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Islamismo

Intellettuali arabi contro massacri di cristiani

Appello di intellettuali arabi contro i massacri di cristiani in Iraq

Gli intellettuali arabi firmatari di questo manifesto considerano gli attacchi barbari contro i cristiani in Iraq un crimine contro l’umanità.

Questi crimini che si inscrivono in una serie di crimini collettivi che colpiscono i civili iracheni, tutte le componenti senza esclusioni, costituiscono uno degli aspetti della guerra condotta contro la libertà degli individui e delle minoranze, e al loro diritto legittimo alla vita, alla libertà di opinione e di espressione.

Gli atti di repressione e di intimidazione subiti dalle popolazioni civili irachene in generale, i cristiani in particolare, mirano a svuotare l’Oriente arabo della sua più antica componente umana e a distruggere la sua civilizzazione pluralistica, così come la sua diversità culturale, annientando così l’essenza stessa di questo Oriente.

Coloro che permettono questi crimini in nome del pensiero e dell’appartenenza unica puntano le loro armi contro tutti i popoli della regione e contro le proprie generazioni future, preparando guerre oscurantiste senza fine nell’insieme dei paesi arabi.

Facciamo appello al popolo iracheno per una presa di coscienza immediata prima che sia troppo tardi e prima di precipitare nel  baratro dell’odio confessionale e nel  pensiero retrogrado e passatista.

Salah Stetie, Adonis, Nabil Abou Chacra, Issa Makhlouf, Nabil Beyhum, Soraya Abu Chacra, Nabil El Azan, Abdel Rahman El Bacha, Khalida Said, Gérard Khoury, Béchara Tarabey, Myassa Messaoudi, Abdellatif Laabi, Fayçal Jalloul, Venus Khoury, Ghatta, Waciny Laaraj, Ali Nasseredine, Saffa Fathy. Houria Abdelwahid, Mustafa Safouan, Dominique Edde, Rochdi Rached, Malek Chebel, Iman Bakri, Abdelwahab Meddeb, Schéhérazade Hassan, Maram Masri, Hassan Chami, Bouchra Istambouli, Bachir Hilal, Khadim Jihad Hassan, Issan Saad, Bourhan Galyun, Nayla Abdulkhalek, Saloua Ben Abda, Nada Abboud

www.aloufok.net/spip.php?article2761

  • lina

    Questa dichiarazione è lodevole, ma a mio avviso “non sufficiente”.
    Non è menzionato il principio della libertà di religione, quello che informa e dà senso alle altre libertà di opinione ed espressione su elencate.
    Senza di questo tutto si riduce ad un atto di pietà nei confronto di un misero qualunque. Andrebbe bene anche per chi sta morendo di fame.

    Il testo che lei ci riporta è anche un comportamento che va benissimo in un contesto musulmano maggioritario, nel quale vale da sempre l’idea, diffusa e largamente condivisa dalla popolazione: Tu, infedele, sarai da me “protetto”, ma rimani sempre un inferiore.
    Mi dispiace sig.ra Giuliana, ma non ci siamo.

  • Valter Di Nunzio

    Non potrei essere più d’accordo. Il tentativo in atto in Iraq di eliminare la minoranza cristiana è insensato e antitetico a tutta la storia della civiltà islamica di quella regione ed è un dolore per i tutti i veri credenti. Non ci si libera mai dalla barbarie di una guerra ingiusta finché non si dichiara guerra alla barbarie, anche alla propria.

  • Ahmed

    Bravi, coraggiosi, giusti.
    Vi sono tantissime belle persone nei paesi del Medio Oriente, schiacciati tra la barbarie islamista e satrapie indecenti che spendono miliardi di dollari per i loro vizi, mentre la popolazione muore di fame.
    La soluzione non e’ e non sara mai l’islamismo, fascismo religioso che porterebbe quelle popolazioni indietro di migliaia di anni, ai tempi in cui un sultano gestiva un potere di vita e di morte con lo schiocco delle dita.
    Una prospettiva progressista e’ ancora lontana da venire, ma bisogna stare vicino alle poche voci oneste, alle belle persone che lottano per la giustizia sociale anche in Medio Oriente.
    Parafrasando uno slogan dei ’70: ne’ con l’imperialismo Occidentale, ne’ con l’imperialismo islamico.

  • alvise

    Gli ultimi due post che leggo sono tutti bei discorsi, ma lasciano il tempo che trovano.
    In Pakistan nei giorni scorsi è stato minacciato di morte perfino il ministro ( e la sua famiglia) che si occupa di Asia Bibi, qualora fosse graziata e poi esilata negli USA.
    Di Nunzio e Ahmed non possono escludere che qualche fanatico la possa inseguire anche in quel paese per ucciderla.
    Come del resto nessuno ha mai tolto la fatwa di morte contro Salman Rushdie.

  • giuliana

    @alvise ma possibile che nessuno apprezzi mai un segnale positivo! E’ troppo facile da chi non rischia niente. giuliana

  • alvise

    @giuliana
    a leggere quanto scritto da Lina (post 1), dov’è il segnale positivo ?

  • danilo recchioni baiocchi

    Sono d’accordo con Lina, Ahmed e Alvise. I segnali positivi possono essere apprezzati, ma vanno anche pesati. Un appello di intellettuali in Paesi dove si legge pochissimo e gli intellettuali non contano nulla vale giusto per la loro coscienza.
    I veri maitres à penser nei paesi islamici sono gli ulama, gli ayatollah, gli imam. E’ da parte loro che vorrei sentire delle parole chiare sulla compatibilità fra islam e democrazia a proposito di uguaglianza fra uomini e donne, dignità della persona, violenza, laicità dello Stato, libertà di espressione e -soprattutto- libertà di religione e di coscienza.
    Ai laicisti equidistanti che esaltano il multiculturalismo, vorrei ricordare, oltre al cardinale di Milano che chiede moschee (che differenza rispetto a quello che succede in Irak o Pakistan!) che una recente inchiesta della BBC ha scoperto che nelle scuole saudite nel Regno Unito gli studenti venivano invitati a discutere se il modo migliore di trattare gli omosessuali è impiccarli, lapidarli o gettarli da una rupe (non è uno scherzo, è vero). Tenete presente la posizione della così spesso criticata Chiesa Cattolica (dal Catechismo, paragrafo 2358): “…Perciò (uomini e donne omosessuali)devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”. A me sembra che ci sia una gran bella differenza…

  • Valter Di Nunzio

    @alvise che conosce tutti i fanatici sarà certamente sfuggito il totale silenzio che circonda il massacro di massa dei cristiani in India, promosso non dall’inafferrabile Al Qaeda ma dal principale partito induista Janata in Orissa, Andra Pardesh e Assam. Altrettanto sicuramente gli sarà sfuggito il genocidio dei musulmani delle Filippine, questa volta praticato da regimi cristiani degli ultimi cinque secoli, ivi compresi gli ultimi democraticissimi, impegnati nell’eliminazione del residuo 5% di credenti residenti a Mindanao. Sono sicuro infine che non sappia delle sistematiche restrizioni, perquisizioni e controlli che caratterizzano la situazione dei musulmani negli Stati Uniti e neanche dell’identificazine e della schedatura di tutti i frequentatori della moschea di Montebelluna, provincia di Treviso. Se qualche volta queste cose si sanno, con poco rilievo, è perché ci sono piccoli giornali e singoli giornalisti che fanno il loro mestiere e non gli speaker della CIA. Non mi stupisce pertanto che per lui gli unici fanatici viventi siano i musulmani.

  • ermodoro

    Sono d’accordo con Lina.
    Il problema fondamentale è la libertà in generale, e quella religiosa in particolare.
    Le violenze organizzate e orientate contro i cristiani, e contro oppositori, omosessuali, donne, intellettuali sono il risultato di una cultura e di una legislazione suprematista da parte della religione islamica.

  • giuliana

    @danilo veramente mi dispiaccio per il disprezzo con cui tratti gli intelletuali arabi, poeti come adonis, per citarne solo uno, grandissimo. giuliana

  • danilo recchioni baiocchi

    @ giuliana
    Ma quale disprezzo per gli intellettuali? Ha letto bene quel che ho scritto?
    Mettiamola così, se le piace di più: magari gli intelettuali musulmani venissero ascoltati, ma non succederà perchè nelle loro società la loro voce non conta quanto nelle nostre. Per quanto possano essere sublimi, gli intellettuali e i poeti non sono in grado di mobilitare le coscienze se non su iniziative che siano islamicamente corrette e che abbiano la benedizione di ulema, ayatollah e imam, e quindi torno al mio punto di vista che è la loro opinione quella che conta per capire se qualcosa si muove nel mondo islamico.
    E ribadisco che sono pienamente d’accordo con i post 1 e 4 di Lina e Alvise.

  • alvise

    Invito tutti – a cominciare da Di Nunzio – a non divagare e questa volta a restare sul tema : gli intellettuali arabi e i massacri dei cristiani.
    Torno anzi a invitare Giuliana a darci un suo parere sul ragionamento di Lina (post 1)

  • giuliana

    @danilo ho letto benissimo e non sono assolutamente d’accordo giuliana

  • giuliana

    @lina mi sembra che non sia considerato il valore di una presa di posizione così importante per il contesto in cui avviene giuliana

  • Valter Di Nunzio

    @alvise. Ma quali divagazioni? Lei confonde un attentato rivendicato da Al Qaeda con una guerra dichiarata ai cristiani dell’Iraq da tutti i musulmani della terra. Gli intellettuali arabi che esprimono la loro solidarietà ai cristiani irakeni testimoniano appunto che la Umma musulmana non è Al Qaeda, così come lo testimoniano ogni venerdì gran parte degli imam sunniti di tutto il mondo. Ovviamente risulta difficile per un musulmano superare gli esami di “laicità” o meglio di assimilazione che molti dei lettori di questo blog pretendono. Nel mio caso cerco di documentare che la “laicità” è una cultura di pretese universali ma che in realtà mostra la corda e spesso i bombardieri appena entra in contatto con qualcuno realmente “diverso”

  • danilo recchioni baiocchi

    @ Giuliana
    Va bene, non è assolutamente d’accordo. Ma può segnalarmi delle argomentazioni a favore della sua tesi? Può segnalarmi dei casi in cui appelli, inviti alla mobilitazione o che so io da parte di intellettuali nei Paesi islamici a favore dei valore fondanti di una convivenza democratica (uguaglianza fra i sessi, non discriminazione degli omosessuali, libertà di coscienza e di espressione, etc. etc.,) abbiano avuto successo, o possano ragionevolmente avere successo in futuro?
    A Lina nel post 14 sottolinea il valore della presa di posizione per il contesto in cui avviene: appunto, è quel che sostengo: in quel contesto gli intellettuali possono anche rischiare qualcosa sul piano individuale, ma non sono in grado di incidere sulle coscienze perchè sono altri, i religiosi, ad avere presa sulle coscienze individuali. Tanto di capello, ma…
    E torniamo al fatto che non si ha notizia che del peso e della capacità di mobilitazione (anche fisica e violenta)che hanno le prese di posizione (generalmente intolleranti ed inclini alla violenza) di imam, ulema e ayatollah. Sarei contentissimo di essere smentito, sarei rassicurato se Lei o qualcun altro ci riuscisse.
    In mancanza, è meglio guardare in faccia alla realtà, smetterla di farsi delle illusioni sull’islam e ragionare piuttosto su come relazionarsi a questa visione del mondo antitetica alla nostra.

  • lina

    @giuliana
    non era mia intenzione tornare sull’argomento, ma temo che la nostra ospite e moderatrice non abbia colto l’ambiguità di fondo del messaggio degli intellettuali che lei ci riporta.
    Un’ambiguità invece è stata ben percepita dai filo-islamici , a leggere i loro commenti.
    Se un linea culturale e politica ambigua la soddisfa e l’accontenta, a mio modesto avviso, vuol dire che impiegherà più tempo a rilevarne le prima o poi le contraddizioni.
    Io , una, ho provato a descriverla, ma forse non ci sono riuscita.
    Mi dispiace.

  • Ahmed

    Il paese esce dilaniato da una guerra civile terribile, causata dalla rottura della cappa del regime di Saddam Husseini, che pur garantiva equilibrio.
    La vita di chiunque si metta in evidenza puo’ essere a rischio, ed il gesto del gruppo di intellettuali brilla per coraggio e chiarezza.
    Non bisogna augurarsi il peggio per dimostrare la stoltezza di certe ideologie, ma lasciare sempre una porta aperta alla speranza.
    Non bisogna pensare che 14 secoli di oppressione ideologica abbiano lasciato il deserto. Chiunque sia stato in Iraq puo’ testimoniare di un tessuto intellettuale ricco e profondo, purtroppo preso di mira dalle fazioni in lotta proprio per la capacita’ di rompere i fronti ed agire/unire in modo trasversale.
    Confermo: tante belle persone in Medio Oriente. Ci vorranno anni per ricreare il tessuto della societa’ civile, oggi sotto assedio, ma non perdiamo la speranza.

  • Mauro Gerli

    Se ci vuole un intellettuale arabo per condannare massacri di cristiani nel mondo islamico. Chi difende il massacro dei diritti umani, degli oppositori e della libertà di pensiero, deve essere pagato da Berlusconi, un tanto a fesseria.

  • alvise

    A puro titolo informativo faccio presente che il 5 dicembre l’Associazione degli avvocati dell’Alta corte di Lahore – Pakistan ha adottato, all’unanimità, una risoluzione in cui si chiede al governo federale di non fare alcun emendamento alla sezione 295-c del Codice penale pakistano che prevede la pena di morte, o l’ergastolo, per chi è colpevole di blasfemia. L’Associazione ha dichiarato che non dovrebbe essere fatta nessuna modifica alla legge sulla blasfemia, e che il governo non deve cedere alle pressioni internazionali a questo riguardo.

    Forse che gli avvocati pakistani non sono “intellettuali” islamici ?

    Quello che a mio avviso manca – e si sente – è l’intervento degli “intellettuali” islamici che vivono in Europa. Il sig. Tarik Ramadan, noto esponente dell’ala integralista, residente in Svizzera, infatti tace su questi temi, come sulle impiccagioni per adulterio….per blasfemia ….per conversione ad altre fedi ….etc

  • carlo

    A pagina 146 del saggio EUROISLAM di Bassam Tibi –L’integrazione mancata- Marsilio editore 2003. Edito nel 2002 in Germania

    (Bassam Tibi è un siriano con passaporto tedesco, insegna in Germania, dove vive da quando era diciottenne. Musulmano non integralista, cerca una strada tra le due culture.)

    è scritto : “Salam, pace, significa nell’Islam anche allargamento del Dar al-Islam, della dimora dell’islam, e dialogo significa non solo scambio, ma comprende anche il Da’wa, un invito a convertirsi all’islam. Per i musulmani ortodossi lo scopo del dialogo non sta nello scambio e nei prestiti culturali, ma significa fare proselitismo. Ciò non può contribuire ad una comprensione reciproca e contraddice l’idea di un pluralismo religioso…..”

  • giuliana

    @alvise e tutti gli altri
    gli integralisti, crisitiani, musulmani, ebrei, buddhisti, sono tutti uguali, non banalizziamo, l’importante è che ci sia una parte della società, soprattutto gli intellettualim che escano allo scoperto. i dispiace doverlo dire e questo riguarda quasi tutti i lettori del mio blog siete anche voi integralisti perché non siete in grado di cogliere le differenze e le sfumature, così ilo dibattito diventa sterile, ognuno sulle proprie posizione senza cedere una virgola, vi rendete conto che non avete il coraggio di rimettervi minimamente in discussione? giuliana

  • alvise

    @sig.ra Giuliana
    le versioni finora esposte da tutti coloro che lei chiama “integralisti religiosi” sono l’esatta descrizione delle basi delle loro Fedi.
    Nessuno di questi ha mai avuto in mente l’idea di “convertire” l’altro.
    Non io W. Di Nunzio e tanto meno lui, me !

    Lei non si è resa conto del fatto – politico – che la vera “posta in gioco” è Giuliana Sgrena.
    Ovvero gli atei che frequentano il sito del Manifesto e che ci leggono.
    L’ateismo – il laicismo è già un’altra cosa – è il lato cultural-politico che esce perdente dal crollo delle ideologie.

    Il fatto che la sig.ra Giuliana sia costretta ad aggrapparsi a piccoli fatti, come il documento di alcuni intellettuali arabi, quando nessun intellettuale musulmano presente in Occidente ne ha sviluppato gli argomenti, conferma la singolarità e forse unicità di quel testo.

    E’ ovvio che la sig.ra Giuliana può cercare tutti gli spunti che convalidano la tesi del suo post (22), ma dovrebbe anche ammettere che è poca cosa, se pensiamo al silenzio dei musulmani che vivono tra noi sui casi che lei stessa solleva giustamente nel suo blog.

    In altre parole, gentile signora, non aveva capito di essere diventata lei la vera “posta in gioco” e non la discussione tra inconciliabili ?
    Alvise

  • giuliana

    @ alvise mi dispiace io sostengo le mie posizioni e non sono una posta in gioco di che? se non trovate interessante il mio blog c’è una sola soluzione e vale quello che ho già detto sotto a Di Nunzio: questo pingo pong è sterile ed inutile
    giuliana

  • alvise

    @giuliana
    ma su quali tetragone posizioni la sig.ra Giuliana si fissa ? La linea del “multiculturalismo” di qualche anno fa è diventata muta. All’integrazione degli islamici nella nostra società nessuno davvero crede.
    Se lei pensa che parlare nel suo blog di reggiseni in Arabia possa cambiare qualcosa, temo si stia illudendo.
    Se il suo intuito politico non rileva che la destra in tutta Europa sta vincendo proprio perchè ha fatto sua una posizione anti-islamica, sottraendo alla sinistra una fetta consistente del suo elettorato proletario; e se non coglie il fatto che il nemico più avversato di qualsiasi musulmano sono gli atei (molto più dei cristiani), su quali basi vuol ragionare ?
    Sbaglio se affermo che l’iniziativa politica-culturale è nelle mani dei “credenti” e non in quelle degli “illuministi” ?
    A questi ultimi resta solo la possibilità di scegliere – non necessariamente di “convertirsi” – a quale gruppo vorrà appartenere culturalmente, perchè più vicino.
    Oggi il suo obiettivo minimo è : rivendicare la sua appartenenza alla cultura europea, che è intrisa di cristianesimo. Non di islam.

  • Valter Di Nunzio

    @ALVISE Sarò interessato, ma sono meno pessimista di lei. Cosa vuol dire essere integrati? Fare lo stesso lavoro, usare la stessa moneta, capire la lingua, rispettare le leggi…io sono un musulmano molto, molto integrato. Condividere i valori prevalenti nella morale, religione o nella cultura.. is an horse of another colour, come si dice in America, è assimilazione. Il fatto che le destre europee vincano le elezioni cavalcando la xenofobia in fondo riguarda temporaneamente i musulmani ma anche gli albanesi, gli slavi, i rom. In fondo il vero problema degli ex proletari europei è che sono sempre più sterili, vecchi e poco propensi a fare i badanti, i lavapiatti, i facchini, i braccianti ma anche incapaci di trasformarsi in ingegneri, web designer e quant’altro. Per questo, prima o poi, dovranno farsene una ragione e accettare gente che ha altri valori ma paga la loro pensione.
    Sull’utilità e l’inutilità del dialogo fra diversi la rimando alle splendide parole che Marguerite Yourcenar mette in bocca al suo Adriano a proposito dei cristiani. Se entrambi esprimono i propri punti di vista con onestà e sincerità, senza nascondersi le differenze, potranno più facilmente capire le regole MINIME che rendono la convivenza utile.
    Non capisco in che senso dice che la posta in gioco di questo blog siano Giuliana o gli atei o gli agnostici. Credo che queste categorie siano la maggioranza dell’Europa e non mi aspetto che diventino musulmani in massa. Sarei contento che avessero una visione meno distorta di noi, così come ce l’hanno molti cristiani che condividono con noi la fede nell’unico Dio (Sia gloria a Lui,l’Altissimo).

  • eugenio

    Chiedo a tuttti coloro che sono intervenuti in questa importante discussione se sono a conoscenza che nel corano e’ contemplato il diritto-dovere del musulmano credente ad uccidere il correligionario apostata o professante l’ateismo ? Ricordo di averlo letto in qualche sura (tra le ultime) del Corano. Non credo che in altre religioni sia contemplato qualcosa del genere ….cosi’ criminale.

  • Paolo1984

    mi fa piacere che Valter Di nunzio citi Marguerite Yourcenar, una scrittrice bisessuale (nel corso della sua vita s’innamorò grandemente prima di una donna poi di un uomo) che in un Paese islamico avrebbe fatto una fine orribile.

  • Valter Di Nunzio

    @ eugenio. Quale? Non sarà in qualche edizione curata dalla CIA o dal Mossad?

  • giuliana

    @eugenio non credo si possano fare affermazioni così gravi per un sentito dire o averlo letto da qualche parte. Non le sembra che sia perlomeno poco serio? giuliana

  • danilo recchioni baiocchi

    @ eugenio
    @ valter di nunzio
    @ giuliana
    In materia di islam e aposasia consiglio la lettura del seguente articolo:

    http://www.asianews.it/notizie-it/L'uccisione-dell'apostata-non-%C3%A8-nel-Corano,-ma-nelle-convinzioni-delle-masse-5748.html

  • http://www.uniroma.tv uniroma.tv

    Al seguente link potrete visionare il servizio sul convegno riguardnate l’arabaismo tenutosi al caffè letterario “arabaismo al caffè”
    http://www.uniroma.tv/risultati_cerca.asp?r_type=avanzata&id_u_cerca=4&id_f_cerca=&id_d_cerca=&id_r_cerca=6&id_cont_cerca=&au_cerca=&chiave_ricerca=&id_video=17997

    Ufficio Stampa uniroma.tv
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