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FranciaEuropa

La guerra ai poveri continua

L’ultimo episodio riguarda una neonata Rom di due mesi e mezzo, deceduta improvvisamente nella notte tra il 25 e il 26 dicembre: il sindaco della cittadina, poco lontana  dall’aeroporto di Orly, dove sorge il bidonville in cui sopravvive la famiglia della neonata ha rifiutato l’inumazione. Il sindaco, prima di scusarsi obtorto collo di fronte all’indignazione generale suscitata dal rifiuto di inumazione, aveva affermato che nel cimitero della cittadina di Champlan, “la priorità è per coloro che pagano le tasse”. Il sindaco è un indipendente di destra e alle ultime elezioni municipali a Champlan (2500 abitanti) il Fronte nazionale ha ottenuto un terzo dei voti. Ci sono state molte reazioni di condanna nel mondo politico per la decisione del sindaco. Il primo ministro, Manuel Valls, ha denunciato “un’ingiuria a quello che è la Francia”. Oggi la neonata è stata seppellita nel cimitero della cittadina vicina di Wissous.

La guerra ai poveri ha preso anche altre forme durante le feste di Natale. A Perpignan, il sindaco Ump ha deciso di togliere le panchine pubbliche, perché alcuni abitanti avevano protestato contro riunioni “fastidiose” di senza tetto. Analogo episodio a Angoulème prima di Natale, dove il sindaco di destra ha fatto circondare alcune panchine, situate di fronte a un centro commerciale, di una alta griglia in metallo. Anche qui, per impedire ai senza tetto “alcolizzati” di sedersi e “disturbare” il sacro shopping.