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Lo scienziato borderline

ISIS, che fare? (di Alessandro di Battista)

14 desk balcone aleppo oggi SYRIA-CRISIS

È proprio – ormai – una regola fissa: quando un articolo riceve un coro di belati e ragli di “unanime esecrazione” da parte della nostra VERGOGNOSA classe politica, da Palermo ad Aosta, un coro di vibrante protesta: ebbene, è un articolo buono, che dice cose interessanti e condivisibilissime.

il deputato Alessandro di Battista ha scritto questo articolo, ottimo. Io non sono del suo partito, anzi, del suo Movimento, ma lo pubblico anche come atto di solidarietà.

I politicanti del PD e del PdL nonché la solita schiera di intellettualoidi e pennivendoli di regime che fan loro da contorno, un’utilità – una sola – ce l’hanno: quando belano tutti assieme “Quattro zampe buono, due gambe cattivo” come in Animal Farm di Orwell, non si può sbagliare. Si lascia tutti loro su quattro zampe e si sta in piedi su due gambe, le proprie.

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ISIS: Che fare? (di Alessandro di Battista)

Dagli anni ’20 ai ’60
A Sèvres, nel 1921, Francia e Gran Bretagna si spartirono i possedimenti mediorientali dell’ormai decaduto Impero Ottomano.

Alla Francia andarono Libano e Siria, alla GB la Palestina, la Transgiordania e l’odierno Iraq. I confini vennero segnati utilizzando matite, righelli e, probabilmente, sotto l’influsso di qualche coppa di champagne.

Altrimenti come ci si potrebbe spiegare l’invenzione folle del Regno dell’Iraq, uno stato abitato, oltre che da decine di minoranze, da tre popolazioni profondamente diverse tra loro: i curdi, gli sciiti e i sunniti?

La drammatica storia dell’Iraq nasce tutta da qui. Colpi di stato, spinte autonomiste curde, resistenze sunnite, attentati sciiti, difesa del controllo petrolifero da parte del Regno Unito, intervento della Germania nazista. Non si sono fatti mancare nulla fuorché la pace.

La CIA e i colpi di Stato che fanno meno scalpore del terrorismo
Durante la crisi di Suez Baghdad divenne la principale base inglese, nel 1958 venne abolita la monarchia e nel 1963, anche in chiave anti-sovietica, la CIA favorì un colpo di stato per deporre Abd al-Karim Qasim, l’allora premier iracheno, colpevole di aver approvato una norma che proibiva l’assegnazione di nuove concessioni petrolifere alle multinazionali straniere. In Iraq, tra deserto, cammelli e rovine babilonesi accadde quel che già si era visto all’ombra delle piramidi maya nel 1954 quando Allen Dulles*, direttore della CIA, armò truppe mercenarie honduregne per buttare giù Jacobo Arbenz, il Presidente del Guatemala regolarmente eletto, colpevole di voler espropriare le terre inutilizzate appartenenti alla statunitense United Fruit Company e distribuirle ai contadini. Risultato? Presidenti fantoccio, guerra civile e povertà.

Mi domando per quale razza di motivo si provi orrore per il terrorismo islamico e non per i colpi di stato promossi dalla CIA. Destituire, solo per osceni interessi economici, un governo regolarmente eletto con la conseguenza di favorire una guerra civile è meno grave di far esplodere un aereo in volo?

L’Iraq, come il Guatemala o il Congo RCD hanno avuto il torto di possedere delle risorse. I poveri hanno il torto di avere ricchezza sotto ai piedi. Il petrolio iracheno è stato il peggior nemico del popolo iracheno. A Baghdad nel 1960, tre anni prima della deposizione di Qasim, Iraq, Iran, Venezuela e Arabia Saudita avevano fondato l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC), per contrastare lo strapotere delle “7 sorelle”, le principali compagnie petrolifere mondiali così chiamate da Enrico Mattei, il Presidente dell’ENI di quegli anni.

Mattei e la sovranità nazionale in Medio Oriente
Una digressione su Mattei è d’obbligo, se non altro per capire quanto, dall’invenzione del “profitto ad ogni costo”, ogni industriale, stato sovrano o partito politico si sia messo contro il capitalismo internazionale abbia fatto una brutta fine. E’ successo a brave persone e a delinquenti, a politici democratici e a dittatori sanguinari difesi fino a che lo spargimento di sangue dei quali erano responsabili non avesse intaccato gli interessi del grande capitale. Mattei, dopo aver concluso importanti affari con l’Iran, si stata avvicinando a Qasim quest’ultimo alla ricerca di un nuovo partner commerciale che gli garantisse maggiori introiti di quelli concessi dagli inglesi. La sacrosanta ricerca di sovranità economica, politica ed energetica da parte di alcuni paesi mediorientali era ben vista da Mattei il quale, mosso da una intraprendenza tipicamente italiana e dall’ambizione di fare gli interessi dello Stato, ne scorgeva un’opportunità imperdibile.

Quando nel 1961 il Regno Unito concesse l’indipendenza al Kuwait Mattei fiutò l’affare. Baghdad ha sempre ritenuto il Kuwait parte del suo territorio e quando la GB lo proclamò stato sovrano Qasim si indignò per lo smacco subito convincendosi della necessità di trovare nuovi paesi con cui concludere affari**. Mattei e Qasim, nonostante il primo ministro Fanfani e il ministro degli esteri Segni negarono qualsiasi coinvolgimento italiano, iniziarono una serie di trattative e, sembra, che dei tecnici ENI si recarono in Iraq. Quel che è certo è che le 7 sorelle sono come i fili della luce: “se li tocchi muori”. Tre mesi e mezzo prima che Qasim, con il beneplacito della CIA, venisse trucidato a Baghdad, Mattei esplode in aria con il suo aereo privato. I mandanti e gli esecutori del suo assassinio sono ancora ignoti tuttavia è bene ricordare che Tommaso Buscetta, il pentito che descrisse per filo e per segno la struttura di “Cosa Nostra” a Giovanni Falcone, dichiarò che Mattei venne ucciso dalla mafia per fare “un favore agli stranieri” e che Mauro De Mauro, il giornalista che stava indagando sulla morte di Mattei, venne rapito e ucciso da Mimmo Teresi su ordine di Stefano Bontade***.

Il futuro è nero, come l’oro che fa scorrere il sangue
In “La verità nascosta sul petrolio” Eric Laurent scrive: “Il mondo del petrolio è dello stesso colore del liquido tanto ricercato: nero, come le tendenze più oscure della natura umana. Suscita bramosie, accende passioni, provoca tradimenti e conflitti omicidi, porta alle manipolazioni più scandalose”.

“Conflitti omicidi, manipolazioni scandalose, tradimenti”. Queste parole sembrano descrivere perfettamente la storia dell’Iraq moderno.
Saddam Hussein divenne Presidente della Repubblica irachena nel 1979 sostituendo Al-Bakr, l’ex-leader del partito Ba’th che qualche anno prima aveva nazionalizzato l’impresa britannica Iraq Petroleum Company. Saddam, con l’enorme denaro ricavato dalla vendita di petrolio, cambiò radicalmente il Paese. Sostituì la legge coranica con dei codici di stampo occidentale, portò la corrente fino ai villaggi più poveri, fece approvare leggi che garantivano maggiori diritti alle donne. L’istruzione e la salute divennero gratuite per tutti. In quegli anni di profonda instabilità regionale il regime di Saddam divenne un esempio di ordine e sicurezza. Tuttavia tutto questo ebbe un prezzo. I cristiani non erano un pericolo per il regime e vennero lasciati in pace ma i curdi, vuoi per le loro spinte autonomiste che per la loro presenza potenzialmente pericolosa in zone ricche di petrolio, vennero colpiti, discriminati e spesso trucidati. Lo stesso avvenne agli sciiti che non abbassavano la testa. Quando Saddam gli riversò contro le armi chimiche fornitegli dagli USA in chiave anti-iraniana nessuna istituzione statunitense parlò di genocidio, di diritti umani violati, di terrorismo islamico. Saddam era ancora un buon amico. L’amichevole stretta di mano tra il leader iracheno e Donald Rumsfeld, all’epoca inviato speciale di Reagan, dimostra quanto per gli USA la violenza è un problema a giorni alterni. Negli anni ’80 Washington era preoccupata dall’intraprendenza economica di Teheran e Saddam era un possibile alleato per contrastare la linea anti-occidentale nata in Iran con la rivoluzione del ’79.

Anni di guerre
Tuttavia, sebbene la Repubblica islamica iraniana fosse apertamente anti-americana gli USA fornirono armi a Teheran durante la guerra Iran-Iraq. Il denaro è sempre denaro! Con i proventi della vendita di armi all’Iran gli USA finanziarono tra l’altro i paramilitari delle Contras che avevano come obiettivo la destituzione in Nicaragua del governo sandinista regolarmente eletto.

Ovviamente gli USA (anche l’URSS – la guerra fredda diventava tiepida se si potevano fare affari assieme) finanziarono contemporaneamente Saddam. Il sogno dell’industria bellica, una guerra infinita combattuta da due forze equivalenti, era diventato realtà. Per diversi anni le potenze occidentali lasciarono Iraq e Iran a scannarsi tra loro. Un milione di morti dell’epoca non valevano, evidentemente, le migliaia di vittime provocate dall’avanzata dell’ISIS di questi giorni. Le multinazionali della morte appena finito di parlare con Saddam alzavano la cornetta e chiamavano Teheran. «Ho appena venduto all’Iraq 200 carri armati ma a te ti do a un prezzo stracciano questa batteria anticarro». Le cose cambiarono quando l’esercito iraniano prese il sopravvento. Teheran stava per espugnare Bassora quando gli USA, sedicenti cacciatori di armi chimiche in tutto il mondo, inviarono una partita di gas cianuro a Saddam il quale non perse tempo e lo utilizzò per respingere le truppe iraniane. Ma si sa, gli USA sono generosi e di gas ne inviarono parecchio. Saddam pensò bene di utilizzarne la restante parte per gassare l’intera popolazione curda del villaggio di Halabja ma in occidente nessuno si strappò le vesti, il dittatore era ancora un buon amico. Saddam divenne un acerrimo nemico quando invase il Kuwait. Anche in quel caso non furono i morti o le centinaia di migliaia di profughi a preoccupare i funzionari di Washington sempre a stretto contatto con Wall Street. La conquista irachena del Kuwait metteva in pericolo gli interessi economici statunitensi. Una cosa inaccettabile per chi da anni lavora per il controllo mondiale del petrolio. L’operazione “Desert Storm” venne lanciata, il Kuwait “liberato” ma Saddam rimase al suo posto. Un’eccessivo indebolimento dell’Iraq avrebbe favorito Teheran e questo sarebbe stato intollerabile. I bombardamenti USA causarono oltre 30.000 bambini morti ma erano “bombe a fin di bene”.

L’11 settembre
L’attentato alle Torri Gemelle fu una panacea per il grande capitale nordamericano. Forse anche a New York qualcuno “alle 3 e mezza di mattina rideva dentro il letto” come capitò a quelle merde dopo il terremoto a L’Aquila. Quei 3.000 morti americani vennero utilizzati come pretesto per attaccare l’Afghanistan, un paese con delle leggi antitetiche rispetto al nostro diritto ma che con il terrorismo internazionale non ha mai avuto a che fare, e l’Iraq. Era ormai tempo di buttare giù Saddam e prendere il pieno controllo del petrolio iracheno. La vittoria della Nato fece piombare il Paese in una guerra civile senza precedenti e le fantomatiche armi di distruzione di massa non vennero mai trovate. Ripeto, Saddam le aveva, ahimè, già utilizzate e gli USA lo sapevano benissimo. A questo punto mi domando quanto un miliziano dell’ISIS capace di decapitare con una violenza inaudita un prigioniero sia così diverso dal Segretario di Stato Colin Powell colui che, mentendo e sapendo di mentire, mostrò una provetta di antrace fornitagli da chissà chi per giustificare l’imminente attacco all’Iraq. Una guerra che ha fatto un numero di morti tra i civili migliaia di volte superiore a quelli provocati dallo Stato Islamico in queste settimane. La sconfitta del sunnita Saddam Hussein scatenò la popolazione sciita che covava da anni desideri di vendetta. Attentati alle reciproche moschee uccisero migliaia di persone. Da quel giorno in Iraq c’è l’inferno ma i responsabili fanno shopping sulla Fifth Avenue e vacanze alla Caiman. L’avanzata violenta, sanguinaria, feroce dell’ISIS è soltanto l’ultimo atto di una guerra innescata dai partiti occidentali costretti a restituire i favori ottenuti dalle multinazionali degli armamenti durante le campagne elettorali. Comprare F35 mentre l’Italia muore di fame o bombardare un villaggio iracheno mettendo in prevenivo i “danni collaterali” sono azioni criminali che hanno la stessa matrice: il primato del profitto sulla politica.

Cosa fare adesso?
L’ISIS avanza, conquista città importanti e minaccia migliaia di cristiani. In tutto ciò l’esercito iracheno, creato e addestrato anche con i soldi dei contribuenti italiani, si è liquefatto come neve al sole dimostrando, se ancora ve ne fosse bisogno, il totale fallimento del progetto made in USA che noi abbiamo sposato senza diritto di parola. E’ evidente che la comunità internazionale e l’Italia debbano prendere una posizione. Se non è semplice scegliere cosa fare, anche se delle idee logiche già esistono, è elementare capire quel che non si debba più fare.

1) Innanzitutto occorre mettere in discussione, una volta per tutte, la leadership nordamericana. Gli USA non ne hanno azzeccata una in Medio Oriente. Hanno portato morte, instabilità e povertà. Hanno dichiarato guerra al terrorismo e il risultato che hanno ottenuto è stato il moltiplicarsi del fenomeno stesso. A Roma, nel 2003, manifestammo contro l’intervento militare italiano in Iraq. Uno degli slogan era “se uccidi un terrorista ne nascono altri 100”. Siamo stati profeti anche se non ci voleva un genio per capirlo. Pensare di fermare la guerra in atto in Iraq armando i curdi è una follia che non credo che una persona intelligente come il Ministro Mogherini possa davvero pensare. Evidentemente le pressioni che ha subito in queste settimane e il desiderio che ha di occupare la poltrona di Ministro degli esteri della Commissione europea, l’hanno spinta ad avallare le posizioni di Obama e degli USA ormai autoproclamatisi, in barba al diritto internazionale, poliziotti del mondo. Loro, proprio loro, che hanno sostenuto colpi di stato in tutto il pianeta, venduto armi a dozzine di dittatori, loro che hanno impoverito mezzo mondo, loro che, da soli, utilizzano oltre il 50% delle risorse mondiali. Loro che hanno invaso Iraq e Afghanistan con il pretesto di distruggere le “cellule del terrore” ma che hanno soltanto progettato oleodotti, costruito a Baghdad la più grande ambasciata USA del mondo ed esportato, oltre alla loro democrazia, 25.000 contractors in Iraq, uomini e donne armati di 24ore che lavorano in tutti i campi, dalle armi al petrolio passando per la vendita di ambulanze. La guerra è davvero una meraviglia per le tasche di qualcuno.

2) L’Italia, ora che ne ha le possibilità, dovrebbe spingere affinché la UE promuova una conferenza di pace mondiale sul Medio Oriente alla quale partecipino i paesi dell’ALBA, della Lega araba, l’Iran, inserito stupidamente da Bush nell’asse del male e soprattutto la Russia un attore fondamentale che l’UE intende delegittimare andando contro i propri interessi per obbedire a Washington e sottoscrivere il TTIP il prima possibile. Essere alleati degli USA non significa essere sudditi, prima di applicare sanzioni economiche a Mosca, sanzioni che colpiscono più le imprese italiane che quelle russe, si dovrebbero pretendere le prove del coinvolgimento di Putin nell’abbattimento dell’aereo malese. Non dovrebbe bastare la parola di Washington, soprattuto alla luce delle menzogne dette sull’Iraq.

3) L’Italia dovrebbe promuovere una moratoria internazionale sulla vendita delle armi. Se vuoi la pace la smetti di lucrare sugli armamenti. «L’economia ne risentirebbe» sostiene qualcuno. Balle! Criminalità, povertà e immigrazione sono il frutto della guerra e la guerra si alimenta di sangue e di armi. Nel 2012 la Lockheed Martin, quella degli F35, ha incassato 44,8 miliardi di dollari, più del PIL dell’Etiopia, del Libano, del Kenya, del Ghana o della Tunisia. Chi si scandalizza dei crimini dell’ISIS è lo stesso che lo arma o, quanto meno, che lo ha armato. «Armiamo i curdi» sostiene la Mogherini. Chi ci dice che una volta vinta la guerra i curdi non utilizzeranno quelle armi sui civili sunniti? In fondo non è già successo con Saddam, con i signori della guerra in Afghanistan o in Libia dove la geniale linea franco-americana che l’Italia ha colpevolmente assecondato, ha eliminato dalla scena Gheddafi facendo cadere il Paese in un caos totale?

4) L’Italia dovrebbe trattare il terrorismo come il cancro. Il cancro si combatte eliminandone le cause non occupandosi esclusivamente degli effetti. Altrimenti se da un lato riduci la mortalità relativa da un altro la crescita del numero di malati fa aumentare ogni anno i decessi. E’ logico! Vanno affrontate le cause. Si condanna in Nigeria Boko Haram ma si tace di fronte ai fenomeni di corruzione promossi da ENI che impoveriscono i nigeriani dando benzina alle lotte violente dei fondamentalisti.

5) L’Italia dovrebbe porre all’attenzione della comunità internazionale un problema che va risolto una volta per tutte: i confini degli stati. Non sta scritto da nessuna parta che popolazioni diverse debbano vivere sotto la stessa bandiera. Occorre, finalmente, trovare il coraggio di riflettere su un nuovo principio organizzativo. Troppi confini sono stati tracciati a tavolino con il righello dalle potenze coloniali del ‘900. L’obiettivo politico (parlo dell’obiettivo politico non delle assurde violenze commesse) dell’ISIS, ovvero la messa in discussione di alcuni stati-nazione imposti dall’occidente dopo la I guerra mondiale ha una sua logica. Il processo di nascita di nuove realtà su base etnica è inarrestabile sia in Medio Oriente che in Europa. Bisogna prenderne atto e, assieme a tutti gli attori coinvolti, trovare nuove e coraggiose soluzioni.

6) Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E’ triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un’azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno.

7) Occorre legare indissolubilmente il terrorismo all’ingiustizia sociale. Il fatto che in Africa nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha qualcosa a che fare con l’insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko Haram? Il fatto che Gaza sia un lager ha a che fare con la scelta della lotta armata da parte di Hamas?

8) L’Italia dovrebbe cominciare a pensare alla costruzione di una società post-petrolifera. Il petrolio è la causa della stragrande maggioranza delle morti del XX e XXI secolo. Costruire una società post-petrolifera richiederà 40 anni forse ma prima cominci prima finisci. Non devi aspettare che il petrolio finisca. Come disse Beppe Grillo in uno dei suoi spettacoli illuminanti: «L’energia è la civiltà. Lasciarla in mano ai piromani/petrolieri è criminale. Perché aspettare che finisca il petrolio? L’età della pietra non è mica finita per mancanza di pietre».” Alessadro Di Battista

Note:
*Allen Dulles, famoso per aver preso parte alla “Commissione Warren”, la commissione presidenziale sull’assassinio di JFK, fu contemporaneamente direttore della CIA e avvocato delle United Fruit Company, l’attuale Chiquita. Qualche mese prima di aver sostenuto il colpo di stato ai danni di Arbenz si era macchiato della stessa vergogna in Iran. Sotto la sua direzione, infatti, venne lanciata l’Operazione Ajax per sovvertire il governo presieduto da Mohammad Mossadeq, anch’egli colpevole di aver nazionalizzato l’industria petrolifera il che avrebbe garantito introiti per il popolo iraniano e non più per le imprese anglo-americane.
**Anche in quest’ottica va letta l’invasione del Kuwait da parte di Saddam. Non si è trattato di un capriccio di un pazzo.
***Bontade e Teresi sono i due mafiosi che stipularono il “patto di non-aggressione” con Silvio Berlusconi grazie all’intermediazione criminale di Dell’Utri.

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Aggiungo un commento di Angelo D’Orsi, storico del pensiero politico:

Non sono vicino al Movimento 5 Stelle, non conosco il deputato Alessandro Di Battista, e anzi per quel poco che ho visto e letto di lui, non mi è simpatico affatto. Ma che le sue parole sulla situazione in Iraq, e in generale sul terrorismo, del tutto sensate, e persino ovvie, abbiano suscitato un “unanime coro di dissenso”, come ripetono pappagallescamente i megafoni del regime, mi induce a un immediato moto di solidarietà verso questo deputato. Cosa c’è di scandaloso a dire che si diventa terroristi quando non ci sono altre vie per difendersi, davanti a una mostruosa sproporzione di mezzi militari? Il kamikaze trasforma il suo corpo in un’arma. E’ la verità. Questo significa invitare a diventare tutti kamikaze? No. E’ solo una via per capire, invece di sputare sentenze stereotipate. Se fossimo oppressi, vessati, perseguitati nella nostra terra, da un nemico infinitamente più potente, se non avessimo appunto altro mezzo offensivo che il nostro corpo, quando ogni altra via ci fosse preclusa, chissà se non arriveremmo a decidere di immolarci: il kamikaze che in un libretto superficiale Hans M. Enzserberger ha definito “Il perdente radicale”, non è che la figura di Sansone che fa crollare le colonne del tempio, proferendo le celebri parole: “Muoia Sansone con tutti i filistei!”.
E dire che per risolvere la crisi irachena si deve trattare con l’Isis, invece che andare a bombardare gli uni, dopo aver bombardato gli altri, e magari domani ricominciare a bombardare i primi e così via…, è forse una bestemmia!? Che pena la vicepresidente del PD, la “simpatica” Serracchiani, che commenta con le stesse parole di Cicchitto, in sostanza: un unanismo disgustoso, soprattutto perché nessuno vuole sforzarsi di capire. Colgo l’occasione per aggiungere anche che in queste ultime settimane, pur tra contraddizioni e silenzi, M5S ha rappresentato nel Parlamento la sola voce dissonante, la sola opposizione al regime renzian-berlusconiano. A cosa ci si deve ridurre! Ad applaudire coloro che in una normale dialettica politica attaccherei. Ma la situazione è questa. Sel si è squagliata, cedendo via via a Renzi, a cui l’intero PD è ormai sottomesso, forse perché semplicemente la sua classe dirigente si ritrova del tutto nella sua politica, anche quando qualcuno digerisce con un po’ di fatica il lessico e i modi del piccolo duce fiorentino. Che tristezza.

  • zakmck

    Ma Di Battista e Zucchetti non la prendono la metropolitana? Londra, New York, Roma, le metropolitane sono i luoghi più cosmopoliti e interclassisti del pianeta. In metropolitana, oltre a donne, anziani e bambini, trovi anche i simpatizzanti del mitico Dibba e quelli dell’ISIS. Che uno povero stronzo di 20 anni si faccia rimbecillire fino al punto da credere che ammazzare senza criterio una moltitudine del genere sia non solo giusto, ma pure nobilitante, è già infinitamente triste.

    Ma che anche i parlamentari dei 5 stelle e le firme del Manifesto parlino di capire e interloquire con questi criminali fermi al medioevo riempie di angoscia.

    Che poi, che cosa c’entra il terrorismo fanatico-clericale con l’ingiustizia sociale?! Solo perché suona anti-ammerikano, bisogna capire chi manda giovani plagiati a farsi saltare nelle metropolitane, allo scopo di instaurare la dittatura clericale, quella che tratta le donne come animali, impicca gli omosessuali e arresta un gruppo di ragazzini, colpevoli di aver ballato su Youtube?

    E il Manifesto è d’accordo con queste porcherie? Poveracci, ora capisco perché a Sinistra siamo ridotti come siamo ridotti.

  • lrdl_frund

    “Che uno povero stronzo di 20 anni si faccia rimbecillire fino al punto da credere che ammazzare senza criterio una moltitudine del genere sia non solo giusto, ma pure nobilitante, è già infinitamente triste” Ma nell’articolo di battista dice che fare un attentato e’ giusto e nobilitante? Se si, dove? Per favore dimmelo… anzi ma te l’hai letto l’articolo? Perche’ Di Battista non dice cio’. Il messaggio e’ chiaro: le guerre occidentali fomentano il fondamentalismo e il terrorismo invece d’indebolirlo percio’ ci vogliono soluzioni diverse. Ben diverso dal dire che ammazzare e’ giusto e nobilitante.

  • zakmck

    L’articolo dice che bisogna capire ed elevare ad interlocutori quelli che si fanno saltare in metropolitana. Se non l’hai ancora capito, sei tu che te lo devi leggere bene. E dice questo nel momento in cui l’ISIS, una organizzazione di taglia-gole, che vuole imporre una dittatura fanatica e clericale, stermina gli infedeli in Iraq. In più, l’articolo aggiunge questi concetti abominevoli ad una serie di banalità di pseudo-sinistra (come se i conflitti in medio-oriente si riducessero a: amerikani kattivi, occidente kapitalista che vuole solo il petrolio).

    Di Battista voleva dire cose diverse da queste? Beh, oggettivamente non l’ha fatto. Non ha detto: i terroristi sono delle carogne sottosviluppate, ma quelli che simpatizzano coi terroristi sono spesso dei disperati ignoranti e plagiati, con i quali bisognerebbe parlare innanzitutto di tolleranza, laicismo, diritti delle donne, democrazia. E ora che tutti, anche chi è in malafede, gli danno addosso perché ha scritto una porcata criminosa inconcepibile, farebbe meglio a chiedere pubblicamente scusa, che magari avrebbe speranza di recuperare qualcosa di quel poco di ragionevole che ha scritto. E chi lo appoggia, farebbe meglio a vergognarsi.

  • lrdl_frund

    Inanzitutto io non ti conosco perciò non mi dici di vergognarmi per ciò che penso a meno che tu sia un piccolo fascistello (spero che tu non lo sia pero’). Comunque non mi hai risposto: dov’è che Di Battista scrive che ammazzare e’ giusto e nobilitante? Di sicuro non in questo articolo. Il significato e’ chiaro come ho detto sopra. L’argomento ovviamente e’ delicato ma non bisogna distorcere il significato.

  • http://porciconleali.blogspot.it/ RoobZarathustra

    La differenza tra un fascista e un guerrigliero rivoluzionario è che il primo all’ingiustizia sociale risponde con le bombe nelle stazioni, il secondo mira ad obiettivi militari e/o politici mirati!
    Il testo del gentista Dibba contiene anche molta semplificazione, molta retorica e grossolani errori, ma il danno vero è che ha avuto credito nella sinistra radicale la quale, ormai ne sono convinto, non esiste più politicamente proprio perchè sono le persone di sinistra(intendendo anarchici o marxisti) ad essere scomparse salvo un pugno di mosche, altrimenti questo articolo sarebbe stato liquidato con una pernacchia senza troppo clamore e nemmeno con l’ipocrita sdegno da piddin-liberista che gli ha fatto eco.

  • Maurizio Venturini

    Gli americani hanno responsabilità di sangue e morte in ogni angolo del pianeta,hanno messo un presidente nero,e gli hanno dato pure il nobel preventivo,mentre preparava non una ma due guerre(una era già in corso,i busch noti nullatenenti a parte il PETROLIO,si son dati da fare prima il vecchio ,poi il pargolo:hanno amazzato solo qualche milione di Iracheni:che nulla avevano da condividere con i petrolieri a parte la vita misera e la disperazione,sono anch’io d’accordo con Di Batt. Ho pensato mille volte cosa spinge una persona a perdere la vita,facendosi esplodere:la LIBERTA’,quando ti tolgono la libertà come popolo,quando uccidono i tuoi bambini,quando Arroganti americani armati fino ai denti :sfondano la porta di casa tua a calci,ed entrano con prepotenza,peggio che nelle peggiori pellicole di guerra,e ti trattano da merda ,magari alzano il velo di tua moglie,o trattano male i l tuo unico figlio rimasto di 4 che avevi fino a pochi giorni prima,cosa pensi che mi passi x la testa????Prego accomodatevi,cosa posso offrirvi da bere…ARSENICO!!!! IO DIVENTEREI PEGGIO,sarei più cattivo perchè conoscendo le merde:le schiaccerei prima!…….voi pensate che se in italia questo governo fasullo dovesse commettere l’errore fatale di sparare un solo colpo,pensate che ci saranno fiori e applausi:NO ! Ci sarà solo sangue :nostro ma anche loro,Auguri x l’autunno e x l’inverno che verranno,speriamo siano clementi almeno loro!!!!!!buonagiornata

  • Maurizio Venturini

    Come giustamente hai detto:siete ridotti come siete,non certo a causa del Manifesto,e tantomeno x il 20enne idiota,ma bensì x altro.che non avete ancora capito,dal momento che li avete rivotati, Vi faccio gli auguri x i Vostri figli,Ho paura che la vedranno grigia a meno che tu non sia un capitalista o un prenditore,o un dirigente o segretario di sinistra. Buonagiornata,e stai sereno ,se ti muovi e dibatti ti farà sicuramente più male!!!!!!!

  • Maurizio Venturini

    deve essere un problema interloquire con la carne macinata,non credo si riesca a capire bene i concetti che esprimono.buonagiornata.

  • kappa

    basterebbe leggere i nomi delle vittime sotto il monumento ad Hyde Park, per evitare di ospitare questo terzomondismo d’accatto.

  • Gennaro Fiorentino

    io mi vergogno di appartenere ad una generazione che parla di plagio di terroristi quando poi noi stessi plagiati da anni da gente che crea terrorismo e crea pretesti per giustificare stragi occultate da i nostri bei servizi di informazione… perche in paesi come finlandia germania francia “ITALIA FORSE ANCORA PER POCO” ed altri paesi non si verificano episodi di gente che si imbottisce di esplosivo? come dire “vivendo a Napoli” perché i casi di rapinatori violenti camorristi venditori di sigarette di contrabbando esistono in quartieri come scampia s.giovanni a teduccio barra ponticelli e non all’arenella al vomero e a posillipo… ? se io stesso mi avessero rubato il paese con tutto cio che ne contiene la mia libertà di vivere e crescere formandomi con un istruzione adeguata quale fine quale strada avrei intrapreso? e tu?

  • Gennaro Fiorentino

    se tu fossi nato al posto di quel povero stronzo nelle stesse condizioni di vita con la stessa cultura e istruzione cosa avresti avuto la forza di fare???

  • Gennaro Fiorentino

    Leggo tutti questi commenti e non posso fare che rilevare quanta ignoranza e credo anche strafottenza esista in questo paese, gente che non sa di cosa si stia parlando e spara sentenze senza senso… credo che questa non sia altro che la semplice conseguenza dello stato di ignoranza e schiavitù in cui viviamo e più alto è il degrado più forti sono le conseguenze, fino ad arrivare alla disperzione di suicidarsi per reagire, in italia ormai cè gente che si suicida ogni giorno per la disperazione e credo che da qui a poco ci sarà anche chi lo farà e si userà come arma contro chi crea disperazione…

  • zakmck

    Gli attentati nelle metropolitane li fanno più che altro degli occidentali invasati, verso i quali abbiamo la colpa di non insegnare a capire cosa farsene delle loro vite di benestanti privilegiati. Che però è una colpa molto meno grave di chi, anche loro per sporchi interessi, gli insegna che vale la pena usarla per suicidarsi in un attentato kamikaze.

  • zakmck

    Rileggilo. Di Battista ha detto che chi ammazza indiscrinatamente (attentati alle metropolitane), con motivazioni che crede giuste e nobilitanti (non ha scritto letteralmente queste parole, ma il senso è inequivocabile), va capito ed elevato ad interlocutore. Non ha precisato che stava parlando di chi si fa rimbecillire da capi criminali, altrettanto cinici e spietati che i kattivoni della CIA e del Bildeberg. Non ha detto che che tra gli scopi di molte organizzazioni terroristiche rientrano la costituzione di teocrazie di stampo medievale, che considerano le donne degli esserei inferiori e impiccano gli omosessuali. Per cui, finché non precisa e non chiede scusa, è legittimo considerarlo complice di terroristi fanatici, i quali, tra l’altro, animati da sporchi interessi tanto quanto i cattivi occidentali. Poi se non te ne vuoi vergognare, fa quello che ti pare, tanto io il Manifesto non leggo più molto.

  • zakmck

    Di Battista non è uno dei disperati che tu citi, ha il dovere di non fare confusione tra ragazzini ignoranti e plagiati, che si sentono come tu dici, tra fanatici religiosi che combattono per teocrazie medievali, e reali combattenti per la libertà e contro lo sfruttamento.

  • Artemio

    Ipocrisia infinita. Chi minaccia di gettare il proprio corpo tra le fiamme o da un palazzo, poiché a suo modo di percepire, giusto o sbagliato che sia, e’ vessato e costretto all’impotenza dal sistema fiscale o burocratico del proprio paese, costui non e’ un “bastardo terrorista tagliagole” solo perché non taglia le gole ad altri, poveri innocenti, finché taglia la sua e basta va anche bene. Certo con lui bisogna dialogarci, ma mica e’ un terrorista, ha ucciso solo se stesso. Ipocrisia infinita. Le bandiere sono diventate delle bende, sugli occhi e forse anche strette al collo tanto da non far arrivare sufficiente ossigeno al cervello. Povera Italia. Povero mondo.

  • Roberto

    Usare parole altrui, non ti rende un gran pensatore…! Se ci sono errori dovresti avere la gentilezza di riportarli!

  • Roberto

    Magari dovresti provare a leggere l’articolo

  • quattromori libertà

    Un altro che non ha capito niente! Leggi bene e capirai meglio, magari con l’aiuto di un dizionario e con la mente sgombra da preconcetti elitari! Ad maiora!

  • quattromori libertà

    D’accordo! Bravo!

  • Max lo scettico

    A me sembra che di Battista dica delle cose piuttosto ovvie anche se la sua “analisi” è alquanto sommaria. Del resto in un intervento “giornalistico” è difficile affrontare un argomento nella sua complessità (occorrerebbe scrivere un saggio, eventualmente).
    Un esempio delle approssimazioni di di Battista è per l’appunto la citazione di Grillo: la pietra non è una forma di energia, quindi paragonarla al petrolio non ha senso. Sarebbe stato più corretto evocare la forza lavoro umana degli schiavi (che però non mi pare sia scomparsa come non è scomparso il carbone o l’energia idraulica o eolica).
    Sono comunque sorpreso da cori “unanimi” di esecrazione perché l’intervento di di Battista (per il quale non provo alcuna simpatia) mi sembra molto più lucido, se lo si legge attentamente e senza pregiudizi, di tanti editoriali e analisi che dei giornalisti d’accatto ci propinano quotidianamente.

  • disqus_VQAT8luoHz

    La Serracchiani si preoccupa dei Peshmerga Curdi quando nell’Europa unita del 2014 non esiste un treno che colleghi Trieste con Ljubljana. Complimenti al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, che dimostra così il suo acume geopolitico e la sua larghezza di vedute.

  • gianluca fortini

    Articolo ben scritto ma con parecchie ingenuità. Riguardo al costruire una società post petrolifera perché il petrolio è fonte di conflitti mi pare una stupidaggine davvero infantile: questo è idealismo piccolo borghese di chi crede possa esistere un capitalismo buono…e questo la dice tutta sui grillini. bisogna costruire una società post petrolifera per ragioni di difesa dell’ambiente semmai,non per fermare le guerre! Dove,attorno a una qualsiasi risorsa o bene di consumo di massa, si concentra il capitale e quindi gli interessi dei grandi capitalisti, vi saranno sempre guerre,conflitti,sfruttamento…
    Esempio banale ma necessario:il caffè. Quanti crimini ha prodotto? Vogliamo ricordare i massacri perpetrati dai più grandi paesi produttori di quest’altro oro nero pur di costringere i produttori locali a modificare le loro colture? Vogliamo parlare dei morti,del sangue,dei terreni espropriati nell’interesse del grande capitale? Quanto sangue è costato e quanto sfruttamento continua a costare le nostre due o più tazzine al giorno?
    Che fare allora? Seguendo il ragionamento di Di Battista è molto semplice…eliminiamo il caffè!
    Non vi suona ridicolo?
    Ciò che vanno modificati sono i rapporti di produzione! E non serve essere marxsiti per capirlo,è semplice buon senso!

  • http://blogmasterpg.blogspot.com/ Massy Biagio

    Se definisci ‘altre’ le persone di sinistra, come fai a dire che avrebbero dovuto liquidare con una pernacchia l’articolo del Dibba.
    Se non sei di sinistra, come puoi ergerti a custode di atteggiamenti politici di una parte che non é la tua?

    Il post di Dibba è proprio di sinistra e pacifista, in quanto cerca un dialogo con una parte cui nessuno vorrebbe dialogare ( neppure io).
    Vi rode solo che questa genialata non sia uscita da uno di sinistra, ma da uno del M5S, dite la verità e rosicate come pazze.

  • http://porciconleali.blogspot.it/ RoobZarathustra

    Io sono un marxista, il post del Dibba è da adolescente politico, raffazzonato, e da “terzoposizionista”, altro che “pacifista e di sinistra”, poi il pacifismo, sulla geopolitica e conflitti sociali interni, se a qualcuno non è chiaro è ideologia borghese per anestetizzare i conflitti dialettici.
    http://www.porciconlealiblog.org/2014/08/dibba-storia-e-geopolitica-che-fare.html

  • O. Raspanti

    Una “genialata”? Ohibò. Del resto per uno che scrive come scrivi te (fra lessico e contenuto non so cosa sia peggio) ci vuole sicuramente poco per sembrare geniale.
    Tornatene sul blog di Grillology, fra i geni della tua specie.