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Bar Condicio

Isoradio dà lezioni

Una volta uno ascoltava Isoradio e pensava ‘chepalle!’ (e lo dice uno che in autostrada ci ha passato una mezza vita). Una volta c’era una radio di servizio pubblico solo traffico e noia. Oggi, invece, è un esempio di cambiamento e innovazione, per di più a costo zero. La nuova Isoradio di Danilo Scarrone è ripartita dall’informazione e dalla cultura, con una proposta musicale ricca che non si è limitata a fare da sfondo alla programmazione, ma ha cercato di coinvolgere gli ascoltatori. Un modo nuovo di intendere il servizio pubblico, che non può e non deve essere sinonimo di grigiore. La verve portata da Scarrone non ha intaccato la mission informativa del canale di pubblica utilità, anzi. Notizie del traffico e canzone d’autore, code e artisti indipendenti, raffiche di vento e fenomeni del pop più originale, lavori in corso e musica di ricerca. Si ascoltano gli aggiornamenti sul traffico navigando tra tendenze e suoni originali, spesso lontani dal gusto commerciale più omologato. Isoradio sta dando una lezione a molti paludati tromboni della più importante industria culturale del Paese, su cui molti hanno messo gli occhi addosso. Cambiare si può, anche senza soldi, basta avere le idee. Una piccola storia per dire che la Rai è un patrimonio da difendere, un bene comune da non svendere sull’altare di qualche bieco accordo politico-economico. Cin!

Ps, colgo l’occasione per togliermi un sassolino dalla scarpa: tra i tanti soloni che hanno scritto (probabilmente su commissione) in questi ultimi mesi di Rai (per demolirla) ce n’è uno che attaccava e sbeffeggiava i mezzibusti del servizio pubblico. Peccato avesse un contratto di collaborazione con la Rai. Quando si dice la dignità professionale…