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Lo scienziato borderline

Intimidazione mafiosa: istruzioni per l’uso.

L’altro giorno mi telefona l’amica giornalista Daniela Giuffrida, siciliana nomuos che scrive su Linksicilia e siciliana notav che scrive su TgVallesusa. Non aveva la solita voce allegra.

Purtroppo Giuffrida è nota per il suo impegno in tutte le battaglie popolari che agitano la Sicilia e il Sud. Ultimamente, Nomuos e Terra dei fuochi a parte, stava scavando in verminai quali i Depuratori e le Discariche in Sicilia, da sempre “core business” della mafia e delle istituzioni siciliane: a turno, se non insieme.

Era inevitabile che rivelando che l’intera Sicilia è una seconda Terra dei Fuochi, distrutta e violentata da criminali e dai loro manutengoli, andasse a pestare i piedi a qualche feudatario, valvassore, o valvassino locale. Certo, anche l’aver parlato il Primo Maggio a Taranto di fronte a 100.000 persone ed aver parlato di queste cose può aver attirato l’attenzione.

Fatto sta che l’altra mattina (21 maggio) ha trovato nel vaso di fiori di fronte alla porta di casa la testa mozzata di un topo di fogna. Mozzata di netto, nessuna traccia di sangue: qui non c’entrano i gatti, ma qualche grosso ratto di fogna a due gambe che ha fatto il lavoretto di intimidazione su ordine di qualche sullodato valvassino, valvassore o feudatario, appunto. Era il secondo avvertimento, dopo le minacce telefoniche anonime.

L’ambiente in cui lavoro mi ha dato modo di conoscere i metodi di questi signori, ed ho quindi sciorinato alla mia perplessa amica le ISTRUZIONI PER L’USO in casi del genere.

1. Andare dai Carabinieri e raccontare il fatto.

Il Maresciallo dei CC, dopo alcune verifiche e messo a conoscenza del lavoro di denuncia che Daniela compie ogni giorno indagando sulle gestioni pubbliche del malaffare in terra siciliana, sugli inquinamenti e sui danni alla salute dei Siciliani  ha deciso di procedere con una denuncia contro ignoti sulla quale indagherà la magistratura.

2. Sempre dai soliti Carabinieri, rendere una deposizione spontanea completa di tutti gli affari e malaffari della quale è venuta a conoscenza negli ultimi anni, includendo una lista di NOMI E COGNOMI, anche nel caso – e chiarendolo – in cui si tratti di semplici indizi o sospetti non ancora provati

3. Farlo sapere pubblicamente. In modo che i personaggi citati nel bel memoriale in mano ai carabinieri – che lo trasmetteranno immediatamente alla magistratura – devono soltanto SPERARE che a Daniela Giuffrida non accada nulla, nemmeno che si storca una caviglia camminando per strada. Diononvoglia le succedesse qualcosa, i suddetti signori si troverebbero infatti con un bel bracere sotto il loro sederino, immediatamente indagati. E ad essere indagati, diononvoglia che venga fuori qualche cosa di imbarazzante: nessuno è perfetto!

Debbo dire che la mia amica ha eseguito con cura il piccolo piano:

1: Fatto

2: Fatto

3: Fatto (ora)

Fossi in quei signori, impiegherei alcuni dei picciotti,che hanno sempre a disposizione per i vari lavoretti, per fare da scorta alla nostra giornalista, in modo che nemmeno accidentalmente si faccia male.

Va da sé che Giuffrida continuerà a lavorare sui FATTARIELLI che tanto impauriscono e preoccupano i sullodati feudatari, fino a che non verrà fuori un bel quarantotto che li stani dalle loro fogne, loro e i vari boiardi e politicanti che tengono loro mano, per instradarli balzelloni verso le patrie galere.

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