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FranciaEuropa

Intesa militare Francia-Brasile

Viaggio-lampo di Nicolas Sarkozy in Brasile. 21 ore e torna a casa con un contratto militare consistente: Lula ha accettato di aprire delle trattative per far comprare al Brasile 36 aerei da combattimento multi-uso Rafale, prodotti dalla Dassault. E’ la prima volta che il Rafale viene venduto all’estero. Dei tentativi fatti con paesi arabi (Emirati, Libia, Marocco) sono falliti nel passato, perché questo aereo è troppo caro. Il Brasile pero’  preferisce il Rafale al Gripen della Saab svedese e, soprattutto, all’F/A-18 Hornet della statunitense Boeing. In cambio, la Francia comprerà 12 aerei di trasporto militare prodotti dal Brasile. Il contratto per i Rafale è intorno ai 4 miliardi di euro, ma nel complesso gli scambi militari tra Francia e Brasile arrivano a 8,5 miliardi.

Lula, che ha  deciso di aumentare la dotazione militare del Brasile, ha scelto la produzione francese perché Parigi ha accettato “un trasferimento di tecnologia senza precedenti”. Sarkozy ha parlato di “vera partnership” tra i due paesi, non di relazione tra venditore e compratore. In Francia, la notizia è stata accolta con un sospiro di sollievo, perché l’ordinazione brasiliana eviterà dei licenziamenti., anche se i guadagni saranno tutti per Dassault, compagnia (e famiglia) da sempre vicina al potere gollista.

Ma l’intesa crea un forte imbarazzo, in un mondo già pieno di armi. Sul tavolo, nelle ipotesi di contratti commericiali Francia-Brasile, c’ era per esempio il tgv (treno ad alta velocità) Rio-San Paolo, che pare passato in cavalleria. Per addolcire un po’ l’intesa militare, Lula e Sarkozy hanno promesso che studieranno, per il vertice sul clima di dicembre a Copenhagen, un’iniziativa comune sull’Amazzonia.