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losangelista

La Febbre dell’Oro

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Si era intuito quando lo spot centrale dello scorso Superbowl fu  quello di Gold4Cash.com, una societa’ che compra gioielli di famiglia. Ora e’ chiaro: l’America della recessione  e’ ufficialmente in preda alla psicosi aurea. Con le attuali quotazioni dell’oro attorno ai prezzi record di $1200 l’oncia (il quadruplo di dieci anni fa) mercato e speculatori ribollono di febbre per il metallo giallo considerato rifugio sicuro in tempi di incertezza economica. La crisi  globale daltronde e’ stata un vero  un toccasana per i broker di metalli preziosi: nei sobborghi delle citta’ americane nella stagione prenatalizia si vanno di moda i “gold parties” dove amici e conoscenti si riuniscono per scambiare anelli e catnine con contante utile agli acquisti. E sono virtualmente ubiqui siti e annunci di aziende specializzate nella compravendita.  Una di questa, la Goldline Inc., appare soprattutto nella lista degli sponsor di talk show radiotelevisivi conservatori come ha notato fra gli altri Jon Stewart. Il programma di  Fred Thompson (l’attore ex candidato presidenziale repubblicano) e quello del famigerato patriarca dei mezzobusti reazionari,  Bill O’Reilly della Fx sono entrambi ufficialmente sponsorizzati dalla Goldline Inc e un altro volto della rete di Murdoch,  Glenn Beck, e’ addirittura testimonial Goldline per l’acquisto di oro. Dato che le quotazioni del metallo sono direttamente proprozionali all’incertezza e la preoccupazione della gente, la selezione di  testimonial che di mestiere seminano panico e paura nel loro pubblico e’ un vero uovo di Colombo. Il format di Beck, Riley e Thompson come quello dei colleghi Hannity e Rush Limbaugh e’ appunto quello dell’apocalittico anatema sull’armageddon prossimo venturo preparato dal “socialismo obamiano”  di cui si nutre la cultura millenarista della destra populista; ideale quindi per l’inserzione di televendite di lingotti adatti a stoccare un caveau, o eventualmente un bunker antiatomico. Un bel business recessionario marinato in paranoia che alimenta la frenetica corsa ad “investire” nel colpo sicuro dell’oro e ha determinato la salita vericale deli prezzi sui mercati mondiali – che molti esperti giudicano ormai assudarmente sopravvalutati e destinati con ogni probabilita’ presto a crollare.