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Ceci n'est pas un blog

La finestra sul cortile del PD

Nonostante continui a ritenere i social network una rappresentazione della comunicazione e non la comunicazione stessa, un fenomeno interessante c’è: quello degli account dei vari esponenti politici.

Sarà che la stragrande maggioranza di loro sono cresciuti nell’epoca precedente a quella della rete ma anche semplicemente dei computer stessi, sarà che l’arroganza è una prerogativa del far parte del ceto politico, gli account dei parlamentari, senatori o ex sono uno spasso.

Perché se prima per sapere cosa pensavano, cosa dichiaravano, cosa sostenevano, dovevamo leggere interviste, quotidiani e comunque non c’era una immediatezza del riscontro, ora questi strambi personaggi, convinti di essere i paladini della democrazia, della libertà e del benessere, non fanno altro che inondarci di dichiarazioni, prese di posizione, risposte stizzite, che sarebbe meglio tacere, che sarebbe meglio nascondere ma che evidentemente, travolti dal proprio ego, non ne possono fare a meno.

Ad esempio ieri, giornata piuttosto tranquilla, è il lunedì post-Leopolda e corteo sindacale, gli echi delle polemiche non si sono spenti, eppure abbiamo avuto una esibizione paradigmatica di cos’è il Partito Democratico nell’era renziana, in soli 3 tweet. Una prova di forza sul cosa è e cosa sta diventando quel partito che dovrebbe rappresentare l’area del centro-sinistra elettorale.

Ad aprire le danze è Anna Paola Concia, ex parlamentare, ex bersaniana e ora Leopolda renziana, autoelettasi rappresentante delle istanze del mondo LGBTQ e protagonista di discutibili avventure politiche, con:

“Ho 51 anni ( non 30) e non ho mai avuto il #postofisso (e essere stata parlamentare è stata una esperienza come tante altre)”

Ogni commento è abbastanza superfluo. Vi risparmio i commenti della ex parlamentare che evidentemente è convinta di aver avuto un passato da precaria, perché del resto call-center o parlamentare sono esperienze come altre. E non venitemi a dire che la parlamentare automaticamente godrà di una pensione mentre una precaria, mai. Sono sottili differenze. Un po’ come quelle del reddito percepito. Quisquillie.

Sempre nella mattina di ieri il capo ufficio stampa del PD (Filippo Sensi) compiaciuto postava un articolo del Wall Street Journal che in sintesi attaccava il corteo della CGIL e la protesta sindacale per poi andare a lodare le riforme di Renzi. Capisco che un capo ufficio stampa fa questo anche per lavoro ma compiacersi di un articolo del genere è sintomo del percorso intrapreso dalla nuova dirigenza renziana e dal governo stesso. Del resto, in un partito in cui l’imprenditore di sinistra Farinetti, ha un ruolo di primo piano, tutto è possibile.

Ultimo in tutti i sensi invece è stato un tweet di Chaouki, in cui sponsorizzava un articolo apparso sulla pagina web de il Redattore Sociale e che riportava una sua dichiarazione riguardo quello che al momento apparrebbe come un omicidio/suicidio di una donna e di 2 dei suoi 3 figli, che vivevano da anni in una occupazione abitativa. Probabile che sia stato interpellato che manco era a conoscenza dei fatti, quindi sono ancor più gravi le dichiarazioni da lui rilasciate:

“La tragica notizia del ritrovamento del corpo di una donna marocchina e dei suoi due bambini nel Centro Sociale Sans Papiers, sottolinea ancora una volta l’inadeguatezza dei centri e delle strutture occupate abusivamente nella Capitale – sottolinea in una nota Khalid Chaouki deputato Pd e responsabile immigrazione del Partito Democratico di Roma – Occorre prendere una posizione netta contro queste situazioni di illegalità per garantire il bene di chi abita in quelle strutture e per risanare quei contesti dove migliaia di persone continuano a vivere in condizioni disumane e fuori da qualsiasi tipo di controllo”.

A parte che bisognerebbe ricordare al responsabile immigrazione del PD che se esistono persone costrette a occupare è perché il suo governo non offre alternative se non la strada e che grazie al decreto Lupi andrà ancora peggio, vorrei che spiegasse la relazione tra omicidio e occupazioni abitative ma soprattutto come si permette a parlare di “persone continuano a vivere in condizioni disumane e fuori da qualsiasi tipo di controllo”. Parole vergognose ma soprattutto ignoranti. E l’ignoranza, ossia chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto, non è un alibi. Tutt’altro. Se poi sei un parlamentare e il responsabile immigrazione del partito di governo, allora le colpe sono decisamente più gravi. Oltretutto di storie tragiche come queste la cronaca nera italiana ne conta diverse e spesso in contesti decisamente borghesi, in case di proprietà, e non mi sembra che nessuno invochi sgomberi o condizioni disumane.

[Poi un giorno parleremo del perché il nero nato in Marocco deve essere il responsabile immigrazione o un gay, il responsabile delle politiche lgbt, visto che i fatti dimostrano che l’appartenenza a una comunità non fa di te automaticamente un degno rappresentante delle loro istanze]

Quindi non ci rimane che ringraziare gli esponenti di questo grande partito democratico, che prende il 41%, che piace alla gente che piace, che parla inglese anche se non lo sa, che vende i tuoi diritti in cambio di 80 euro, perché si rappresenta senza veli. E perché non ha bisogno di oppositori particolarmente scaltri, fanno tutto da soli. Ci consegnano giornalmente, attraverso un flusso continuo, i motivi per non votarli, per contestarli, per criticarli. Non dobbiamo fare niente, soltanto metterci alla finestra sul cortile del Pd e aspettare. Un po’ come se parcheggi a Viale delle Milizie, entro un paio d’ore sarai ricoperto di guano.

E infine vorrei ringraziarli per la splendida lezione di antirazzismo e antisessismo dimostrando che puoi essere bianco o nero come Chaouki, etero o Lgbtq come Scalfarotto o Concia, un operaio o un imprenditore come Farinetti, ma il risultato è lo stesso: una pessima e arrogante classe politica.

D’altronde è sempre una questione di classe mica di tweet.