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Napoli centrale

La Michelin dei poveri

 

Un piccolo libricino in queste notti di gelo può anche salvare la vita, soprattutto se si tratta della “Michelin dei poveri”, la guida tascabile dettagliata di tutti i ricoveri per i senzatetto e gli indigenti. Stamattina è stata presentata dalla Comunità di Sant’Egidio che per il sesto anno consecutivo si è prodigata a stamparla con il contributo del Csv e distribuirla gratuitamente. Il libro è di 116 pagine a colori dove nel dettaglio vengono riportate le mappe di 42 mense, oltre 20 gruppi che distribuiscono pasti e coperte in strada, 25 centri di accoglienza, 36 centri di ascolto, soprattutto delle parrocchie, 18 ambulatori medici, 6 sportelli legali. In totale sono 450 indirizzi utili che possono dare una mano a chi soffre e a chi in solitudine vaga senza meta alla ricerca di ricoveri in città.

Un aiuto importante in queste ore in cui le immagini dei clochard sotto i portici del Teatro San Carlo hanno fatto il giro d’Italia anche per le parole avventate di Roberto Bolle. Il ballerino che dopo aver scattato e postato su Twitter le foto di alcuni sventurati che avevano trovato riparo dal vento gelido, li ha definiti simbolo del degrado della città. Sommerso da una marea di polemiche si è poi scusato pubblicamente. Oggi Il Teatro e il suo museo, il Memus hanno annunciato una raccolta fondi per aiutare gli homeless del capoluogo in collaborazione proprio con il Csv, centro servizi di volontariato. Ma non basta. E infatti Barbara Ferone, responsabile per i clochard della comunità napoletana, dalla Chiesa di San Pietro Martire ha fatto diverse proposte: “Bisogna innanzitutto aumentare i posti letto dell’accoglienza, diversificandola per rispondere alla complessità della domanda – ha detto – Quindi serve disponibilità 24 ore su 24 per i malati in dimissione dagli ospedali e i malati terminali, accoglienza protetta per le donne, pensionati a prezzo calmierato per i lavoratori ‘a giornata’ o con basso reddito e aventi diritto di piccoli sussidi. Inoltre – aggiunge – si devono garantire le cure attraverso un monitoraggio costante e un primo screening delle unità mobili mediche, con presenza di specialisti per dipendenze e i problemi psichiatrici”.

Si tratterebbe in effetti dell’abc di una società costruita sul welfare state e che tutela i più deboli, ma purtroppo non è così. E anche se fino a questo momento nonostante le temperature polari, fortunatamente non ci sono state vittime tra chi vive in strada, il pericolo è sempre dietro l’angolo. Molto si deve ringraziare i volontari che senza sosta distribuiscono coperte e cibo, ma anche la solidarietà dei napoletani, la disponibilità dell’amministrazione a lasciare aperte anche di notte le stazioni metro e la Cgil che ha spalancato le porte di alcune proprie sedi.

I senza dimora infatti nel capoluogo campano non sono un fenomeno isolato, la comunità di Sant’Egidio ne ha censite 800, ma sarebbero almeno 1500. “ Il 77% è immigrato, mentre il 23% è italiano. L’87% sono uomini, il 13% donne, di cui l’8% extracomunitarie, mentre le italiane salgono al 30%. Il 60% ha un’eta’ tra i 19 ed i 34 anni – spiega ancora Barabara Ferone – La problematica maggiore resta la disoccupazione, seguita dalla tossicodipendenza e alcol dipendenza, con un sempre maggiore disagio mentale”. Dalla comunità di Sant’Egidio lanciano quindi l’appello ai cittadini di aiutare e partecipare alla distribuzione della guida dei poveri.