closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rovesci d'Arte

La Gioconda nel 2013 a Firenze?

La raccolta firme per il rientro della Gioconda a Firenze nel 2013 in coincidenza con l’anniversario del suo ritrovamento avvenuto nella medesima città nel 1913 quando il famoso quadro di Leonardo venne recuperato dalla polizia italiana, dopo il «rapimento» che lo fece sparire dal Louvre per ben due anni, ha assunto una dimensione internazionale e fioccano gli appelli per un suo possibile (temporaneo) rientro. Il promotore dell’iniziativa è sempre lui: Silvano Vinceti, l’uomo che sta guidando imperterrito le ricerche sui resti mortali della signora Lisa Gherardini, con molta probabilità la donna ritratta dal pittore nel celebre dipinto. Una vera ossessione quella di Vinceti, che lo ha portato a scavare nell’ex convento di sant’Orsola per una «battuta di caccia» con obiettivo le ossa della donna, moglie di Francesco del Giocondo (da cui il soprannome). La Mona Lisa «artistica» venne rubata nell’agosto del 1911 da un ex impiegato del museo francese, tal Vincenzo Peruggia, che agì immerso nei fumi di un sogno patriottico. Il ladro, che indisturbato portò via la preziosissima opera e la tenne con sé a lungo, appesa a una parete sopra il tavolo della sua cucina, era convinto che la presenza della Gioconda a Parigi fosse dovuta a un sopruso e che il quadro appartenesse all’Italia (ma era stato Leonardo stesso a portarla portata con sé in Francia). La sua intenzione era di ricondurla per mano nel belpaese natìo. Mentre cercava però di sdoganarla presso un antiquario di Firenze, venne intercettato dalla polizia e arrestato. La città reagì con grande entusiasmo a quel ritrovamento e Mona Lisa venne celebrata con tutti gli onori. Sfilò per le strade fiorentine, come fosse una regina, acclamata da una enorme folla e venne esposta agli Uffizi. Stesso trattamento ebbe al suo ritorno a Parigi: viaggiò su un vagone speciale e al suo arrivo venne accolta dal presidente della Repubblica francese e da tutto il governo al completo. Da allora, però c’è chi insinua che quella restituita fosse semplicemente una copia e che la vera Gioconda alberghi in realtà da qualche altra parte, ignara e misteriosamente sorridente.

  • Paola

    Monna (diminutivo di Madonna) con due enne. Mona lo dicono e scrivono gli americani.

  • Vito A.

    Delizioso aneddoto, con la solita teoria del complotto finale.