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Quinto Stato

INPS: Io Non Posso Saldare

Torneranno una volta al mese sotto le sedi dell’Inps. Sono gli attivisti della campagna #iononpossosaldare, lavorano con la partita Iva, con contratti di collaborazione, a ritenuta d’acconto, sono lavoratori e lavoratrici autonome che ieri hanno dovuto versare un acconto alla gestione separata dell’Inps, uno scandalo dei nostri tempi (di austerità). Durante un flash mob, dove hanno esposto cartelli e diffuso video su tutta la rete, questi lavoratori del Quinto Stato hanno raccontato come la riforma Fornero aumenterà, entro il 2018, la loro aliquota previdenziale al 33%. Persone che guadagnano, se va bene, mille euro al mese lasceranno quindi un terzo del loro reddito per una pensione che con ogni probabilità non riceveranno mai al termine della loro “carriera” lavorativa. ” In Italia sono almeno 4 milioni gli oustider del welfare e con la crisi i numeri sono destinati a crescere. E mentre la nave affonda super-compensi e super-pensioni dei super-manager rimangono intatti, anzi, aumentano”. L’allusione è al presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, il quale ricopre cariche importante in una serie di società controllate dall’Inps, come Equitalia. “guadagna 1,2 milioni di euro l’anno e “occupa” 25 poltrone, tra cui la vice-presidenza di Equitalia stessa. Voluto da Berlusconi e amicone di Gianni Letta, con una mano toglie, con l’altra punisce e toglie ancora di più”.

La gestione separata Inps e riforma Fornero

Bisogna ricordare che la riforma Fornero prevede un vergognoso, ulteriore aumento delle aliquote della Gestione Separata INPS per oltre un milione e mezzo di lavoratori autonomi di seconda e terza generazione, portando il montante contributivo dal 27,72% al 33%, in cambio di nessuna prestazione sociale: infatti si andrà a ingrossare le casse del sistema previdenziale, per la Gestione Separata, che dal 1996 raggiunge miliardi di euro (e prima migliaia di miliardi di lire) di attivo, con i quali ripiana i buchi delle altre casse in deficit del super-INPS, non emettendo, fino al 2038, neanche una pensione.

In questa situazione vive il Quinto Stato che ha manifestato oggi sotto la sede dell’Inps a Roma. Pensiamo, in particolare, ma non esclusivamente, ai professioni, meglio sarebbe dire il lavoro intellettuale svolto in forma indipendente – con Partita Iva, con una microimpresa dove il titolare è tutto, con studi associati – sono un universo distinto tra coloro che hanno un Ordine e coloro che ne sono privi, tra coloro che sono obbligati a versare i contributi alla Gestione Separata INPS e coloro che usufruiscono di una cassa previdenziale privata (si dovrebbe fare una riflessione su come vengono gestite queste casse e di come certe volte hanno buttato al vento i soldi di chi le ha rimpinguate per anni). Ci sono una ventina di Ordini professionali ma più di duecentocinquanta, censite dal CNEL, Associazioni professionali non ordinistiche. Chiedete a un giovane medico, a un giovane avvocato, a un giovane architetto a cosa serve il suo Ordine, come lo protegge sul mercato, ti guarderà come per dire: “mi stai pigliando in giro?”.