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Napoli centrale

Italo e Panda, per gli operai niente party

 

Giorni di inaugurazioni, di big business in Campania. Oggi il treno Italo della nuova compagnia di trasporti privata, domani la Panda della Fiat. Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle a Nola, John Elkann e Sergio Marchionne a Pomigliano. E’ il nuovo che avanza, ma che non significa automaticamente progresso. Perché è il nuovo del vecchio liberalismo sempre pronto a mettere davanti il profitto senza regole, l’arricchimento delle società del capitale lasciando indietro le famiglie che contribuiscono a produrlo, dentro e fuori dal territorio. E hanno voglia le istituzioni, lo stesso capo dello stato a dire che si tratta di un’occasione per il Sud, se poi gli operai sono tenuti sulla corda minacciati di licenziamento se provano a protestare, se l’impoverimento è dilagante, e i salari non arrivano alla terza settimana del mese. Chi si arricchirà di queste operazioni? Possiamo ancora chiedercelo senza essere etichettati come dinosauri del secolo scorso?

Per rilanciare la crescita e promuovere lo sviluppo nazionale è indispensabile che le imprese intensifichino gli investimenti nel nostro paese puntando sull’innovazione dei processi produttivi e lo sviluppo delle potenzialità del Mezzogiorno” ha detto Giorgio Napolitano questa mattina in un messaggio inviato a Montezemolo e Della Valle. Ma si sarà accorto il presidente che pure è molto attento ai diritti e alle necessità dei cittadini, che in entrambi i battesimi i lavoratori sono lasciati fuori dai grandi eventi mediatici? Non a caso esclusi dalla festa, che senza di loro, nemmeno sarebbe stata celebrata.

E invece è proprio così. Con un presidio blindato dai cordoni della polizia davanti ai cancelli del Gianbattista Vico, sono asserragliate le tute blu di Fiom e Cobas per farsi sentire contro il modello del nuovo contratto Pomigliano, con una protesta simbolica del sindaco di Nola che invece non ha partecipato al taglio del nastro in pompa magna del treno Italo, vengono rappresentati i giovani del territorio. Perché nel progetto di manutenzione dei convogli sono stati estromessi. La Ntv, il Nuovo Trasporto Viaggiatori, è la società che da marzo farà concorrenza a Trenitalia sull’alta velocità. Un progetto per cui fino a questo momento sono stati spesi un miliardo di euro, di cui 600 milioni di treni, 100 milioni per l’impianto di manutenzione di Nola e il resto per il sistema informatico e la formazione del personale. Ma il primo cittadino della città attacca: “Mi spiace non sentire il clima di festa che questa inaugurazione pure meriterebbe, pensando ai tanti giovani laureati e diplomati nolani che si vedono scavalcati, e non per merito, da logiche aziendali fatte di trasferimenti da altri siti produttivi ed improprie dinamiche”. Insomma per costruire l’Alta velocità non c’è posto per chi la ospita. E domani non andrà meglio a Pomigliano dove sono stati invitati un migliaio di giornalisti da tutto il mondo, ma la fabbrica dovrà essere blindata da carabinieri e polizia per paura della rabbia operaia. Un grande presidio è infatti stato organizzato da Fiom e Cobas, che dopo il referendum di un anno e mezzo fa e per aver rifiutato di sottoscrivere un accordo ritenuto lesivo dei diritti dei lavoratori, sono stati estromessi dallo stabilimento. Non solo. I sindacati denunciano anche che i loro iscritti vengono discriminati, tanto che non sono stati ancora richiamati a lavoro. Al loro fianco si prevede arriveranno in diverse centinaia, gli indignati, i draghi ribelli, le reti di cittadini che con l’ slogan “Panda schiavi in mano”, si preparano in queste ore a una manifestazione contro il modello Marchionne, ma anche per unire le lotte e contrastare la manovra Monti. Il clima non è dei più distesi, anche perché sembra chiaro che istituzioni, imprenditori e banche non potranno spremere ancora a lungo i lavoratori senza che la corda si spezzi.