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Poltergeist

La famiglia prima di tutto

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Chi pensava che fosse l’Italia a detenere il primato di società fondata sulla famiglia dovrà ricredersi perché non esiste nazione più incentrata e concentrata sulla famiglia, ossessionata dalla famiglia.

Gli americani hanno un modo di dire che non c’è nelle altre lingue e che è intraducibile in italiano: going home. Non vuol dire letteralmente “andare a casa” ma tornare a una condizione di stabilità, sicurezza e pace, una condizione che c’è quando si è a casa con la propria famiglia originaria. Dalla riflessiva Homeward Bound di Simon & Garfunkel, alla dissacrante I’m going home che i Ten Years After hanno cantato a Woodstock, dalla commerciale Who Says You Can’t Go Home di Bon Jovi alla trascinante e indimenticabile ballata dei Beach Boys Sloop John Bche è un vero e proprio inno alla nostalgia dell’infanzia, l’America ha cantato in tutti i modi il concetto di casa come luogo fondamentale dell’anima.

Il cinema non è stato da meno, celebrando il family man oppure l’uomo senza casa, senza radici – poche le vie di mezzo. In televisione, se si può dire che in fondo ogni telefilm è un procedural, è anche vero che ogni storia è legata a una famiglia – o, più raramente, alla sua assenza. Le sitcom sono praticamente tutte dedicate apertamente alle vicende di famiglia (Tutti amano Raymond, Happy Days, Mia moglie è una strega, La famiglia Addams), anche quando si tratta di storie di un gruppo di single che in sostanza replica il modello della famiglia (Friends, Seinfeld, Cheers, Party of Five).

Le serie vere e proprie, poi, anche quando non sembrano parlare direttamente di una famiglia (Quella casa nella prateria, I Soprano, Settimo cielo, Big Love, La famiglia Partridge) sono però incentrate su individui il cui lavoro è apparentemente al centro della serie ma la cui famiglia è in realtà il vero nucleo narrativo portante. Abbiamo visto qui come la serie Medium sembri trattare la vita interiore di una donna che è in grado di parlare con i morti, quando in realtà questo telefilm è un ritratto della vita di coppia. Per fare gli esempi più recenti, serie come The Blacklist, apparentemente su un maneggione di primo piano che aiuta l’FBI a trovare i peggiori criminali sulla piazza internazionale (garantendosi così mano libera per i suoi affari più loschi) è a ben guardare la storia di un padre che protegge una figlia. Il tanto celebrato, sebbene tuttavia deludente, Taboo è in fondo la storia del difficile rapporto tra un figliol prodigo e un padre ingombrante, e soprattutto sul rapporto incestuoso tra fratello e sorella. Il procedural Blue Bloods, con Tom Selleck, tradisce già dal titolo di concentrarsi su quel “blue” che gli americani associano con la polizia, e quel “blood”, che è il legame di sangue di una famiglia di poliziotti (incluso un capo della polizia di New York, di qui il gioco di parole “sangue blu”). Non c’è serie in cui a un certo punto qualcuno non riporti un evento (soprattutto criminoso) a una questione di famiglia: quando una donna viene rapita, violentata o uccisa, si ricorda sempre che è “la madre di qualcuno, la sorella di qualcuno, la figlia di qualcuno” e pensarla non come individuo a sé stante ma come parte di una famiglia aiuta di solito a convincere anche il più recalcitrante degli investigatori a lavorare duro per trovare giustizia.

E non è forse Homeland una serie sul rapporto padre-figlia? Non è Dexter una serie sul rapporto fratello-sorella e il disperato bisogno di avere una famiglia? Sherlock Holmes, nella versione britannica, tratta il rapporto Holmes-Watson come uno di amicizia virile profonda mentre nella versione americana Watson vive con Holmes, è una donna e gli fa da mamma, aiutandolo a superare la difficile uscita dalla tossicodipendenza.

A nessun italiano verrebbe mai in mente di spingere delle indagini facendo leva sulla necessità di trovare giustizia per una vittima in quanto figlia di qualcuno che la sta piangendo, ma per un americano questa è una leva fortissima. La famiglia è tutto. La famiglia prima di tutto, quel “family first” che viene citato come valore da Obama a Bill Gates, in un paese in cui un candidato che non ha moglie e figli ha la strada alla Casa Bianca praticamente sbarrata.

Parte del sogno americano è una famiglia raccolta attorno a un televisore che trasmette la storia di una famiglia.