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losangelista

La CIA contro Zero Dark

A conferma che e’ un film bello scomodo,  Zero Dark Thirty l’indagine Di Kathryn Bigelow sulla caccia a e cattura di Bin Laden sta raccogliendo attacchi quotidiani da Washington. Il film e’ stato oggetto di una marcata protesta di importanti senatori del congresso alcuni dei quali, fra cui la liberal democratica californiana Dianne Feinstein e il repubblicano  ex candidato alla casa bianca John McCain  hanno firmato una lettera  di indignata protesta indirizzata alla produzione,  Sony Pictures. La prima parte del film mostra la metodica tortura con cui la CIA ha estratto elementi per l’indagine. Nella lettera i politici non obbiettano tanto al fatto che il film rappresenti la realta’ segreta della sporca guerra della CIA,  le operazioni condotte a Guantanamo, Baghram, Abu Ghraib e nei black sites, le prigioni “inesistenti” sparse in paesi terzi dove sono stati torturati i prigioneiri jihadisti. Il problema sarebbe che Zero Dark  mostra che i sistemi applicati da Bush , in seguito sconfessati da Obama, avrebbero fruttato elementi utili. La linea “di partito”  prevalsa infatti sulla tortura e’ che non debba piu’ venire usata perche’ inefficace e nella lettera i senatori affermano che nessuna intelligence utile e’ stata raccolta nelle sedute di waterborading e sistematica umiliazione . Una curiosa insistenza nello sconfessare la tortura non come immorale, ma piu’ prosaicmente perche’inefficace,  non quindi una critica da destra (che e’ stata focalizzata sulla presunta indebita e interessata collaborazione dell’amministrazione Obama con la Bigelow e il suo sceneggiatore Mark Boal). Alla critica “tecnica” si e’ aggiunta ora quella del direttore della CIA che accusa il film di imprecisioni, invenzioni e di offuscare  la memoria di molti agenti fra cui alcuni che “hanno dato la vita  al servizo del paese”. Un polverone sollevato da un film che ha osato riappropriare pubblicamente una versione della guerra segreta e globale  perpetrata nel nostro nome – mentre invece sappiamo bene che la versione ufficiale, magari perpetuamente secretata, andrebbe sempre lasciata in mano ai governi e ai potenti.  A proposito di offuscamenti  le stesse persone che si arrogano il diritto alla segretezza ora lamentano l’accuratezza della storia. Per quanto ci riguarda ci sembra che ogni attacco ufficiale non faccia  che rafforzare la credibilita’ del film.