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Rovesci d'Arte

La manovra “ignorante”

Nonostante le mostre e i musei abbiano avuto negli ultimi mesi un incremento consistente, così come teatri, lirica e cinema, il consumo culturale italiano sta per essere abbattuto definitivamente dai tagli che riducono le risorse al lumicino, mettendo in ginocchio istituzioni prestigiose e procurando una ricaduta non secondaria sul turismo e sulla valorizzazione del territorio. Un risparmio, questo voluto dalla manovra economica di Tremonti, risibile data l’inconsistenza delle cifre destinate al «settore», però non risibile sui suoi devastanti effetti. Si rischia l’affondo totale, una disoccupazione senza precedenti e una vertiginosa frana dell’Italia e di tutto il Made in Italy, creativo, enogastronomico, artigianale. Eppure, sebbene la cultura sia trainante nella produttività del nostro paese (e calamiti a sé capitali esteri e alletti molti privati) la manovra finanziaria – che il governo si accinge a far passare in parlamento blindandola con la solita fiducia – non prevede alcun ripensamento in materia (nel maxiemendamento non è entrato nulla del pacchetto-cultura) e si accanisce contro quell’«industria della bellezza», come la chiama Niki Vendola, che è l’unica àncora di un paese allo sfascio e sull’orlo dell’imbarbarimento. Perché la cultura, oltre che far girare i soldi e fare cassa (usiamo appositamente i termini che piacciono tanto al Pdl) produce benessere psicofisico, è un diritto e una necessità del genere umano, infine è un volano per altre attività e dà ossigeno a una società. Combatte la depressione e quindi può far diminuire la spesa pubblica sanitaria, per esempio, «curando» con un po’ di felicità molti malesseri del terzo millennio. I tagli non rilanciano, puniscono e basta. Soprattutto, non c’è alcuna prospettiva futura e una totale mancanza di obiettivi. Iniziative clamorose? Gli enti locali, riunitisi in mattinata la Maxxi sotto l’egida di Federculture, cercano una via di uscita, in zona Cesarini ormai. E’ troppo tardi. Anche per una serrata dei musei in tutta Italia e per uno sciopero a oltranza, come insegnò mesi fa la Francia, facendo piangere lacrime amare a Sarkozy.

  • Pasko Simone

    AL DISTRIBUTORE

    il pieno di cultura
    non occupa ancora
    il vuoto dei valori

    solo lo rimanda
    a tempi migliori

    da Pasko Simone, Manuale di storia.Poesie 1980-2009, Campanotto Editore.