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L'urto del pensiero

La complessità del Bene

charlie hebdo

Adesso che è passato qualche giorno. Adesso che gli animi, per quello che è possibile, si sono liberati dalla collera e dallo sdegno del momento. Adesso che il solito copione si è squadernato sotto gli occhi del mondo e le forze del Bene hanno trionfato, colpendo a morte gli attentatori della nostra libertà e dei nostri valori, prima ancora che della vita di alcune persone. Adesso che ulteriori notizie di ogni tipo, sparate con la ormai consueta velocità e superficialità, hanno spostato le luci della ribalta, riconfigurato i nostri valori sommi per cui vivere e combattere (oltre che aggiungere nuove fotografie di solidarietà sui social network). Tanto che in Rete già si tramandano leggende di nonnine che si sono sbagliate, presentandosi ai funerali di Pino Daniele con una matita, per non parlare dei tanti romani che nello spazio di una domenica (e peraltro con viva solidarietà di chi scrive) hanno sostituito il grido di «Je suis Charlie Hebdo» con quello di «Totti goal!».

Insomma, adesso che è accaduto tutto questo possiamo auspicare un confronto franco e sereno in cui dirlo chiaramente?

NOI NON SIAMO CHARLIE HEBDO

Ecco, allora è bene dire che non c’entriamo nulla con Charlie Hebdo. Noi europei, la grande maggioranza di noi non sapeva neanche cosa fosse questo giornale, e continua ancora a non saperlo visto lo zelo commovente con cui milioni di persone si sono zelantemente identificate con esso. Soprattutto non c’entriamo nulla con la grancassa retorica con cui, per l’ennesima volta, si è voluto rimarcare simbolicamente quel Bene incarnato dalla società occidentale e i suoi valori, puntualmente attaccati da integralismi, forme liberticide, violenze che ovviamente provengono sempre dall’esterno del nostro spazio sacro e, adesso, rischiano di penetrare sempre più il nostro organismo alla stregua di un virus patogeno.

Innanzitutto perché stiamo parlando di un giornale che oscilla tra i valori della cosiddetta sinistra estrema e dell’anarchismo, che salvo distrazioni improvvise non risultano essere tra le forze maggioritarie verso cui i cittadini europei esprimono il proprio consenso. Poi perché si tratta di un giornale la cui satira è oltremodo spregiudicata, irriverente, blasfema distruttiva rispetto a moltissimi di quei «valori» dell’Occidente e della religione cristiana (oltre che dell’Islam e di ogni religione che, in quanto tale, si manifestasse in forma integralistica e fanatica), in nome dei quali molti sono convinti di avergli espresso solidarietà. Noi italiani abbiamo condannato e ridotto al silenzio Daniele Luttazzi per molto, davvero molto meno (tanto per intenderci).

Poi ancora perché stiamo parlando di un giornale che, per esempio attraverso Bernard Maris (economista rimasto vittima anche lui nell’atroce gesto di violenza), denunciava fortemente le logiche liberistiche e la profonda ingiustizia politica ed economica imposta a milioni di persone (anche europei!) dall’Unione europea e dalle cosiddette istituzioni internazionali della Troika. Quelle che, con misure sciagurate dettate ai governi di ogni paese, hanno allargato in maniera ormai vergognosa e inaccettabile la forbice tra i pochi sempre più ricchi e i molti sempre più impoveriti (tanto per continuare a intendersi).

Facile, insomma e infine, ergersi a paladini della libertà di espressione e di stampa, tanto per farsi belli e grandi di fronte a un gesto di violenza tanto brutale quanto oscurantista. Molto più difficile è applicarla, visto che noi in Italia, per esempio, viaggiamo intorno alla sessantesima posizione per libertà dell’informazione, o visto quello che è emerso (e che denuncia ciò che di norma non emerge) con il caso wikileaks, ma anche con la vicenda di Edward Snowden, da cui è emerso che un potere forte esiste eccome, che è riconducibile al governo americano (Nsa) e che sostanzialmente controlla tutte le comunicazioni dei capi di stato esteri e dei cittadini.

SCONTRO DI INCIVILTA’

Certo, poi dobbiamo affrontare il discorso Islam senza pregiudizi né fronzoli moralistici. La difesa oltranzistica di questa religione in quanto tale è assurda, sciocca e tetragona a ogni forma di comprensione almeno quanto la convinzione, e la denuncia, che l’Islam in toto sia una religione depositaria di violenza e di odio omicida contro tutti coloro che non credono in Allah.

Basterebbero un paio di considerazioni per farsi un’idea più realistica. Per esempio quella per cui il Corano non contiene incitazioni alla violenza in numero maggiore, per esempio, ai testi sacri della religione cristiana. Il nostro Antico Testamento, in teoria, non ha nulla da invidiare quanto a indicazioni violente e, del resto, è stato lo stesso Gesù ad affermare, con tutto quello che ne può conseguire, «chi non è con me è contro di me!».

Certo, si potrà dire, la nostra civiltà cristiana ha raggiunto ben altri livelli di libertà e di emancipazione da odiose forme di integralismo religioso. Vero. Però è anche vero che tale emancipazione l’abbiamo raggiunta soltanto nel momento in cui la tradizione laica è riuscita a prevalere e ad eliminare, di fatto, quel potere secolare che la Chiesa, finché ha potuto esercitarlo, si è manifestato in forme non così diverse da quelle dell’Islam di oggi. Senza contare la strenua resistenza che la Chiesa romana ha opposto affinché le istituzioni laiche non prendessero in mano il governo dei nostri paesi.

Il caso dell’Italia è emblematico: abbiamo raggiunto un’unità nazionale, liberandoci dal giogo delle potenze straniere (peraltro spesso invocate dalla stessa Chiesa a tutela del suo Stato pontificio), dal controllo del potere teocratico e da forme di governo medioevale in maniera pressoché contemporanea. L’una cosa non è stata possibile senza il compimento parallelo delle altre.

Ora, basterebbe smetterla per un attimo di parlare di Islam e concentrarsi su quelle terre in cui questa religione è preponderante per comprendere molte più cose (proprio a partire dalla nostra, di storia). Terre che noi occidentali abbiamo sottomesso e sfruttato da secoli, esercitando un dominio diretto o imponendo dittatori che poi, quando non rispondevano più ai nostri interessi, eravamo pronti a bombardare causando vittime e tragedie fra le popolazioni civili.

Perché ce l’hanno con noi? Perché è così difficile per loro liberarsi dal giogo della teocrazia religiosa? Perché allo stato dei fatti non riescono neppure a immaginarla, molti di quei paesi, una democrazia come la si potrebbe intendere nei nostri libri di filosofia politica?

Questo giustifica la violenza? Assolutamente no. Fatto sta che un’analisi seria non è mai volta a condannare o giustificare (per quello esistono i tribunali), ma serve a qualcosa soltanto se induce alla comprensione di accadimenti che sono un po’ più complicati della nostra rituale divisione fra il Bene e il Male. Del nostro breve ma intenso telefilm in cui all’inizio i cattivi fanno del male a qualcuno ma poi, alla fine di un percorso di redenzione (ovviamente interrotto dagli spot…), i buoni, anche grazie alla solidarietà e allo stringersi attorno ai valori comuni da parte di tutti noi, alla fine trionfano riportando nella direzione giusta il corso della storia.

Perché poi dobbiamo sapere che il telefilm finisce, arrivano imperiose le previsioni del tempo a dirci che l’inverno è ancora lungo, e soprattutto il telegiornale della notte finisce per confondere qualche anima stanca facendole credere che «Je so’ pazzo» in realtà era l’inno composto per motivare le gesta dei martiri musulmano e garantire il trionfo dello stato islamico….

  • fabnews

    prima di decidere se siamo o non siamo Charlie, credo che tutti noi, assieme ai milioni di persone scese in piazza domenica e gli altri giorni , dovremmo pretendere di vedere le immagini della cattura/esecuzione dei due fratelli killer. Se non altro per sapere se sono davvero loro, quelli della carta d’identità’ e delle immagini che abbiamo visto finora, e se e’ stato fatto tutto il possibile per prenderli vivi e saperne di più’. Sarebbe il caso di stabilire se siano solo killer o veri membri di una organizzazione ‘terroristica’. Forse le immagini della cattura non esistono, non le faranno mai vedere oppure mass-media e politici le stanno fabbricando adesso in digitale 3d, come vogliono loro… Mi sembra comunque assurdo che ci siano state immagini di tutto, fino a davanti casa dei killer, ma della cattura nessuna immagine, neanche su yutube.
    Il fatto che alle 17 in punto di Venerdì siano partiti in contemporanea i blitz, fa solo pensare che sia stato dato l’ordine di ammazzarli tutti il più’ presto possibile, così che per Domenica la manifestazione potesse essere la più’ ampia possibile.
    Di sicuro sappiamo che non sono Charlie ne’ Obama, ne’ il Vaticano, che non hanno preso parte alla manifestazione di domenica a Parigi.

  • Marco Fumagalli

    lo stesso Gesù ha anche detto: ” AMA IL SIGNORE DIO TUO CON TUTTA L’ANIMA, CON TUTTO IL TUO CORPO E TUTTA LA TUA MENTE; AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO CARO IL MIO GIORNALISTA E NON HA MAI DETTO UCCIDETE CHI INSULTA IL PROFETA

  • Marco Fumagalli

    E MAGARI NON CI FOSSIMO UNITI 150 ANNI FA, PERCHE’ SECONDO LEI OGGI SIAMO UNITI? MA DOVE, MA QUANDO MA PER PIACERE

  • nachtigall

    Ah be, ai libri sacri si può far dire tutto e il contrario di tutto: il baco sono le religioni, specialmente quelle positive di tradizione giudaico_cristiana.
    Che poi in occidente le cose siano cambiate, non è certo dovuto al fatto che la religione cristiana sia più tollerante dell’islamica; bensì alla laicità innescatasi con l’illuminismo e le correnti filosofiche successive, laicità che papa, vescovi e preti sono stati costretti ad accettare obtorto collo.