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Rovesci d'Arte

La mafia va al museo… e ci resta

Las Vegas, giochi d’azzardo, casinò, tour romantici in finte lagune veneziane e un giretto finale al museo della mafia. In un week end da turista perfetto, in realtà sono due gli itinerari previsti, soprattutto se si è appassionati del genere un po’ dark «Gangster&Co». Uno dei musei di imminente nascita è stato promosso dall’amministrazione locale (il sindaco in primis) e gode di una pioggia di milioni di dollari. L’altro è a conduzione «famigliare» e nasce dalla volontà della figlia di un boss di Chicago degli anni Cinquanta, oggi quasi ottuagenaria. Molte sono le polemiche scatenate da questa spettacolarizzazione del crimine organizzato e soprattutto non piace ai più quello sdoppiamento che fa vedere le cose dal punto di vista dell’Fbi e da quello dei parenti stretti. E che tipo di cimeli espone un museo mafioso?
Per esempio, sarà in collezione permanente l’originale muro di mattoni della Strage di San Valentino, con tanto di buchi della fucilazione degli uomini della cosca avversaria di Al Capone.
E se in un ex palazzo governativo ci sarà quindi il museo di Cosa Nostra «ufficiale», con tanto di racconto delle operazioni di polizia per sgominare le bande del crimine, in un vero casinò (gestito dai boss fino agli anni 80) dal nome celebre come Tropicana alloggerà invece l’altro concorrente….Vedere per credere, tra un anno però…