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Il senato deve votare giro di vite al bunga bunga

Ironia della sorte. Il senato a dovrebbe votare entro gennaio in via definitiva un sensibile inasprimento delle pene proprio contro la prostituzione minorile e il suo sfruttamento.  Lo richiede, infatti, la Convenzione di Lanzarote del Consiglio d’Europa, che l’Italia ha firmato nel 2007 e che ora deve essere ratificata in via definitiva dal nostro parlamento. Prima del caso Ruby, era un motivo di vanto del nostro paese, vista la natura odiosa di questi reati – assimilati dall’Europa alla pedopornografia – e il loro carattere molto spesso transfrontaliero e transnazionale.

Non a caso, la proposta approvata dalla camera per alcuni aspetti è addirittura più pesante di quella europea. Il punto di vista di partenza è molto semplice: ai fini del provvedimento «è definito minore la persona di età inferiore ai 18 anni». In particolare, si prevedono pene più aspre per chi compie atti sessuali con minori (reclusione mai inferiore a 5 anni).

Con aggravanti specifiche: se lo sfruttatore o il violentatore «abusa di una posizione riconosciuta di fiducia, autorità, influenza sul minore» (minimo 8 anni), se «costringe un minore a rapporti sessuali con una terza persona». Compie un reato grave l’adulto che «assiste consapevolmente a spettacoli pornografici a cui partecipano minori», chi «recluta, trae profitto, induce, costringe un minore a partecipare a spettacoli pornografici» (le pene possono arrivare anche a 12 anni). Cosa si intende per spettacoli porno? «Ogni rappresentazione, con qualsiasi mezzo, di un minore di 18 anni coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di un minore di 18 anni per scopi sessuali».

Per quanto riguarda il sesso di un adulto con un minore (uno dei reati contestati a Berlusconi) la legge è lapidaria: chiunque compie atti sessuali con un minore tra i 14 e i 18 anni «in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da 1 a 6 anni».

Le nuove regole prevedono sempre l’avvio dell’azione penale d’ufficio e non per iniziativa della vittima e offrono strumenti di tutela alle vittime a partire dal gratuito patrocinio e dalla costante consulenza socio-psicologica.
L’eventuale ritrattazione della vittima non interrompe l’azione penale.

L’Europa infine invita inoltre gli stati firmatari a «usare le videoregistrazioni o le registrazioni dei minori abusati all’interno del procedimento penale» e a incentivare le indagini con «intercettazioni» e più ampie «operazioni sotto copertura». Il giro di vite pesantissimo riguarda anche la pedopornografia in senso stretto, sia per quanto riguarda Internet sia per quanto riguarda l’interdizione (che può anche essere perpetua) per i pedofili condannati in via definitiva di frequentare luoghi dove vanno minori come scuole, palestre,etc.

La riforma prevede infine anche l’interdizione automatica dai pubblici uffici (come le cariche politiche) minimo per 5 anni per tutti i colpevoli di questo tipo di reati.