closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lo scienziato borderline

Io sono Yoav. E mi hanno ucciso

Yoav Hattab (foto RAI doc3)

Yoav Hattab (foto RAI doc3)

Yoav Hattab era un ragazzo tunisino, di religione ebraica.

Abitava a a Parigi. Era un ragazzo giovane, bello, dolce, con tanti fratelli e sorelle a Tunisi, pieno di vita, con tanti progetti.

Un ragazzo di quelli che – a conoscerli – ti consoli delle brutture del mondo e pensi: c’è ancora speranza, se ci son ragazzi così.

Yoav era arabo, di religione ebraica. Molto attaccato al suo paese, e molto attaccato alla sua religione. Suo padre è rabbino a Tunisi. Yoav  raccontava a tutti come ebrei e mussulmani sono sempre convissuti senza problemi, in Tunisia. Da secoli.

Yoav era entrato in un supermarket una sera, a Parigi, per comperare una bottiglia di vino. L’ha ucciso un terrorista che aveva appena assaltato Charlie Hebdo. Yoav era in salvo, nel sotterraneo del supermarket, ma è salito, ha affrontato il terrorista a mani nude per cercare di disarmarlo. L’ha ucciso. Aveva pochi anni, e un gran sorriso bianco sotto un ciuffo di tantissimi capelli neri.

Yoav è morto da eroe. Ma non era un eroe, era un ragazzo.

Poi è arrivato il signor Netanyahu che l’ha fatto seppellire in Israele. Ma la storia, qui, è più complicata di così.

La storia di Yoav  è questo, ma è molto di più. È un docufilm che appassiona e stringe il cuore, che fa capire e fa riflettere; di Sabina Fedeli, Stefania Miretti e Amelia Visintini.

In onda per doc3 su RAI3 stasera, mercoledì 29.7

____________________________

Mercoledi 29 luglio 2015 alle 23.40 terzo appuntamento con Doc3, la serie di documentari d’autore che raccontano il mondo e la complessità delle varie culture.

Yoav Hattab è stato ucciso il 9 gennaio 2015, a Parigi, dal terrorista islamico Amedy Coulibaly nella serie di attentati iniziati con la strage al settimanale satirico francese “Charlie Hebdo”. Yoav è una delle quattro vittime del supermercato kosher di Vincennes, dov’era entrato per acquistare una bottiglia di vino da portare agli amici che l’avevano invitato per shabbat.
Yoav è morto cercando di sottrarre l’arma al suo sequestratore. Yoav aveva 21 anni, un sorriso contagioso e una storia speciale: era il secondo dei nove figli del rabbino di Tunisi, apparteneva alla piccolissima, chiusa ma ben integrata, comunità ebraica tunisina. Anche a Parigi, dove s’era trasferito dopo il diploma per proseguire gli studi e cercare un futuro migliore, Yoav sperimentava la ricchezza e la difficoltà di essere contemporaneamente “particolare e universale”.
Lui era infatti uno dei tanti studenti europei fuori sede, ma anche l’ebreo insultato in metropolitana e il nordafricano con problemi di visto e residenza. Attraverso la breve vita di Yoav entriamo nelle contraddizioni cruciali del nostro mondo costituite da spinte identitarie, religiose e soprattutto economiche e culturali. Tutte in una sola persona.

Stefania Miretti, giornalista, è stata caposervizio ed editorialista a La Stampa e vicedirettore del settimanale Gioia. Sabina Fedeli, giornalista, è stata inviato speciale. Amelia Visintini, giornalista freelance e filmaker.

DOC3 è un programma di Fabio Mancini
con la consulenza di Luca Franco

I commenti sono chiusi.