closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Antiviolenza

Ingroia risponde al mio appello su femminicidio e Pas

  • Pubblico con piacere la prima risposta arrivata in maniera pubblica alla Lettera aperta (a sinistra) su Femminicidio e Pas che ho scritto 10 giorni fa rivolgendomi ai leader della sinistra italiana (Bersani, Vendola, Ingroia) con la richiesta di prendere posizione pubblica attraverso una presa d’incarico personale su questi temi che coinvolgono i cittadini e le cittadine italiane. Ringrazio Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile, per questa sua risposta e lo faccio in maniera particolare perché è stato il primo dei tre a prendersi la briga di pensare e di scrivere un testo di risposta a questa lettera, senza sottovalutare le richieste che arrivano dalla società civile, soprattutto in un momento in cui le donne continuano a essere aggredite, stuprate, uccise dai propri partner, mentre i bambini continuano a essere rinchiusi in casa famiglia per affidamenti contesi tra genitori. Ringrazio poi Ingroia anche per aver firmato, due giorni fa, la Convenzione nazionale “No More!” contro la violenza maschile sulle donne – femmincidio, che ha al suo interno indicazioni chiare e precise per l’applicazione di politiche attive immediate per il contrasto del femminicidio in Italia, compreso anche l’arresto dell’uso della Pas (sindrome di alienazione parentale) nei tribunali italiani. Convenzione firmata qualche mese fa anche da Nichi Vendola, leader di Sel, al quale rinnovo l’invito a rispondere a questa Lettera aperta, così come rinnovo l’invito a Pierluigi Bersani, leader del Pd, che pur non avendo firmato la Convenzione “No More!” ha sostenuto il disegno di legge per il contrasto al femminicidio proposto dalla senatrice Anna Serafini. L’invito è quindi quello di prendere parola pubblica da parte dei leader della sinistra, e di farlo attraverso i loro siti e blog ma anche nelle loro tribune televisive e di piazza pronunciando la parola “femminicidio” e dichiarando una presa d’incarico chiara durante la campagna elettorale e prima di arrivare in Parlamento. Un invito che si estende al desiderio di avere in Italia una sinistra unita sui temi dei diritti delle donne e dei minori che pur non avendo colore politico, appartengono storicamente e culturalmente alla sinistra, una sinistra che se è unita potrà vincere di fronte a uno schieramento molto più pericoloso nonché estraneo a certe tematiche, quando non apertamente contrario e dannoso. Ringrazio anche Frida Alberti, Sara Vatteroni, Tommaso Montebello (candidati di Rivoluzione civile), Celeste Costantino e Laura Boldrini (candidate di Sel), per aver risposto al mio appello su questo blog e su Twitter: interventi che saranno ripresi per aprire un dibattito politico e pubblico su Femminicidio e Pas in vista delle elezioni. E ringrazio anche tutte le persone che hanno aderito e che continuano ad aderire all’appello, partecipando anche attivamente al dibattito con i loro commenti al blog e sui social network. 

Grazie, Luisa Betti

#femminicidionopas

______________________

da www.rivoluzionecivile.it

La mia risposta alla lettera aperta sul femminicidio e Pas

Posted feb 2 2013 by Antonio Ingroia

femminicidio

Cara Luisa Betti,
la parità di genere e la salvaguardia dei minori contro ogni forma di violenza e di discriminazione rappresentano una fondamentale battaglia di giustizia sociale, che abbiamo intenzione di condurre in Parlamento come un impegno essenziale del nostro progetto politico. La tutela della donnacostituisce ancora un’emergenza sociale, la violenza su di loro va contrastata attraverso politiche educative e di prevenzione, inasprimento delle sanzioni e tutele adeguate per chi é vittima di ogni atto lesivo dell’integrità fisica e psicologica.

L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che nessuno può essere discriminato per causa di razza, sesso, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali. Un principio fondamentale che purtroppo non è ancora garantito: per questo, in Parlamento, presenteremo una proposta legislativa contro ilfemminicidio. Allo stesso modo, la tutela dei diritti dei minori non viene garantita dagli attuali strumenti normativi ed è necessario adeguare la nostra legislazione a quella delle democrazie più avanzate. Quella dell’affidamento è una questione delicata ed urgente da affrontare, insieme a quella della protezione dei minori da ogni tipo di abuso. Noi siamo dalla parte dei non tutelati. Un Paese che vuole dirsi moderno non può consentire che siano calpestati i diritti basilari dell’individuo, anche per questo serve una Rivoluzione Civile.

Antonio Ingroia

________________________

Qui di seguito la lettera rivolta ai tre leader della sinistra su Femminicidio e Pas, spedita 10 giorni fa e resa pubblica su questo blog, ripresa poi nei social network, a cui hanno aderito e stanno aderendo sempre più donne e uomini, e alla quale Stefania Spanò si è unita con questa bellissima illustrazione di Annarikka.

 

Basic CMYK

Lettera aperta (a sinistra) su Femminicidio e Pas

Gentili Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Antonio Ingroia,
indirizzo questa lettera a Voi in veste di rappresentanti di quel mondo della sinistra italiana che è storicamente e culturalmente portavoce dei diritti delle donne e dei minori, per sottoporVi alcuni gravi fenomeni che colpiscono molti tra gli italiani e le italiane in cui bisogni andrete a rappresentare in Parlamento.
In qualità di giornalista esperta di diritti umani, e in particolare di violenza sulle donne e diritti violati dei minori, faccio appello a Voi affinché prendiate pubblicamente posizione, in questa campagna elettorale, su femminicidio, violenza sulle donne, uso della sindrome di alienazione parentale nei tribunali come lesione dei diritti fondamentali del fanciullo, fenomeni che stanno causando in Italia rispettivamente 1 donna uccisa ogni tre giorni, di cui il 70% all’interno di violenze domestiche che in Italia rappresentano l’85% della violenza sulle donne (dati ONU), mentre sempre più numerosi sono i bambini prelevati dal contesto in cui vivono per essere rinchiusi in case famiglia a causa dei ricorsi giudiziari sull’affidamento che spesso nascondono casi di violenza subita e/o assistita del minore o maltrattamenti o abusi (ci sono attualmente 30.000 bambini che transitano nelle case famiglia in Italia e in parte per contrasti sull’affido).

A questo proposito Vi invito a riflettere sul fatto che una delle chiavi per il miglioramento della società, come anche la ripresa economica in una crisi che è mondiale, oggi dipende dalle donne. E a dirlo non sono io, ma le Nazioni Unite che hanno constatato, attraverso programmi specifici di sviluppo nel mondo, come le donne in grado di decidere in una casa, in un’azienda, in un campo da coltivare, in una famiglia povera in cui ci sono bambini da crescere, sia una seria opportunità di vita e di sviluppo per l’intera comunità. La gestione delle risorse per il bene comune è fondamentale in questo momento, e le donne in tutto ciò hanno una marcia in più: hanno la capacità umana di pensare all’altro.

Cominciamo allora con il tutelare le italiane dall’essere uccise dall’ex marito.
Cominciamo cercando di prevenire la violenza sulle donne, soprattutto tra le mura domestiche che rappresenta la stragrande maggioranza dei casi di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica in questo Paese.
Cominciamo vietando di far strappare “legalmente” bambini e bambine alle loro madri che invece di essere tutelati sono esposti a ulteriori traumi.

Vi chiedo di farlo non solo inserendo questi punti nell’agenda politica o coinvolgendo i vostri candidati e le vostre candidate, ma parlandone nei vostri interventi pubblici in prima persona in questa campagna elettorale.
Questa è la sinistra che molte donne vogliono, una sinistra con un cuore di cui si senta distintamente il battito.

Grazie per quello che farete e per la Vostra cortese attenzione

Cordiali saluti
Luisa Betti