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FranciaEuropa

La destra: “lavoro obbligatorio per chi riceve l’assegno di reddito minimo”

La campagna elettorale per le presidenziali del 2012 è già iniziata. L’Ump, il partito di Sarkozy, vuole fare campagna contro “la frode sociale”. Ha luogo oggi una “convenzione per la giustizia sociale”, dove l’Ump propone di istituire un “Fbi contro la frode sociale” e di obbligare i beneficiari dell’Rsa (Reddito di solidarietà attiva, istituito nel 2007 in sostituzione dell’Rmi, il Reddito minimo di inserzione) a lavorare qualche ora per gli enti locali, pena, se rifiutano, di vedersi sopprimere l’assegno. Oggi in Francia 1,15 milioni di persone ricevono l’Rsa, cioè circa 450 euro al mese, versate a chi è disoccupato ed è senza reddito. Queste persone hanno l’obbligo di cercare attivamente un lavoro: dopo due rifiuti successivi di offerte “ragionevoli” di occupazione, vengono radiati dalla lista dei beneficiari dell’Rsa. Ma per l’Ump ci sono ancora troppi “fannulloni”, che vanno messi in riga.

Cosi’, il primo a lanciare l’idea del lavoro obbligatorio è stato qualche settimana fa l’arrogante ministro degli affari europei, il giovane Laurent Wauquiez. Per Wauquiez, la Francia è di fronte a una “deriva dell’assistenzialismo”, diventato un vero e proprio “cancro sociale”. Per mettervi fine, la sua idea è di far lavorare gratis i beneficiari dell’Rsa per qualche ora la settimana. Anche nella maggioranza di destra, la proposta di far lavorare gratis è stata pero’ accolta con scetticismo e il termine “cancro” è stato giudicato fuori luogo. Ma visto che l’estrema destra batte sul chiodo dell’assistenzialismo eccessivo, il segretario dell’Ump, Jean-François Copé, un altro ambizioso che sogna l’Eliseo per il 2017, ha proposto il lavoro obbligatorio, tra le 5 e le 8 ore a settimana, ma remunerato al tasso del salario minimo. Il beneficiario dell’Rsa vedrebbe l’assegno di base diminuire un po’, intorno ai 400 euro, a cui verrebbero aggiunti i circa 100 euro, al massimo, di remunerazione allo Smic.  Già oggi l’Rsa permette di lavorare: chi trova un lavoretto puo’ cumularlo con un Rsa diminuito. Remunerare le 5-8 ore di lavoro permetterebbe alla Francia di evitare di infrangere le convenzioni internazionali contro il lavoro forzato. Il Pcf ha paragonato questa proposta al lavoro forzato imposto dai tedeschi durante l’occupazione.

Martin Hirsch, il padre dell’Rsa (uomo di sinistra, era diventato Alto commissario nel primo governo dell’era Sarkozy proprio per poter realizzare l’Rsa), ha denunciato ieri la manovra “machiavellica” dell’Ump: usare i soldi del finanziamento dell’Rsa (1,5 miliardi di euro, raccolti con una tassa ad hoc) per sopperire al mancato guadagno della riforma in corso della patrimoniale. L’Isf (Imposta sul patrimonio) è in via di revisione, è stato alzato il valore del patrimonio da cui scatta, da 750mila euro a 1,3 milioni). “Mi farebbe male al cuore che i soldi destinati ai lavoratori più modesti vengano utilizzati per alleggerire le tasse ai ricchi” ha affermato. Il portavoce del governo, François Baroin, ha subito ribattuto che Hirsch dice “sciocchezze, controverità”, fa “un’analisi infondata”. Baroin ha richiamato “all’ordine” Hirsch, obbligato al “dovere di riserva” in quanto ex esponente del governo.

La manovra è machiavellica, perché metterebbe gli enti locali – in grande maggioranza governati dai socialisti – con le spalle al muro, obbligandoli a far lavorare alcuni beneficiari dell’Rsa per poche ore e un salario da miseria (oltre al fatto che questa misura potrebbe far salire la disoccupazione, perché il lavoro obbligatorio ridurrebbe l’offerta di occupazione). Se rifiutano, verrebbero accusati di far perdere l’Rsa ai più poveri. La sinistra fa valere che è stato proprio Sarkozy ad annullare i “contratti di inserzione” nell’ottobre del 2010, una forma di impieghi assistiti che poi è stata in parte ripristinata nel febbraio di quest’anno. Sull’1,15 milioni di persone che vivono con l’Rsa, solo un terzo è iscritto al Pôle emploi, l’agenzia di collocamento, perché la maggioranza si trova in condizioni di impossibilità di lavorare (malattia, handicap ecc.). Ma la vendetta sociale della destra non guarda in faccia nessuno.

  • Adele

    Un mio amico sindacalista danese mi dice che nel suo paese la situazione non e’ molto felice per chi perde il lavoro. Si riceve infatti un sussidio di disoccupazione ma vi e’ l’obbligo di accettare le offerte di lavoro. Se ne ricevono tre ma si deve accettare la terza altrimenti cessano tutti i pagamenti. Cio’ puo’ voler dire che un insegnante si puo’ trovare obbligato ad accettare un posto molto meno qualificato.
    Spero che non sia questo il modello nordico da seguire!

  • Valter Di Nunzio

    Probabilmente la strada scelta dall’amministrazione Sarkozy è in linea con l’abbassamento dell’aliquota di qualche mese fa sui capitali rientrati col bouclier, lo scudo fiscale sui patrimoni “rientrati” (si fa per dire) dall’estero. Tuttavia mi è capitato di sentire della gente che “gioca” sullo chomage come in Italia (sopratutto in passato) sulla mobilità, alimentando il lavoro nero, che è una realtà anche se in Francia molto meno che da noi. Non posso dimenticare che persino il Grande Silvio incoraggiava la gente in mobilità a fare “qualche lavoretto in nero”… E’ sicuramente un problema ma francamente penso che ce ne siano di molti più urgenti e pesanti, visto quanto pesa l’ RSA sul budget francese e quanto mancato gettito si è determinato sui grandi patrimoni.

  • Enrico Galuppo

    Premesso che non sono di destra , sono di sinistra, voto la sinistra. Nella nostra costituzione ,c’è scritto come come legge santa ed osservabile ,come i nostro vangelo,i diritti la libertà o il lavoro, come , ognuno di noi possa manifestare il proprio consenso attraverso il lavoro. Il lavoro rende liberi , c’era scritto nei lager, come se il loro lavoro fosse una liberazione. Oggi dopo l’ennesimo affronto della destra contro il lavoro, come ammortizzatori sociali, come liberazione ,da chi e da che cosa …..dal precariato ,con mini contratti contro il nero o con posti fissi che oggi, con i nuovi contratti, si evincono il regno del precariato per i lavoratori e per gli imprenditori. Oggi auspichiamo dalla sinistra nuovi lavori,nuove possibilità e nuovi barlumi di speranza per un lavoro degno ,decoroso e vivibile.Dalle fabbriche a Pomigliano , secondo i ricatti della fiat ,a Mirafiori e in altre aziende ,come il mio piccolo, Molise, come le aziende chiudono , le casse integrazioni aumentano e il lavori stabiliscono il loro lavoro tra pomodori ed agrumi o come 50 anni fa come i nostri nonni emigranti al nord o all’estero. Oggi auspichiamo, come ,il welfare state debba tutelare gli interessi delle classi meno abbienti tutelando gli interessi.Oggi dopo questa legge auspichiamo leggi serie e redditi veri capaci di cogliere le sfide del millennio attraverso il lavoro libero e decoroso per dare uno schiaffo al nero dal precariato e alla lotta contro il caporalato del sud e dei miserabili di delegati e ricattatori di diritti e doveri , che oggi insieme ai sindacati, segno della nostra sovranità popolare vogliamo mantenere trattare e tutelare come affronto a chi forse dimentica i nostri diritti di libertà lavoro ed occupazione.

  • druzhe

    Salvo che uno non possa lavorare per motivi di età o salute, questo reddito può essere considerato alla stregua di un salario per le ore di lavoro che vengono richieste al beneficiario. I comuni potrebbero sbizzarrirsi nel coprire servizi e attività che ora non possono nemmeno immaginare di coprire. Ci sono tante attività che possono essere fatte e che molto difficilmente farebbero alzare il tasso di disoccupazione (leggi togliere il lavoro a chi l’ha già).
    Vediamolo come un lavoro socialmente utile, o come era nei paesi del socialismo dove un lavoro comunque ce lo avevano tutti.
    Forse qualcosa di buono lo dovevamo imparare da loro.

    In fondo una società che garantisse un lavoro minimale a tutti quelli che vogliono un reddito sarebbe più giusta, di quella attuale. Poi con l’impegno/studio chi vuole potrebbe accedere ad impieghi più remunerati…

    Se poi confrontiamo con la realtà italiana 450 euro per 5-8 ore di lavoro settimanali sono stipendio dignitoso, considerato che ci sono lavoratori part-time 50% (regolari, non in nero) che sgobbano per quella somma…

  • bozo4

    Idea economistica e punitiva. Perche’ non un corso di inglese o informatica al
    posto di un lavoro probabilmente inutile socialmente? A forza di litigare fra
    poveri per le briciole stiamo trasformando il pianeta in un paradiso per
    milionari (alcuni dei quali sì parassitari).

    Espelliamo gli zingari piuttosto: potranno entrare individualmente a condizione
    che spieghino come sopravviveranno senza rubare. Come fanno gli italiani che si
    trasferiscono in Svizzera.

  • bozo4

    E’ chiaro che tutti vogliamo un sistema di protezione dallo sfruttamento, un assegno sociale che permettendoci di dire “no grazie” a certi “creatori di posti di lavoro” faccia morire tutte le aziende che sono dinamiche grazie allo sfruttamento. Per vincere questa battaglia dobbiamo chiaramente anzitutto espellere tutti i clandestini e senza sanatorie, e’ ovvio.

  • bozo4

    Ed è ovvio per un motivo : per non creare apartheid, l’ assegno sociale dovrebbe
    essere esteso a tutti gli immigrati. Questo, in assenza di un efficiente sistema
    di drenaggio ed espulsione di clandestini, causerebbe una impennata di
    immigrazione che manderebbe in tilt le casse della solidarietà. La Svizzera
    espelle subito, e questa è una delle colonne del loro welfare così perfetto che
    fa parlare taluni di comunismo elvetico.

  • Valter Di Nunzio

    @ bozo4. Vorrei che facessi una ricerca obiettiva e autonoma su quante tasse pagano gli immigrati. Scegliti le fonti e le scoprirai molto concordanti su un punto: gli immigrati pagano più tasse degli italiani sia in proporzione alla loro incidenza sulla popolazione totale sia in proporzione alla loro quota sul PIL. Se isoli, all’interno del gettito, la quota dei contributi INPS otterai dei dati ancora più rilevanti. In pratica, che ti piaccia o no, sono gli immigrati che ad oggi pagano le pensioni degli italiani anziani, essendo l’Italia uno dei paesi più vecchi del mondo.
    Ovviamente sto parlando degli immigrati regolari. Gli irregolari esistono sopratutto perchè l’immigrazione regolare non esiste in pratica, essendo le norme italiane talmente demenziali da essere vanificate nella sostanza. Anche qui ti invito a cercare autonomamente le informazioni relative. In questa situazione le sanatorie hanno un andamento ciclico e sono sempre a titolo oneroso per gli stessi immigrati, mai per i loro datori di lavoro. La riprova è che le più cospicue sono state attuate da Governi di centro-destra non certo “teneri”.
    Io sono d’accordo con te che una seria discussione sul Welfare andrebbe fatta anche in Italia (dove di Welfare ce ne è pochissimo per tutti) ma giocando senza carte truccate e senza scambiare i luoghi comuni e le fobie per delle realtà fattuali. Sopratutto senza scambiare la comunicazione con i fatti.

  • giorgio

    Non ci vedo nulla di male…Anzi penso che un 4 ore di lavoro per il tuo paese che cerca di aiutarti, fa molto bene a chi viene impegnato. Non viene lasciato alla sua disperazione di non trovare una nuova ccupazione.
    Lo rende consapevole che può rendersi utile alla collettività. Anche in Italia si dovrebbe dare questa possibilità a tutti quei cassintegrati, che magari passano la loro giornata di nullafacenti ad abbrutirsi e a passare da un bar all’altro alla ricerca di amici per passare il tempo. Oppure, ed è peggio, ad aumentare la piaga del lavoro in nero…

  • max

    Secondo me al di la di ideologismi, la corresponsione di un lavoro sociale è un concetto onorevole di solidarietà. Perchè mai dovrei dare dei soldi a qualcuno che può vivere sulle spalle degli altri. Si ad un impegno sociale. Si alla possibilità in parte del tempo a partecipare gratuitamente a corsi di formazione e specializzazione si al lavoro part time ovvero lavoriamo tutti ma lavoriamo meno tutti. Se non ci si impegna per un ambiente solidale con i fatti l’unica soluzione è andare in malora. La vera rivoluzione culturale è al di la del capitalismo e del marxismo. Chi ha realmente valore non è il sistema economico ma il valore di soddisfazione nella vita che ogni essere vivente può raggiungere su questo pianeta che è la nostra piccola navicella spaziale sperduta nenll’universo. Se foste su una nave spaziale non vi sentireste di contribuire alla buona riuscita del viaggio. bene se non ve ne siete accorti ci siam! Non sappiamo dove andiamo perchè il viaggio dura di più della nostra vita. Forse una visione un po più aperta e sopra moralismi sterili aiuterebbe tutti quanti a vivere meglio.