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Street Politics

Iran: Ahmadinejad all’attacco degli ayatollah

Ahma

Ahmadinejad va all’attacco. Il due volte presidente iraniano radicale, la cui contestata rielezione innescò manifestazioni nell’estate del 2009, non smette di far parlare di sé. Lo scorso lunedì aveva dichiarato di aver subito minacce da funzionari governativi che gli intimavano di non proseguire nel fomentare l’opposizione alla Guida suprema Ali Khamenei.

Nei giorni precedenti, uomini vicini ad Ahmadinejad avevano manifestato l’intenzione di rendere noti dettagli su casi di corruzione che avrebbero coinvolto alti funzionari governativi. Il generale Hassan Firouzabadi, capo dello staff delle Forze armate iraniane, aveva accusato Ahmadinejad di tentare «di manipolare l’opinione pubblica». Alcuni esponenti dell’entourage di Ahmadinejad avevano anche pensato di organizzare una manifestazione nello stadio Azadi alla quale avevano invitato a partecipare 85 blogger, donne e giovani attivisti il prossimo cinque maggio. Sarebbe per questi motivi che il presidente iraniano sarebbe stato fermato per sette ore lunedì scorso dai Pasdaran. Lo riferiscono fonti della diaspora iraniana negli Stati uniti, smentiti dall’agenzia ufficiale Irna. Ahmadinejad sarebbe stato trattenuto  alla presenza di Asghar Hejazi, consigliere per l’intelligence della Guida Suprema, di Mojtaba Khamenei, figlio dello stesso Khamenei, e del procuratore generale Gholam Hossein Mohseni Ejei.

Intanto, il leader ed ex presidente della Repubblica Hashemi Rafsanjani starebbe per abbandonare la sua candidatura alle elezioni presidenziali del prossimo 14 giugno.