closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

L’ “Appello del 22 marzo” di Daniel Cohn-Bendit

La sinistra ha vinto le regionali. Ora si apre la pagina politica che porterà verso il 2012 e la presidenziale. La vittoria della sinistra è stata possibile grazie a un’alleanza a tre: Ps, Europa Ecologia e Parti de gauche. Ma l’asse centrale di questa intesa non è più, come era per la “sinistra plurale” dei tempi di Jospin, l’alleanza tra il Ps e il Pcf. Ps e Europa Ecologia sono ormai dipendenti uno dall’altro.

Daniel Cohn-Bendit propone a Europa Ecologia una trasformazione. L’ “appello del 22 marzo” (2010) riprende il titolo di un altro appello, quelo del “22 marzo” 1968, che aveva simbolicamente segnato l’inizio del maggio francese.

Ecco cosa propone Cohn-Bendit in un lungo intervento pubblicato dal quotidiano Libération oggi:

“E’ una svolta storica. Dalle elezioni europee alle regionali, l’ecologia politica si insedia ormai come uno spazio autonomo nel paesaggio politico francese. Ma di fronte all’entità delle sfide alle quali sono chiamate a rispondere le nostre società,  il consolidamento è una necesità assoluta. Dobbiamo strutturarci per durare (…) Abbiamo bisogno di una struttura perenne e elastica ad un tempo, capace di elaborare posizioni collettive e di portare avanti il progetto ecologista, senza insabbiarsi nella sterilità dei giochi di potere o nella folle tempesta delle personalità in competizione.

Siamo chiari: è fuori questione di abbandonare agli apparati di partito questa dinamica di rinnovamento politico e sociale. Fare questo significherebbe andare anche noi nel cimitero, già affollato, delle speranze deluse (…) Senza rinnegare la storia recente, è tempo di incarnare l’ecologia politica in un corpo nuovo, una forma politica ampiamente inedita, aperta (…). Astensione, populismi, clientelismo. Questa elezione lo prova una volta di più: da decenni, il fossato tra societçà e politica non ha fatto che ingrandire. Il divorzio democratico è profondo (…).

Il movimento politico che dobbiamo costruire non puo’ apparentarsi a un partito tradizionale. Le questioni in gioco nel XXI secolo richiedono una metamorfosi, una riorganizzazione della forma stessa della politica. La democrazia esige un’organizzazione che rispetti la pluralità e la singolarità delle sue componenti. Una biodiversità sociale e culturale (…) Abbiamo bisogno di un modo di organizzazione politica che pensi e conduca la trasformazione sociale, in fase con la società della conoscenza (…). In pratica, la politica attuale ha espropriato i cittadini spossessandoli della polis, in nome del razionalismo tecnocratico o dell’emozione populista. E’ necessario ripoliticizzare la società civile e, allo stesos tempo, civilizzare la società politica e far passare la politica da un sistema di proprietari a quello dei software liberi (…). La forma partitica classica è ormai inadatta alle nuove esigenze delle nostre società, ma credo, inoltre, presto o tardi, entri in contraddizionale con la nostra cultura anti-autoritaria, principio fondamentale del pensioero ecologico. Né partito macchina, né partito impresa, preferirei che inventassmo assieme una Cooperativa politica“.

Per saperne di più: www.europeecologie22mars.org

  • Cigaliga Bum

    “Compagna” Anna Maria…..il54% del 51% dei votanti ti sembra una vittoria schiacciante? Ma per piacereeeeeeeeeee………….!!!!!!!!!!!!!!!!