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Iowa: match nullo

30015 voti per Mitt Romney, 30007 per Rick Santorum, dopo un altalena durata fino a notte fonda, misterioso silenzio dal comitato centrale repubblicano e relativa costernazione negli studi televisivi fino alle 2:30. Si chiude con un pari la prima giornata del “campionato” elettorale, le primarie che dovranno nei prossimi mesi coronare il candidato presidenziale repubblicano. Unici veri vincitori in Iowa: i media che hanno potuto fare una telecronaca “al cardiopalma” fino alle ore piccole del testa a testa fra Romney e Santorum, il teocon che ha rimontato il moderato mormone giungendo ad una manciata di voti (8, per la precisione) dal favorito della vigilia – manna per i rating e i titolatori dei giornali.  Perdente – oltre a Romney per cui la parita’ equivale ad uno smacco (quattro anni fa aveva ricevuto lo stesso esatto numero di voti)  – e’ il partito repubblicano, ufficialmente orfano di un leader carismatico, incapace di veicolare la passione populista del tea party, o di unificare le antagoniste anime ideologiche, conservatrici e finanziare al proprio interno. Una destra cioe’ che sulla linea di partenza si rivela in crisi “strutturale” almeno quanto i democratici di Obama. I risultati dell’Iowa non depongono bene per una campagna che si svolgera’ sullo sfondo della recessione e della galoppante ineguaglianza sociale denunciata da Occupy – un contesto radicalmente modificato rispetto ad anche un paio di anni fa e col quale anche in America le forze politiche faticano a fare i conti. 80 anni fa condizioni simili per reazione produssero il New Deal di Roosevelt. Oggi una destra sfilacciata dovrebbe tornare al potere proponendo sulle ceneri della catastrofica eredita’ di Bush la sostanziale replica delle sue politiche, condite di luoghi comuni patriotico-religiosi. Il campione dell’Iowa e’ minuscolo e scarsamente rappresentativo a livello nazionale, la corsa e’ solo all’inizio,  ma e’ difficile tuttavia immaginare che ieri sera alla casa bianca non ci sia stato almeno un sospiro di sollievo.

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    L’ottimo risultato di Rick Santorum, che oggi sembra sorprendere tanti commentatori, era in realtà ampiamente previsto (leggi qui). Ed è un peccato, perché Santorum è probabilmente il peggior candidato repubblicano, con le sue posizioni ultra-conservatrici…