closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

La cultura pesa di più dell’automobile

La cultura in senso ampio del termine – musica, spettacolo, stampa, editoria, radio, cinema, tv, videogiochi e arti grafiche e plastiche – in Francia ha un peso economico maggiore di quello dell’automobile, impiega 1,2 milioni di persone (con posti di lavoro difficilmente trasferibili in paesi a bassi salari), cioè il 5% della forza lavoro del paese. Lo rivela un dettagliato rapporto ordinato alla Ernst & Young dalla Sacem (società autori, compositori e editori musicali), che ha creato una piattaforma comune – Francecreative.fr – tra tutti gli operatori del settore culturale, per pesare di più nel dibattito pubblico. In un periodo di forte disoccupazione, la cultura crea lavoro e ha un peso economico paragonabile a quello del settore immobiliare o della ristorazione.

Alcuni giganti mondiali sono francesi, come Universal Music (numero uno al mondo per la musica), l’editore Hachette (numero due), Ubisoft (terzo editore di videogiochi al mondo). La Francia è la seconda esportatrice di film al mondo dopo gli Usa, mentre l’80% del fatturato dei videogiochi proviene dall’export. Il rapporto intende far presente al governo e alla società che è necessario investire nella cultura e difenderne le particolarità, in un momento in cui la Commissione di Bruxelles, sotto l’influenza dei giganti dell’Internet, preme sulla Francia per ridurre gli aiuti pubblici al settore. Gli operatori francesi ricordano che i giganti Usa, i Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon) non solo non pagano quasi tasse in Francia, grazie a domiciliazioni in paesi fiscalmente più accoglienti, ma in realtà non creano neppure posti di lavoro.

  • http://www.manunzio.it Michele Annunziata

    Deve esserci qualcosa che non torna, oppure un fatto di genetica sa i francesi sono, de facto, internazionalmente riconosciuti come “acculturati” nel senso che fanno soldi pure dalle rape. E se è una di queste il famoso, o famigerato dipende la gusto, Louvre con tremilioni di visitatori: che dire? Cosa dire se l’intera Parigi è città aperta alla fotografia per un mese intero? C’è qualcosa altro in giro: no manco la “mela” bacata alias New York. Quindi un fatto genetico, non si spiega altrimenti.
    E veniamo al “Belpaese” si, si come il formaggio omonimo. Che stama a di? Noi ce avevmo de tutto e de pi§. Casomai er problema “curturale” so quelli de sinistra? Melandri-Veltroni docet, tanto per nun fa nomi, aò.
    Se l’Italietta è quella che è forse sarà il caso de ripensa li Beni curturali, che seconno l’ex minsitro Tremonti nun se magna? A no, eh? Beh ce quarcheduno che conosce a storia della Ales, la partecipata con sede a Napoli e cuore, manco a dì, a Roma in quer del Collegio romano numero 27. Aò tanto per dì na freggniacca, sta e vede…Reporter, Passa parola? Er fattaccio quoridiano, manco li cani er Manifesto? Macchè ‘bboni, state ‘bboni che se sveglia er pupo e so’ c…amari. Mejo fa finta de gnente, e de tanto in tanto famo un po’ de ammuina. Semo ‘ggente de sinistra, li peggio stanno sempre dall’altra parte, me pare normale, aò.