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losangelista

La Morte Live

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Jodie Arias e’ la ‘dark lady’ protagonista della vicenda di cronaca nera che negli ultimi mesi ha appassionato la mediasfera americana.  Accusata di aver acoltellato 30 volte l’ex fidanzato poi sgozzato e finito con un colpo di pistola alla testa, la ventottenne donna dell’Arizona ha inzialmente sostenuto di essere estranea ai fatti, poi, dopo il rinvenimento di una fotocamera digitale con immagini di un rapporto consumato dai due la sera dell’omicidio, ha detto di avere agito per autodifesa contro un uomo violento. Ma dopo il processo spettacolo durato 5 mesi  – per la delizia di tabloid e talk TV che hanno calcato sui requisiti ingredienti di violenza sesso, gelosia, religione (i due erano mormoni) –  la giuria l’ha giudicata colpevole di omicidio aggravato con movente di gelosia. Insomma una telenovela noir  con protagonista la giovane avvincente femme fatale di era reality che ha esercitato sul grande pubblico l’irresistibile fascino di un caso in stile Amanda Knox con relativo processo spettacolo, tormentone gossip e alone di commenti sui social net. Il solito mostruoso format dato in pasto al pubblico famelico che ieri ha avuto l’addizonale atto supplementare della diretta dall’udienza sulla condanna  a morte chiesta dal pubblico minsitero. Una degna ciliegina in cui all’imputata  e’ stato concesso di tentare in 15 minuti di convincere la corte a non togliergli la vita. “Vi imploro di non fare questo alla mia famiglia”, ha detto Arias proiettando sue foto da bambina in una straziante litania di scuse e ricordi famigliari. “Se mi concedete di vivere lavorero’ per charity e al reciclaggio di materiali in prigione”  per aggiungere infine l’intenzione di tagliarsi regolarmente i capelli e donarli in beneficenza. Uno spettacolo perverso e medievale fra gogna e patibolo pubblico, solo piu’ efferato perche’ commentato in diretta da analisti TV come fosse stata una partita di calcio – “ non mi sembrava convinta” una delle argute osservazioni. Ora il giudice decidera’ se lo stato fara’ “giustizia” commettendo una atto di violenza uguale e “contraria”.  Rimarra’ comunque  la barbarie dello spettacolo di ieri,  dell’implorazione live. A losangelista abbiamo sempre ritenuto che le esecuzioni dovessero anch’esse venire trasmesse in  diretta, piuttosto che perpetrate in segreto, per mettere i cittadini di fronte alle proprie responsabilita’,   ma dopo aver assistito al macabro circo Arias comciamo a pensare che avrebbero solo un effetto: il boom degli ascolti.

  • Galaverna

    Si, mandare le esecuzioni in diretta TV non mi sembra una buona idea: l’industria dello spettacolo è in grado di fagocitare tutto. Anche la barbarie della pena di morte.

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    purtroppo non succede più solo in america la spettacolarizzazione dei delitti anche in italia ormai è cosuetudine ma mettere in onda un esecuzione sarebbe troppo