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FranciaEuropa

“La giornata della gonna”

rezofilms/camerapress

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Dopo Entre les murs, è appena uscito un nuovo film dedicato alla scuola e ai suoi problemi, un’istituzione che non resce più a fare astrazione dalla violenza sociale in cui è inserita. La journée de la jupe, regista Jean-Paul Lilienfeld,  sembra destinato al successo, non solo perché segna il ritorno di Isabelle Adjani. L’attrice incarna una professoressa di francese che insegna in un liceo situato in un quartiere difficile. Le lezioni sono un susseguirsi di insulti e di gesti violenti. Fino al punto che la colta professoressa, per obbligare la classe  a seguire un corso su Molière, si impadronisce di un’arma da fuoco di un alunno e punta la pistola contro i giovani, obbligai cosi’ a stare ad ascoltare. La professoressa adotta la violenza che aveva sempre combattuto. Un film amaro, che crea malessere, perché parla d una società che ha paura dei giovani che non sono altro che  il suo prodotto. Il titolo fa riferimento al machismo ormai molto diffuso nelle periferie difficili (ma non solo), che impedisce alle ragazze di vestirsi con la gonna, per evitare di venire prese in giro o, peggio, essere oggetto di aggressioni, verbali e fisiche. Il regista afferma di aver avuto l’idea ai tempi della rivolta delle banlieues, nel 2005, dopo aver notato che non c’erano ragazze in strada durante gli scontri. In realtà, una “giornata della gonna” esiste in Francia dal 2006, ma non è stata inventata in una periferia difficile: l’idea è venuta in un liceo profesionale di una cittadina della Bretagna, cioè una scuola situata in zona rurale. Un gruppo di ragazze che partecipavano a un corso sulla salute, si sono messe a discutere della dificoltà a portare la gonna senza essere aggredite verbalmente.  Di qui l’idea di organizzare, ogni anno, una “Primavera della gonna e del rispetto”, che è in corso in tutta la Bretagna, dal 16 marzo al 3 aprile, per la sua quarta edizione. Il prossimo anno, l”iniziativa sarà seguita anche da Lione. Scuole medie, licei, organizazioni giovanili, durante la “Primavera della gonna”, discutono del rispetto tra le persone e delle relazioni tra i sessi, attraverso pièce di teatro, manifesti, fumetti, performances. Quando qualcuno si stupisce della battaglia per la gonna avviata in Bretagna, mentre la generazione precedente ha dovuto lottare per portare i pantaloni,  il consigliere d’educazione Jean-Michel Durand, che aveva tenuto il corso sulla salute dove è nata l’iniziativa, risponde: “alla fine non si tratta della stessa lotta?”. Oggi, come allora, è una questione di libertà, particolarmente sentita dalle ragazze che si sentono obbligate a nascondere la loro femminilità sotto vestiti unisex (jean e scarpe da ginnastica) per evitare problemi.