea è intervenuto, ma non ha bloccato i lavori, cosi’ la discussione sul matrimonio per tutti è finita stamattina all’alba.