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Islamismo

Iran, impiccata Shahla Jahed nella prigione di Evin

Ricevo da un’amica iraniana:

Mercoledi primo dicembre 2010, viene impiccata Shahla Jahed nella prigione Evin

Accade tutto all’alba. In Iran. Nel paese di Sakineh.

Mentre il mondo parla di Sakineh, delle sue confessioni ridicole, e dei diritti umani da rispettare e quando tutto sembra messo a tacere, spunta fuori il boia iraniano.

È il turno di Shahla Jahed. Ma questa volta il suo avvocato non fugge all’estero per dire al mondo che la vita della sua assistita è nelle mani dei capricci dei giudici e degli s-bilanci giudiziari.

Shahla Jahed accusata di aver ucciso Laleh Saharkhizan, la moglie di Naser Mohammad Khani (l’ex calciatore). Non è chiaro se Shahla Jahed era sposata con Mohammad Khani in forma di seconda moglie oppure in forma di “matrimonio temporaneo”.

Vedi http://www.rahana.org/archives/30780

  • Paolo1984

    Scusi, signora Sgrena, ma come mai i miei due commenti del 23 novembre in calce al post della donna pakistana condannata per blasfemia sono ancora in attesa di moderazione? cosa ho scritto di sbagliato?

  • carlotta

    Non capisco cosa si intende per ”Ma questa volta il suo avvocato non fugge all’estero per dire al mondo che la vita della sua assistita è nelle mani dei capricci dei giudici e degli s-bilanci giudiziari.”
    È una critica nei confronti di questo avvocato, che si è rimesso alla ”clemenza” della legge iraniana, o nei confronti dell’avvocato e del fratello di Sakineh che continuano ad urlare, e che per ora hanno fermato tutto? Inoltre: ‘le sue confessioni ridicole’ perchè si sanno estorte con torture, mi auguro.
    È poco chiaro.

  • giuliana

    @a carlotta ho preferito pubblicate il testo così come mi è arrivato per fare conoscere una versione data direttamente dalle iraniane. Per me l’importante è sottolineare che purtroppo esistono tanti casi Sakineh. Certo per chi sta in Iran penso che la fuga di un avvocato non sia un segno di coraggio, ma visto da noi è comunque comprensibile e forse utile per suscitate la reazione dell’opimione internazionale. giuliana

  • carlo

    A fronte di questi eventi non si può non rilevare il perpetuo silenzio delle comunità musulmane presenti in Italia e in occidente in genere.

    Mi domando anzi cosa ne pensino le italiane convertite all’islam – così come racconta il Venerdì di Repubblica – che paiono le più intransigenti.
    E mi chiedo cosa aspetti la Giuliana ad aprire il tema delle neo-convertite, le quali non hanno problemi a indossare chador o veli.

    Ancor più curioso sarebbe poi scoprire che buona parte di queste provenga dai gruppi dell’estremismo di destra e di sinistra.
    Suppongo abbiano voluto vedere nell’islam radicale un cammino alternativo per rivitalizzare la loro scelta di vita “rivoluzionaria” e “anti-sistema”.

    Come all’epoca delle BR dovemmo guardarci in casa per capire le radici del fenomeno, forse ora dovremmo fare altrettanto.
    Prima che sia tardi.

  • Ahmed

    Non penso che il problema della pena di morte sia specifico dell’ideologia islamica. Molti paesi, purtroppo, adottano questa forma barbara ed inappellabile di punizione. Questo indipendentemente dalla consistenza dei processi in paesi come l’Iran, dove il diritto e’ una farsa.
    L’illuminismo italiano e’ stato una delle prime correnti di pensiero nel mondo (Beccaria) a bocciare senza appello la pena di morte ed a lottare per la funzione rehabilitativa della pena.
    Il problema e’ sempre quello di un pensiero di tipo teologico (immodificabile) che include pratiche e legislazioni assolutamente obsolete ed ingiuste. Il problema e’ sempre la secolarizzazione di una idelogia che e’ servita a conquistare un impero e che viene riproposta oggi, in modo ambiguo, vuoi come religione, vuoi come programma politico.
    E’ il nodo gordiano dell’ideologia islamica.

  • Valter Di Nunzio

    @carlo apprezzo sempre l’atteggiamento da entomologo con cui lei si degna di osservarci, chiedendosi se i/le musulmani/e siano solo dei/lle pervertiti/e dallo strano abbigliamento o dei pericolosi terroristi “etici”. Le suggerisco solo un dubbio: avranno gli iraniani il diritto di punire gli omicidi come credono o dovranno chiedere ogni volta il permesso a lei e alla sua superiore idea di umanità? Si svegli, il mondo cambia rapidamente e questo tipo di arroganza suona patetico o nel migliore dei casi demodé

  • Valter Di Nunzio

    @carlo mi consenta una postilla lessicale. Molti come lei usano termini come “islam radicale” o “islam moderato”. In realtà islam vuol dire più o meno affidarsi, sottomettersi a Dio (subhanna allah wa ta’la), avere fede in sintesi. Quindi un islamico radicale è uno che crede radicalmente in Dio (Gloria a Lui,l’Altissimo), mentre un islamico moderato è uno che crede moderatamente in Dio? Il primo prega di più mentre il secondo prega un po’ meno? Uno fa un digiuno di mese e l’altro solo 15 giorni? Le assicuro che la fede è una cosa più profonda e più seria e comunque ci consente di sopportare la superficialità che lei testimonia

  • carlo

    da “entomologo”, come vengo chiamato, faccio osservare agli infedeli , cioè ai non-islamici che leggono questo blog, che la prassi religiosa musulmana consente qualsiasi nefandezza nei riguardi dei non-credenti : anche mentire, o travisare i fatti, come pure attribuire agli altri cose mai dette e nemmeno pensate.
    Il sig. Di Nunzio, nei miei riguardi, è coerente con questa prassi.

  • http://www.autistici.org/artforweb.it/home_pardo pardo

    Mi risulta che ci sono islamici che fanno un ramadan simbolico, di un giorno; ci sono islamici che non credono in alcun dio, proprio come io stesso – antropologicamente cristiano, per storia e cultura – posso liberamente definirmi ateo. Né mi permetto di giudicare della integrità della fede di chi mi circonda: sono affari suoi. Il problema è che la stragrande maggioranza dei credenti, in qualsiasi dei numerosi dei che popolano la mente degli esseri umani, vorrebbe che io credessi come credon loro.
    Quanto alla libertà che avrebbero non gli iraniani ma piuttosto lo stato Iran di punire come meglio credono gli omicidi, ebbene, NO: non hanno questo diritto, loro come la Cina o gli Usa. Il diritto che esercitano in realtà è un’estorsione ed una distorsione del diritto dell’umanità. Introdurre categorie come quella dell’arroganza in certi casi è pericoloso: chiama reazioni eguali e contrarie.

  • Valter Di Nunzio

    @ tutti. Penso anch’io, come Giuliana, che si dovrebbe evitare il ping pong in cui ognuno ripete le proprie ragioni in modo “fondamentalista”.
    @ carlo, forse le ho risposto con un tono un pò irridente, ma è lei che ritiene strano che le musulmane italiane “non abbiano problemi a usare il chador” ed è sempre lei che suggerisce un parallelo FRA LE PERSONE CONVERTITE ALL’ISLAM E LE BR. L’islam inoltre non ci invita né ci consente di mentire mai a chicchessia, mumin o kafir. Cerchi di conoscere i musulmani in carne e ossa e non gli stereotipi dei media. Allahu nurus-samawati ual ard (Dio è luce nei cieli e nella terra).
    @pardo lei è contro la pena di morte in base al diritto naturale ed una posizione che comprendo e rispetto sinceramente. Si tratta per l’appunto di una posizione culturale diversa, che non posso sottoscrivere, ma pienamente legittima. Lei è disposto a dire altrettanto? Non pensa che l’ossessiva e univoca campagna dei media sull’Iran sia strumentale? Vogliamo cercare i presupposti di un’altra “guerra umanitaria”?

  • eugenio

    Notizie come queste mi lasciano triste. Credo che l’Islam di per se’ sia una religione sessista . E affermo cio’ dopo averlo studiato a fondo sostenendo all’Istituto Universitario Orientale di Napoli un esame di Diritto islamico e due di storia delle religioni. Con tutto il rispetto a riguardo non potro’ mai condividere (nemmeno lontanamente) il pensiero islamico inerente le donne. Carlo ha ragione….purtroppo!

  • nino

    Shahla Jahed è stata impiccata secondole leggi del suo paese.
    Se avesse commesso lo stesso delitto in USA (o in qualche altro paese occidentale ove vige le pena di morte) sarebbe stata avvelenata secondo il progresso medico della tecnica dei veleni, ma sempre una condanna a morte avrebbe subito e ciò secondola legge di quel paese.
    Devo supporre che sia in Iran che in USA la giustizia condanni a morte una persona dopo avere accertato la sua responsabilità ( anche se ualche innocente in USA è stato giustiziato).
    Ed allora? qual’è il problema? che sia in Iran che negli USA vige la pena di morte?
    Quei popoli la ritengono necessaria per la loro sopravvivenza: non possiamo bicottarli ma se lofacciamo con l’Iran dabboamo farlo anche con gli USA via pare?

  • Ahmed

    E intanto hanno condannato Panahi a sei anni di galera, con la postilla che il regista non potrà scrivere o girare film per 20 anni.
    Gia’ mi aspetto la replica: “avranno gli iraniani (Il regime) il diritto di punire i dissidenti come credono o dovranno chiedere ogni volta il permesso a lei e alla sua superiore idea di umanità?”
    Ma che cosa sono i diritti umani… meglio la Sharia!

  • giuliana

    @nino e a tutti coloro che sostengono, con tanta relatività culturale, che ognuno ha il diritto di impiccare se così prevede la legge, di evitare di fare simili affermazioni su questo blog, che vuole essere uno stimolo al progresso e al rispetto dei diritti universali!
    giuliana

  • GiorgioViscontiB

    I più grandi crimini sono stati e continuano a essere perpetrati in nome di Dio. Questa è la bestemmia nella Storia. Dobbiamo rivedere totalmente il nostro rapporto con Dio svincolandolo dalle varie Chiese che troppo spesso degenerano in tremendi centri di potere.

  • alvise

    Vorrei convenissimo tutti su un fatto: i cristiani stanno lasciando in massa i paesi a maggioranza islamica, mentre i musulmani crescono di numero in quelli occidentali.
    Nella stessa Turchia, così celebrata per il suo laicismo, prima del 1926 i cristiani erano il 20% della popolazione, ora sono lo 0,2%.
    Dal Libano all’Irak, alla Palestina , per non parlare di Gaza, il fenomeno è lo stesso : arabi di fede non-musulmana vengono perseguitati e cacciati.
    Le sommesse dichiarazioni pro-islam del sig. Di Nunzio si scontrano con una realtà ben diversa da quella che lui descrive.

  • Paolo1984

    volevo dire a nino che l’unico paese occidentale in cui vige e viene applicata la pena di morte sono gli USA e neanche in tutti gli Stati dell’Unione. Concordo con Ahmed sul resto.

  • Valter Di Nunzio

    @ahmed. Caro Ahmed, non facciamo “retorica” o “apologetica” laica. Un omicidio non è una ripresa cinematografica. Non credo proprio che la condanna di Panahi abbia un rapporto anche lontano con la Sharia, non fosse altro che per i secoli che la separano dai signori Lumière. Forse avrà a che fare con le deplorevoli leggi dell’Iran.
    Sulla pena di morte ho detto un’altra volta in questo blog che la sua applicazione in conformità al Corano (quattro testimoni oculari, concordanti Etc.) sarebbe ben difficile (per la verità mi è stato replicato che non conosco bene la mia religione..), mentre viene ampiamente abusata, da regimi islamici e non, in base a presupposti pragmatici. In ogni caso il Corano raccomanda, come la Bibbia e il Vangelo, il perdono “che vi sarà contato come misericordia”. Allahu Ghaffur (Dio è Colui che perdona).
    @ giuliana Non credo più nei “diritti universali” sanciti dagli ordinamenti laici perchè nel migliore dei casi sono unilaterali, nel peggiore ipocriti, anche se è dovere di tutti rispettarli. Credo nella giustizia divina. Nel Corano, nella Bibbia e indirettamente anche nei Vangeli c’è la prescrizione “nafs min nafs” e mi auguro sempre che sia usata con la stessa prudenza, umanità e misericordia che risuona nelle parole di Dio (Allah subbhana wa t’ala).

  • Fiorino

    @ giuliana
    Io penso sia invece importante sapere che ci sono persone come Valter di Nunzio che sono favorevoli all’impiccagione degli omosessuali in Iran, e che queste persone si sentono più liberi di esprimersi nei blog di sinistra e che pretendono persino che non si parli di queste cose, come se le guerre fossero fatte in nome del progressissmo. Sia l’Afghanistan che l’Iran avevano come obiettivo la sicurezza degli USA (almeno sono state vendute come tali) non è perché laura bush ha parlato di burqa una volta che dovete tirare profitto per rendere responsabili chi parla di diritti umani. La guerra in Afghanistan non è stata venduta agli occidentali per il burqa ma perché i talebani coprivano bin laden. Se gli USA (cosa di cui dubito) vogliono attaccare l’Iran lo faranno indipendentemente dalle campagne contro le leggi omofobe e razziste iraniane.

  • Fiorino

    @ nunzio
    a me par che i radicali siano in testa contro la pena di morte anche quando si tratta di usa, vedo invece che queste considerazioni saltano fuori solo quando c’è di mezzo l’islam. Se fosse una critica contro la pena di morte in usa tutti sarebbero lì ad applaudire.

  • http://www.uccrimea.org Stein, Silvia Francesca

    Cara Signora Sgrena;

    Anni fa, nel 2001 in circa, mi ero messa in contatto per la mia laurea americana, in scienze di communicazione e mass media, con una insegnante, Ornella Orlandi, della Spezia che sbalordi tutt’italia togliendo il crucifisso d’aula per via di un suo studente mussulmano. Poi, nel 2005-2007 ero all’universita ponteficale gregoriana dove io segui la Sua trage con tutt’italia. Essendo americana ma nipote di un Cavalliere e Maresciallo dei Carabinieri mi fa tanto piacere che Lei rappresenta la voce delle donne nei Suoi articoli. Essendo poi la figlia di un colonello americano che uso’ il napalm e altri armi di massacro in vietnam sono grata che Lei dia voce nonostante gli attentati sulla Sua vita.

    Le auguro i miei miglior saluti. Silvia Stein.

  • giuliana

    a Silvia grazie e auguri anche a lei
    giuliana

  • lina

    il post di Alvise (15) del 30 dic. è stato “profetico” se pensiamo ai fatti di Alessandria d’Egitto.

    L’uso della violenza, di Stato (impiccagioni) o quella terroristica, trova nella legge coranica una giustificazione che ognuno è libero di interpretare a piacere.
    Ecco perchè il sig. Di Nunzio può essere considerato rappresentativo solo per le cose che pensa lui. Un altro musulmano non ha nessun obbligo verso le sue idee. Cosa che non è sempre lecita per un cattolico o un ortodosso, i quali sottostanno ad una gerarchia.

    Forse non è un caso se i Paesi con la maggiore instabilità politica interna sono quelli a con una forte componente islamica (Indonesia, Pakistan, Nigeria, Somalia, Egitto, Libano etc)

  • Paolo1984

    Lei è libero di credere nella giustizia divina, ma io sono felice di vivere in una parte di mondo dove contano gli ordinamenti laici e dove c’è chi si sforza di inverare (anche se non è mai stato facile e non lo è neanche oggi) i diritti universali sanciti dall’illuminismo e dal socialismo laico.

  • Valter Di Nunzio

    @ al Profeta Alvise. In Turchia finché c’é stato uno Stato più meno musulmano (l’impero Ottomano) i cristiani non sono stati mai perseguitati. Quando il massone, illuminista e occidentalista Kemal Ataturk ha preso il potere c’è stato l’olocausto degli armeni e tutti i segni esteriori dell’Islam furono vietati, fin quasi ai giorni nostri. Per fortuna che il governo “islamista” di Erdogan ha potuto governare dopo aver vinto “solo” le tre elezioni precedenti, così le prime chiese armene hanno potuto essere ricostruite, al posto di qualche tempio dell’Essere Supremo.
    @ Lina Per fortuna ciò che penso impegna solo me. Questo mi consente di inginocchiarmi 17 volte al giorno davanti a Dio (Subbaha Allahu wa T’ala) ma mai davanti a nessun uomo. Per la cronaca spero si sia accorta che “persino” (persino per lei non per me) i Fratelli Musulmani e Hamas, INSIEME ALLA TOTALITA’ DEI MUSULMANI, hanno condannato gli attentati di Alessandria, sollecitando la punizione dei colpevoli. SONO IO CHE LA PENSO COME LORO O LORO LA PENSANO COME ME? Chissà…
    @ Fiorino. “…della rosa di ieri rimane solo il nome”. Cosa vi rimane di radicale? Egregio signore quando mai ho detto che sollecito l’impiccagione degli omosessuali? Pensi che non impiccherei neanche quelli come Lei, evidentemente favorevoli alle guerre della libertà perse da Mr. G. Bush, al hamdu lillah.