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losangelista

Iperinformazione

Uno studio dell’Annenberg School of Communication della USC anticipato sul sito Science Express ha calcolato il volume complessivo dell’informazione scambiata e conservata sul pianeta analizzando 60 tecnologie analogiche e digitali dal 1986 al 2007. I risultati sono stati prevedibilmente astronomici: in quel periodo la potenza di calcolo dei computer e’ cresciuta del 58% all’anno. Il 2002 e’ stato l’anno in cui le “memoria” digitale ha superato quella analogica. L’attuale complessiva capienza di memoria planetaria ammonterebbe a 295 exabyte – un numero contenente 20 zero. Nel 2007 sono stati trasmessi 1,9 zettabyte (un triliardo di byte) di informazioni, equivalente a quella contenuta in 174 giornali ogni giorno per ogni abitante della terra. Poi dice che c’e’ la crisi del giornalismo.

  • mario r. zampella

    E’ vero viviamo sempre piu’ di informazione, e meno male, dal momento che cultura e informazione ci rendono piu’ liberi e sono capisaldi della democrazia. Il problema crisi, risiede nella quantita’ dove purtroppo, per leggi indiscutibili di economia, a maggiore offerta corrisponde maggior concorrenza con conseguente variazione al ribasso del prezzo di vendita. E meno male, ne abbiamo fin sopra i capelli di monopoli dell’informazione.
    Fiumicino 11 febbraio 2011 h.01.09 am. Mario R. Zampella

  • marco cerioni

    Trovo molto brutta ogni forma di esagerazione. Sia nei flussi martellanti e ripetitivi mediatici di quest’ultimo ventennio, sia in tutto questo “neo-illuminismo” globale in cui tutto viene alla luce, e più schifezze vengono alla luce più la gente non ha più quello spontaneo spirito critico e quel relativismo del giudizio, perché tutti resi catatonici e sedati dietro le proprie posizioni che diventano come “etichette” che ci identificano biunivocamente. Il dialogo umano ha bisogno di relativismo, e non di questo assolutismo che divide. Saluti.

  • luca celada

    Buoa osservazione.

  • marco cerioni

    Grazie Signor Celada. Noto come in tutto il Mondo vi sia scompiglio, insurrezioni da tutte le parti. Persino i Monaci Tibetani ce l’hanno con il governo cinese. Non sarà che questa mania di pensare ognuno ai propri interessi e a quelli della propria categoria di appartenenza, con la logica di contrapporsi alla categoria avversaria dividendo così di fatto ciò che prima stava insieme, è una conseguenza dell’informazione e magari di internet che ci fa sentire tutti liberi di esprimerci come vogliamo, così da fare ognuno quello che ci pare? Non sarà che questo mondo chiama libertà ciò che invece è solo uno squallido e immorale individualismo? Io privilegio l’eguaglianza alla libertà, per indole, e odio la libertà quando questa parola non significhi il piacere di essere uniti e solidali con gli altri. Si stava molto meglio prima del 1989, quando questa idea globale di libertà e di “nuovo che avanza” non aveva ancora messo gli uni contro gli altri, e c’era una potenza nucleare che dava forza anche alle idee di chi la pensa come me, e non soltanto di chi è nato per farsi solo gli interessi propri senza guardare in faccia a nessuno, come in effetti è il mondo di oggi. Allora ti potevi anche permettere di essere comunista oltre che liberale, e anche di dirlo. Oggi è un reato dire di essere comunisti, e non c’è più una Unione Sovietica a darci l’orgoglio di dire che siamo di sinistra. A questo punto stanno bene solo gli ipocriti, i furbi, i corrotti, gli individualisti, quelli senza scrupoli.