closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rovesci d'Arte

La casa-mobile di Mike Kelley, un centro servizi

A volte, le case degli artisti vengono trasformate in musei dopo la loro morte, santuari per il pellegrinaggio. Ma per Mike Kelley suicidatosi a febbraio scorso, le cose sono andate in modo diverso. Per lui c’è invece una replica minuziosa della sua casa d’infanzia nei suburbi di Detroit, la Mobile Homestead, roulotte pronta ad attraversare il territorio che già nel 2010 venne realizzata in parte e fece il suo primo viaggio, da Detroit all’interland di Westland. Nella Biennale di Whitney (a New York) che inizia domani 16 maggio verrà proposta quelll’iniziativa, corredata da alcuni video. Molti erano i dubbi su questa installazione rimasta in stand by dopo la scomparsa di Mike Kelley, ma adesso il museo di arte contemporanea di Detroit, insieme con Artangel e la Fondazione Luma hanno annunciato che la costruzione della casa inizierà a giugno, su un terreno abbandonato alle spalle del museo, e la dimora verrà aperta all’inizio del 2013. Una parte sarà però una specie di mobile-house e rimarrà staccabile così da concedersi dei tour. Non ci saranno i lavori dell’artista e non sarà un museo, ma un centro di servizi per la comunità, fornendo parrucchieri, magazzini per barbecue, spazi meeting e caselle postali per i senzatetto. Sotto la casa, due piani interrati, accessibili tramite scale che non saranno aperti al pubblico. Kelley aveva immaginato quei piani come un luogo labirintico in cui avrebbe fatto arte o musica, una specie di studio/tana. Ora quei seminterrati potrebbero essere dedicati all’attività di altri creativi. L’artista li aveva programmati per attività segrete, di cui non si è saputo nulla. Prima di morire, però, aveva dettagliatamente spiegato come voleva fosse realizzata la sua casa. Kelley, divenuto celebre col suo peluche messo in copertina dell’album “Dirty” dei Sonic Youth, ha sparso il suo virus horror, che indagava tra le viscere dell’America in tutto il mondo. E’ partito dalla musica – rock, heavy metal, punk – per approdare alla cultura trash e fustigare il sogno a stelle e strisce trasformandolo in un incubo.