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FranciaEuropa

La Commissione: via gli aiuti alle regioni povere se il paese ha troppi deficit

L’Europa è in crisi e i cittadini si sentono sempre più lontani dalle istituzioni comunitarie. Non aiuterà certo al riavvicinamento l’ultima proposta della Commissione di Bruxelles: sospendere i versamenti degli aiuti comunitari, che vanno alle regioni più povere e ai cittadini in difficoltà, se il paese a cui appartengono non rispetta i parametri sui deficit pubblici. La Commissione, in realtà, non ha fatto che riprendere una bella idea venuta in mente a Nicolas Sarkozy e a Angela Merkel, nel loro incontro di agosto. I leader dei due principali paesi della zona euro avevano sostenuto in una lettera al presidente del consiglio Ue, Herman Van Rompuy, che “i fondi strutturali e di coesione” avrebbero dovuto venire “sospesi per i paesi che non si conformano alle raccomandazioni sui deficit eccessivi” . Ormai, con l’istituzione del “semestre europeo” tutte le finanziarie della zona euro vengono esaminate dai partner della Ue nei primi sei mesi dell’anno, prima di venire approvate dai parlamenti nazionali.

Immediata reazione della sinistra e del comitato delle regioni. Secondo il Pse, “non possiamo accettare che i cittadini della Ue vengano puniti come propone la Commissione per delle difficoltà incontrate dai governi nel ridurre la spesa pubblica”. La sinistra denuncia la “doppia pena”: gli stati sono obbligati a tagliare il welfare e, se non lo fanno abbastanza, anche i pochi soldi dell’Unione europea non arriveranno più. Per Mercedes Bresso, ex presidente della Regione Piemonte e ora alla testa del Comitato delle regioni, “non possiamo accettare la sospensione dei finanziamenti per punire delle economie in difficoltà”, questa misura “non farà che aggravare la situazione”.

La Commissione ha avanzato questa proposta nell’ambito del dibattito sulla politica di coesione per il periodo 2014-2020 e parla di “misure preventive”. Il 35% del bilancio della Ue è destinato alle politiche di coesione, attraverso 5 fondi (sociale, sviluppo regionale, coesione, agricolo, pesca). Si tratta del principale meccanismo di redistribuzione nell’ambito dell’Unione europea. E’ il secondo capitolo di spesa, dopo la Pac (politica agricola), che assorbe il 41,5%. I principali paesi finanziatori dei fondi strutturali di coesione sono la Germania, la Francia e la Gran Bretagna.  Questa proposta arriva pochi giorni dopo l’ipotesi di non finanziare più gli aiuti alle banche alimentari europee, in seguito alla constatazione che ormai la Pac non produce più eccedenze alimentari.

  • http://ipsediggy.splinder.com iggy

    questa misura non farà che aggravare la situazione, come dica la bresso e, certo, ha carattere punitivo, ma dimostra qualcuno in europa si è stancato di cacciare soldi per pagare produzioni agricole da buttare in spazzatura, attività culturali fittizie ed altri comportamenti malati (antieconomici ed antisociali) parecchio diffusi soprattutto nel nostro paese.

  • http://mariethereseferrisi31.wordpress.com/wp-admin/ ferrisi

    Ciao di Francia a tutti ! Ottobre 15, giornata mondiale contro la dittatura finanziaria ! La vostra partecipazione è utile per firmare l’appello europeo contro la dittatura finanziaria al seguente link :

    http://blogs.mediapart.fr/edition/appel-europeen-contre-la-dictature-financiere/article/021011/appello-europeo-contro-la-