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Lo scienziato borderline

La Commissione sul MUOS sia una cosa seria

Il giorno 11 marzo si è svolta a Roma una riunione sul MUOS, il radar militare in costruzione a Niscemi che tante polemiche ha suscitato negli ultimi mesi.

Alla riunione, oltre al premier Monti, tre ministri ( Cancellieri, Di Paola e Balduzzi), il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricalà, e per i ministeri dell’Ambiente e degli Esteri i sottosegretari Tullio Fanelli e Staffan de Mistura. Con loro il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, gli assessori regionali all’Ambiente e alla Salute Lo Bello e Borsellino.

MUOS (da livesicilia.it)

MUOS (da livesicilia.it)

Nella riunione si è deciso, tra le altre cose, di affidare ad un organismo tecnico indipendente la valutazione dell’impatto ambientale, ed il monitoraggio continuo verificabile delle emissioni elettromagnetiche delle installazioni esistenti (le 46 antenne del NRTF) e del MUOS.

Dice il Comunicato: “Al termine di un’approfondita analisi, i partecipanti alla riunione – spiega un comunicato – hanno convenuto di rispondere alle preoccupazioni delle popolazioni locali riguardo all’impatto sull’ambiente e sulla salute in seguito ai lavori in corso di ammodernamento e potenziamento delle installazioni, con le seguenti linee d’azione che, attraverso i canali del ministero degli Esteri, verranno rappresentate all’amministrazione statunitense”. Prima di tutto “affidare ad un organismo tecnico indipendente (Istituto Superiore della Sanità o altro istituto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – eventualmente in raccordo con l’Ispra) uno studio approfondito e in tempi brevi di valutazione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni interessate delle emissioni elettromagnetiche anche in caso di utilizzo alla massima potenzialità degli impianti, senza oneri per la Regione Siciliana. La installazione delle parabole non avverrà prima che siano disponibili i risultati di tale studio”.

Il 18 marzo, si ha i via libera dalla Regione siciliana alla proposta del presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Gianpiero Trizzino (M5S) alla nomina del sottoscritto, che “verrà inserito nell’Organismo nazionale che analizzera’ i dati acquisiti dai nuovi rilevamenti per il Muos”. ”Ho proposto – dice Trizzino – il nome di Zucchetti all’assessore regionale al Territorio, Mariella Lo Bello, e lei mi ha dato l’ok. Per noi e per tutta la Sicilia e’ la garanzia che gli studi saranno fatti con la massima serieta’ e trasparenza”.

Io mi dichiarai fiducioso: “La decisione di affidare ad un organismo indipendente gli studi  e’ un segnale molto importante. Prima il governo nazionale aveva dichiarato che il sito di Niscemi era di interesse strategico nazionale e che lo avrebbe realizzato ad ogni costo. L’avvio di nuovi studi, ora, dimostra implicitamente che le informazioni che avevano sulla pericolosita’ del Muos erano insufficienti. So che l’Arpa si sta attrezzando con nuove apparecchiature per le rilevazioni. Se tutto sara’ fatto con cura, serieta’ e trasparenza, non potranno che essere confermate le enormi perplessita’ sulla pericolosita’ dell’impianto. Il tempo, poi, gioca a nostro favore. Finche’ gli studi non saranno portati a termine l’impianto non potra’ essere attivato e intanto crescera’ la consapevolezza della gente e la possibilita’ che la battaglia di Niscemi diventi nazionale”.

Oggi siamo al 25 marzo. Leggo sabato 23 marzo sul quotidiano “La Sicilia” le dichiarazioni del Console Americano Moore che la Commissione è una “cabina di regia”composta da esperi dell’Isituto Superiore della Sanità, dell’Arpa Sicilia, dell’Istituto Supeiore della Ricerca e Protezione Ambientale e “dal professor Massimo Zucchetti”. Nel corso della riunione “è stato ribadito quanto emerso ieri a Palermo: i risultati dello studio si conosceranno al massimo entro un mese, anche se è possibile che si abbia un report entro due settimane.”

Questo mi fa davvero piacere, caro Console Moore, purtuttavia:

  • Nonostante i continui solleciti dell’onorevole Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente dell’Ars, che è in totale buona fede e sta lavorando nella mia stessa direzione di serietà e rigore,  il sottoscritto non ha ancora ricevuto nessun decreto o comunicazione ufficiale di nomina nella Commissione o “Cabina di Regia” che dir si voglia.
  • A parte quanto leggo sui giornali, non so chi farà parte di questa Commissione, non ho ricevuto alcuna convocazione nemmeno per la riunione preliminare, non conosco il programma dei lavori, e ovviamente non conosco i dati di partenza sui quali ci si baserà per lo studio.

Sempre il Console Moore da già per scontato l’esito degli studi della Commissione, in quanto si dice sicuro che “non vi è alcun pericolo” e parla di “un test post-installazione per verificare che tutto vada bene prima di mettere il MUOS in funzione“.

Allora, credo, non ci siamo capiti, o fingiamo di non capirci.

Io, nella mia semplicità di scienziato e tecnico, avevo capito che:

  • La Commissione dovesse verificare la pericolosità delle 46 antenne esistenti nel NRTF, dal 1991, con nuove misurazioni effettuate da ARPA con supporto e sorveglianza degli esperti, e successivi calcoli e verifiche, anche esaminando i dati epidemiologici che parlano di maggiori insorgenze di patologie nella zona.
  • La Commissione dovesse valutare A LAVORI FERMI E MUOS NON FUNZIONANTE l’impatto ambientale del MUOS, acquisendo nuovi dati che gli USA si sono sempre rifiutati di fornire, sia sulle specifiche tecniche degli apparati, che eventualmente misure e dati sugli altri MUOS esistenti e approntando un modello che permettesse di valutare il campo elettromagnetico con sufficiente precisione spaziale, soprattutto nelle vicinanze dell’impianto.

Ovviamente, si tratta di un lavoro importante e complesso, ed è fuori da ogni serietà scientifica e tecnica asserire che uno studio del genere possa essere fatto in QUINDICI GIORNI o UN MESE.

Alcuni punti che il dottor Massimo Coraddu ed io abbiamo posto in precedenza andrebbero tenuti fermi e ribaditi, nella definizione dei compiti e delle prerogative di questa Commissione:

  • I dati utilizzati e i risultati prodotti devono essere resi pubblici in modo che il confronto sia trasparente e comprensibile per tutti
  • La tutela della salute della popolazione e dell’ambiente deve essere garantita nel rispetto rigoroso legislazione in vigore e senza deroghe (sia quella che riguarda la protezione dalle radiazioni sia quella che riguarda i vincoli ambientali della riserva e i regolamenti urbanistici).
  • La commissione non può diventare la scusa per aggirare e non rispettare nemmeno i vincoli esistenti; se necessario, come recenti sentenze dello Stato Italiano dimostrano, per la tutela della salute e dell’ambiente possono essere adottate anche misure più cautelative rispetto a quelle esplicitamente previste dalla legislazione, ma in nessun caso si possono indebolire le tutele esistenti.
  • Eventuali verifiche vanno condotte nel rigoroso rispetto formale e sostanziale delle procedure stabilite dalla legislazione.
  • Nell’accettare l’istituzione di questa Commissione, il proponente ammette che il percorso autorizzativo sino ad ora seguito era viziatoda gravissime incongruenze e forzature, tali da annullarne la validità e accetta perciò di sottoporre il suo progetto a una nuova completa valutazione, ammettendo che, in caso di esito negativo, il progetto deve essere ritirato.
  • Sarebbe opportuno che in questa Commissione fosse presente almeno anche il prof. Angelo Levis di Padova, massima autorità italiana nel campo degli effetti sanitari delle radioazioni elettromagnetiche.

Nelle decisioni finali si dovrà tener conto della volontà popolare, senza ricorrere all’uso sistematico della forza e dell’intimidazione per vincere dubbi e resistenze del tutto legittime.

Questi sono i requisiti minimi per un formale rispetto della legalità e della forma della democrazia.

Una commissione costituita su basi diverse risulterebbe solo una evidente e patetica copertura della volontà di concludere l’opera con la forza e ad ogni costo.

Il sottoscritto è solo un povero ingegnere, ed un oscuro professore ordinario di “Protezione dalle Radiazioni” al Politecnico di Torino, però si ritiene un tecnico ed uno scienziato, se non brillante, almeno serio e con una certa rispettabilità e credibilità guadagnata in 30 anni di onesto artigianato scientifico: non è disposto a farsi prendere in giro, né a fungere da foglia di fico per avallare decisioni già prese. “Io non ci sto” diceva un vecchio Presidente della Repubblica Italiana. Ed è quanto ribadisco io ora: CHIAREZZA, RIGORE SCIENTIFICO, CARTE SCOPERTE. Altrimenti, è inutile.