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losangelista

INTERSTELLAR: L’Odissea Umanista di Cristopher Nolan

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Raramente era stata visualizzata un apocalisse così plausibile da sembrare già qui. Ma Christopher Nolan ci dice: “Per me la sensazione di realtà e di ‘plausibilità’ nell’ordito di un film è ciò che più mi appassiona. Capisco che non tutti siano d’accordo ma credo che potersi relazionare ad un evento spaventoso in maniera viscerale e immersiva , sia cruciale nell’esperienza di un film”. Il futuro/presente secondo Christopher Nolan quindi è una dust bowl nell’ultimo disperato paniere americano dove accanto ai campi di mais avvizzito si incolonnano pick-up carichi di materassi e vettovaglie come in una fotogramma di John Ford. Interstellar è un film monumentale, un  “wormhole” che collega Furore a 2001 in un epica su manifest destiny e la diaspora siderale. Dopo la memoria, l’etica e l’inconscio,  Nolan si occupa di escatologia, dipingendo l’apocalisse prossima ventura come una catastrofe ambientale contro cui si dibatte un’umanità entropica impotente e post-tecnologica. Aggiunge il regista :“credo che ci sia un nesso forte fra indagine filosofica e l’uso dell fantascienza per indagare l’esperienza umana nell’astratto”. O forse non così astratto. Sulla sua terra stremata, intuiamo, da integralismi e crociate, i corsi di scienza sono proibiti, i ragazzi vengono reclutati all’agronomia d’emergenza e gli insegnanti insegnano teorie complottiste sulle missioni Apollo. Un manipolo di cripto-scienziati non ci sta e Nolan scrive il suo manifesto neo-illuminista a favore della scienza e l’esplorazione perpetua. Della ragione quindi, che porterà gli astronauti della NASA, ormai una organizzazione clandestina grazie ai tagli del neo-oscurantismo, alle soglie della galassia, ma nelle astronavi non c’è solo il raziocinio ma anche tutto il bagaglio emozionale della specie. Metafisico, quasi tarkovskiano, un trattato sulla fisica quantica dell’amore. E il film più profondamente umanista mai girato da Nolan.