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Napoli centrale

“La cacciata di Ichino” dalla Federco II

 

Come la cacciata di Luciano Lama il 17 febbraio del 1977 all’Università La sapienza così Pietro Ichino è stato contestato oggi 20 gennaio, nel suo intervento a Napoli. Un folto gruppo di “incazzados” studenteschi (così si sono rinominati sui social networks) e appartenenti al centro sociale Insurghencia hanno impedito all’esponente democratico teorico della “liberalizzazione del lavoro” di intervenire alla Federico II. Momenti concitati e frizioni quando prima dell’intervento del parlamentare guru del nuovo sistema lavorativo “marchionnesco” per la presentazione del suo libro “Il coraggio delle scelte” hanno steso uno striscione per impedire l’intervento: “Diritti e precarietà non pagano la crisi”. Non solo. I contestatori hanno hanno amplificato tramite i megafoni il rumore di una sirena .. quasi a dire “Ichino.. beep… salga a bordo” ???. A fare da mediazione la sindacalista Anna Rea che esponente della direzione regionale Uil, dopo anche gli accordi firmati alla Fiat di Pomigliano e la linea pro nuovi contratti senza regole poco ha potuto contro i giovani (precari-senzapensione- estremisti). Il comunicato dei dirigenti democratici locali in linea con un clima “distensivo” hanno dettato in giornata: “Chi non ha rispetto delle opinioni altrui non ha probabilmente rispetto neanche delle proprie. Gli insulti e i tentativi di ostracismo per evitare che Pietro Ichino esponesse le sue ragioni – da parte di aderenti al centro sociale Insurgencia che ha un proprio rappresentante nel consiglio comunale partenopeo – devono far riflettere sul clima di odio e intolleranza che si sta alimentando ad arte nella città di Napoli”. Questa la nota del segretario regionale Enzo Amendola e del capogruppo in regione Peppe Russo. Pronta la risposta dei “responsabili” dei disordini: “Amendola e Russo farebbero bene a spiegare ai loro tesserati se sono o meno d’accordo con le proposte di Ichino – commenta Antonio Musella del Laboratorio Insurgencia – il loro partito esprime posizioni come quella di Stefano Fassina che sono diametralmente opposte a quelle di Ichino”. E ancora: E’ evidente che il Partito Democratico non ha molti argomenti per giustificare il suo progressivo spostamento a destra, tanto da piagnucolare ad ogni contestazione. Dopo la santificazione di Marchionne cosa ci riserverà il partito di Bersani?”. Nel comunicato Russo e Amendola sono altrettanto non dialoganti: “In democrazia non esistono depositari della verità e solo l’esercizio libero e autonomo della critica è un antidoto alle pulsioni violente e autoritarie. Vediamo in giro alcuni cattivi profeti il cui protagonismo è spesso rivolto alla ricerca della rissa ed ogni pretesto è buono per svolgerla. Il Pd è da sempre impegnato nel ricercare le soluzioni possibili alla crisi che stiamo vivendo e lo fa ritenendo irrinunciabile il confronto libero ed aperto”.