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Rovesci d'Arte

La Biennale fa il record

Nonostante «Illuminazioni», la 54 Esposizione d’arte di Venezia – non si possa definire come  una delle edizioni più eclatanti (la direttrice Bice Curiger non ama eventi spettacolari e mediatici e ha dato un’impronta molto «cool» al percorso della sua mostra) e nonostante la furia delle polemiche che hanno imperversato sul padiglione Italia – quel bazaar che affastellava opere su opere e oscurava gli artisti a favore di un principio di «non scelta» quasi denigratorio nei confronti degli autori di diverse generazioni – la Biennale di arti visive ha chiuso con un record di presenze di pubblico. Oltre 440mila i visitatori (con un incremento del 18% rispetto ai 375 mila del 2009), lasciando fuori i professionisti del settori accorsi al vernissage in 19mila. La media giornaliera degli ingressi fra Arsenale e Giardini si è aggirata intorno ai 2850, con punte massime in particolare nel week-end del 29 e 30 ottobre, quando si sono registrate 12140 persone a gironzolare fra padiglioni e installazioni. «Il primo raccolto di quest’anno – ha commentato il presidente della Biennale, Paolo Baratta, ancora in sella dopo il declino di Malgara e del suo premier di riferimento Silvio Berlusconi – è il successo di pubblico, il cui incremento è indiscutibilmente un successo di per sé. Ma i numeri ci interessano nella misura in cui riflettono i fatti. E a noi interessa molto la qualità  del pubblico, per cui ci piace sottolineare il fatto che la mostra è diventata popolare, senza nulla concedere al facile populismo degli eventi. La Mostra d’arte era sempre considerata un luogo d’elite, un vernissage con la coda di una mostra: oggi questa dicotomia è stata superata».