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Antiviolenza

Ingroia risponde al mio appello su femminicidio e Pas

  • Pubblico con piacere la prima risposta arrivata in maniera pubblica alla Lettera aperta (a sinistra) su Femminicidio e Pas che ho scritto 10 giorni fa rivolgendomi ai leader della sinistra italiana (Bersani, Vendola, Ingroia) con la richiesta di prendere posizione pubblica attraverso una presa d’incarico personale su questi temi che coinvolgono i cittadini e le cittadine italiane. Ringrazio Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile, per questa sua risposta e lo faccio in maniera particolare perché è stato il primo dei tre a prendersi la briga di pensare e di scrivere un testo di risposta a questa lettera, senza sottovalutare le richieste che arrivano dalla società civile, soprattutto in un momento in cui le donne continuano a essere aggredite, stuprate, uccise dai propri partner, mentre i bambini continuano a essere rinchiusi in casa famiglia per affidamenti contesi tra genitori. Ringrazio poi Ingroia anche per aver firmato, due giorni fa, la Convenzione nazionale “No More!” contro la violenza maschile sulle donne – femmincidio, che ha al suo interno indicazioni chiare e precise per l’applicazione di politiche attive immediate per il contrasto del femminicidio in Italia, compreso anche l’arresto dell’uso della Pas (sindrome di alienazione parentale) nei tribunali italiani. Convenzione firmata qualche mese fa anche da Nichi Vendola, leader di Sel, al quale rinnovo l’invito a rispondere a questa Lettera aperta, così come rinnovo l’invito a Pierluigi Bersani, leader del Pd, che pur non avendo firmato la Convenzione “No More!” ha sostenuto il disegno di legge per il contrasto al femminicidio proposto dalla senatrice Anna Serafini. L’invito è quindi quello di prendere parola pubblica da parte dei leader della sinistra, e di farlo attraverso i loro siti e blog ma anche nelle loro tribune televisive e di piazza pronunciando la parola “femminicidio” e dichiarando una presa d’incarico chiara durante la campagna elettorale e prima di arrivare in Parlamento. Un invito che si estende al desiderio di avere in Italia una sinistra unita sui temi dei diritti delle donne e dei minori che pur non avendo colore politico, appartengono storicamente e culturalmente alla sinistra, una sinistra che se è unita potrà vincere di fronte a uno schieramento molto più pericoloso nonché estraneo a certe tematiche, quando non apertamente contrario e dannoso. Ringrazio anche Frida Alberti, Sara Vatteroni, Tommaso Montebello (candidati di Rivoluzione civile), Celeste Costantino e Laura Boldrini (candidate di Sel), per aver risposto al mio appello su questo blog e su Twitter: interventi che saranno ripresi per aprire un dibattito politico e pubblico su Femminicidio e Pas in vista delle elezioni. E ringrazio anche tutte le persone che hanno aderito e che continuano ad aderire all’appello, partecipando anche attivamente al dibattito con i loro commenti al blog e sui social network. 

Grazie, Luisa Betti

#femminicidionopas

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da www.rivoluzionecivile.it

La mia risposta alla lettera aperta sul femminicidio e Pas

Posted feb 2 2013 by Antonio Ingroia

femminicidio

Cara Luisa Betti,
la parità di genere e la salvaguardia dei minori contro ogni forma di violenza e di discriminazione rappresentano una fondamentale battaglia di giustizia sociale, che abbiamo intenzione di condurre in Parlamento come un impegno essenziale del nostro progetto politico. La tutela della donnacostituisce ancora un’emergenza sociale, la violenza su di loro va contrastata attraverso politiche educative e di prevenzione, inasprimento delle sanzioni e tutele adeguate per chi é vittima di ogni atto lesivo dell’integrità fisica e psicologica.

L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che nessuno può essere discriminato per causa di razza, sesso, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali. Un principio fondamentale che purtroppo non è ancora garantito: per questo, in Parlamento, presenteremo una proposta legislativa contro ilfemminicidio. Allo stesso modo, la tutela dei diritti dei minori non viene garantita dagli attuali strumenti normativi ed è necessario adeguare la nostra legislazione a quella delle democrazie più avanzate. Quella dell’affidamento è una questione delicata ed urgente da affrontare, insieme a quella della protezione dei minori da ogni tipo di abuso. Noi siamo dalla parte dei non tutelati. Un Paese che vuole dirsi moderno non può consentire che siano calpestati i diritti basilari dell’individuo, anche per questo serve una Rivoluzione Civile.

Antonio Ingroia

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Qui di seguito la lettera rivolta ai tre leader della sinistra su Femminicidio e Pas, spedita 10 giorni fa e resa pubblica su questo blog, ripresa poi nei social network, a cui hanno aderito e stanno aderendo sempre più donne e uomini, e alla quale Stefania Spanò si è unita con questa bellissima illustrazione di Annarikka.

 

Basic CMYK

Lettera aperta (a sinistra) su Femminicidio e Pas

Gentili Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Antonio Ingroia,
indirizzo questa lettera a Voi in veste di rappresentanti di quel mondo della sinistra italiana che è storicamente e culturalmente portavoce dei diritti delle donne e dei minori, per sottoporVi alcuni gravi fenomeni che colpiscono molti tra gli italiani e le italiane in cui bisogni andrete a rappresentare in Parlamento.
In qualità di giornalista esperta di diritti umani, e in particolare di violenza sulle donne e diritti violati dei minori, faccio appello a Voi affinché prendiate pubblicamente posizione, in questa campagna elettorale, su femminicidio, violenza sulle donne, uso della sindrome di alienazione parentale nei tribunali come lesione dei diritti fondamentali del fanciullo, fenomeni che stanno causando in Italia rispettivamente 1 donna uccisa ogni tre giorni, di cui il 70% all’interno di violenze domestiche che in Italia rappresentano l’85% della violenza sulle donne (dati ONU), mentre sempre più numerosi sono i bambini prelevati dal contesto in cui vivono per essere rinchiusi in case famiglia a causa dei ricorsi giudiziari sull’affidamento che spesso nascondono casi di violenza subita e/o assistita del minore o maltrattamenti o abusi (ci sono attualmente 30.000 bambini che transitano nelle case famiglia in Italia e in parte per contrasti sull’affido).

A questo proposito Vi invito a riflettere sul fatto che una delle chiavi per il miglioramento della società, come anche la ripresa economica in una crisi che è mondiale, oggi dipende dalle donne. E a dirlo non sono io, ma le Nazioni Unite che hanno constatato, attraverso programmi specifici di sviluppo nel mondo, come le donne in grado di decidere in una casa, in un’azienda, in un campo da coltivare, in una famiglia povera in cui ci sono bambini da crescere, sia una seria opportunità di vita e di sviluppo per l’intera comunità. La gestione delle risorse per il bene comune è fondamentale in questo momento, e le donne in tutto ciò hanno una marcia in più: hanno la capacità umana di pensare all’altro.

Cominciamo allora con il tutelare le italiane dall’essere uccise dall’ex marito.
Cominciamo cercando di prevenire la violenza sulle donne, soprattutto tra le mura domestiche che rappresenta la stragrande maggioranza dei casi di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica in questo Paese.
Cominciamo vietando di far strappare “legalmente” bambini e bambine alle loro madri che invece di essere tutelati sono esposti a ulteriori traumi.

Vi chiedo di farlo non solo inserendo questi punti nell’agenda politica o coinvolgendo i vostri candidati e le vostre candidate, ma parlandone nei vostri interventi pubblici in prima persona in questa campagna elettorale.
Questa è la sinistra che molte donne vogliono, una sinistra con un cuore di cui si senta distintamente il battito.

Grazie per quello che farete e per la Vostra cortese attenzione

Cordiali saluti
Luisa Betti

  • Adriana Andò

    Grazie ad Antonio Ingroia della sua risposta. Noi terremo le copie di quanto scrivono e le registrazioni di quanto dicono e poi controlleremo.

  • Massimo Rosini

    il dott. Ingroia prima ricorda l’art. 3 della costituzione che che vieta discriminazioni tra l’altro in base al sesso e poi si dichiara favorevole ad una tutela accentuata delle vittime di un sesso piuttosto che di un altro? Si contraddice.

  • Emilia

    Un magistrato comunista e femminista… ha ragione Berlusconi

  • patrizia

    Forse caro Massimo c’è bisogno di una tutela “accentuata” per le vittime di femminicidio, perchè ogni santo giorno che Dio concede al mondo di veder sorgere c’e notizia dell’uccisione di una donna? Che dici, o vogliamo negare e strumentalizzare anche questo dato, come qualche misogino di nostra comune conoscenza continua a fare….
    magari giustifichiamoli pure questi omicidi, con le “vessazioni e ricatti morali” che quest’orda di rampanti e spietate “femminaziste” continua a perpetuare ai danni di questi poveri maschietti.
    E li definisco maschietti non a caso, perchè gli uomini quelli veri, sono di tutt’altro stampo e non hanno bisogno di usare la violenza ne come alibi, ne come mezzo per far valere i loro sacrosanti diritti.

  • patrizia

    In quanto alla famigerata PAS ricordo a tutti che :

    il DSM, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, che è il punto di riferimento internazionale a livello scientifico, non ha inserito nella prossima edizione del 2013 questa sindrome, nonostante le pressioni, giunte da più parti, di gruppi con precisi interessi.
    E, se per la psichiatria riconosciuta a livello internazionale, la PAS non è una sindrome, perché non si sono trovati i presupposti scientifici per considerarla tale e per inserirla nel DSM, come è possibile che venga utilizzata nei tribunali italiani per decidere della vita dei bambini e dei loro genitori?

    Non bastasse questo , basta ricordare le scene strazianti viste e riviste, con bambini letteralmente strappati dalle braccia dei genitori, prelevati da scuola come criminali, periziati e sezionati come fossero loro ad essere malati…

    Questa teoria in Italia sta imperversando in molte cause di separazioni difficili.
    Nei casi in cui un bambino italiano si rifiuta di incontrare il padre e anzi racconta di aver subito abusi di vario genere e violenze, allorquando la madre denuncia tali abusi sul figlio, si attiva un ingranaggio terribile tra le maglie di servizi sociali, ctu, ctp, centri pubblici o privati per arrivare a diagnosticare la sindrome della Pas e per arrivare a dire che il bambino ha inventato tutto perché istigato dalla madre.

    VOgliamo negare anche questo?

    Guarda caso però le accuse di PAS riguardano solo e soprattutto i figli di genitori molto abbienti con separazioni conflittuali, che possono rivolgersi a determinate figure del mondo dell’avvocatura e del mondo della psichiatria e della psicologia.
    È una pseudo-sindrome, dunque, che colpisce quasi esclusivamente le fasce più agiate della società.

    Innegabile è dunque il giro di denaro che muove tutta la macchina, che giunge a stritolare il povero bambino senza che abbia possibilità di essere ascoltato, senza preconcetti, in ambito giudiziario.
    Esiste qualche caso di PAS in cui sono i padri ad essere allontanati perché giudicati alienanti, ma nel complesso è un problema di ‘genere’. Quasi sempre la donna, infatti, è il genitore che aliena il bambini.

    Ora, se qualche donna dovesse indurre un figlio a raccontare cose
    infamanti sul padre, questo è sicuramente un misfatto che deve seguire vie penali e deve essere severamente punito con le pene corrispondenti.

    Ma non si può a priori, considerare qualsiasi madre che denuncia fatti gravi, una delinquente e qualsiasi bambino che chiede aiuto nei confronti di un genitore violento, un babbeo che può essere indotto a fare qualsiasi casa da una donna perversa e livida di gelosia.

  • Emilia

    Patrizia, io sono d’accordo con chi definisce “feminaziste” quelle che cercano di impedire la protezione dei bambini dall’abuso della PAS.

  • patrizia

    pubblico stralcio di intervento in radio da parte della Presidente di una di quelle associazioni che si dicono a tutela dei bambini.

    CIto testuali parole della Gentile SIgnora:

    “la Pas è l’unico sistema per far si che un bambino abbia diritto a tutti e due i genitori cioè nel senso che non sia plagiato da nessuno dei due genitori…..

    ma è già in precedenza che veramente si raggiunge il limite della comicità e dell’umorismo:

    ” ehmmm secondo me il femminicidio è una discriminazione positiva…perche domando al dottor Ingroia…ma se una donna uccide un’altra donna, o un omosessuale uccide una donna, o se una donna viene uccisa durante una rapina, chi è che decide se è femminicidio oppure no?? e ancora il femminicidio non è forse una discriminazione positiva in aperto contrasto con l’articolo 3 della costituzione italiana??”

    Cioè?

    Auspico che la signora si rilegga la trascrizione si rende conto di ciò che ha detto.

    Oltretutto sempre la battagliera Signora e i suoi amici, successivamente sulle pagine della loro Movimento ” sentenziano che il dott. Ingroia abbia dato l’impressione di una scarsa conoscenza della materia in oggetto.

    Ascoltate anche voi :

    Al minuto 14:57 la domanda di A.T. su femmicidio e PAS.

    Al minuto 17:44 la risposta di Ingroia ….che povero, non è che non sia ferrato in materia , secondo me proprio non ha proprio capito il discorso quale dovrebbe essere la domanda e dove si voleva porre l’accento…

    Non per difendere il malcapitato leader politico, ma obiettivamente cosa vuoi rispondere a chi ti chiede se il femminicidio e una “discriminazione positiva” e dice che la PAS e il solo mezzo per tutelare i bambini?

  • alex1

    Cara patrizia, lascia stare i tuoi giudizi sui “maschietti” perche’ andando di questo passo potremmo ritirare fuori (anche se spero che non si arrivi a tanto) il concetto di “femminucce”. Mi sembri tanto un po’ razzista con l’altro sesso, non so se per approccio tuo personale o culturale. L’altro giorno in India sotto la pressione di una pletora di “parafemministe” e’ stata approvata una legge che prevede la pena di morte per il reato di stupro…e’ vero progresso? e cosa dicono coloro che si battono per l’abolizione della pena di morte nel mondo? abolirla si ma con qualche eccezione? Non si riesce a capire che si sta lasciando alla destra il tema della tutela dei padri separati ad esempio, troppo spesso cornuti (e’ proprio il caso di dirlo) e mazziati?

  • http://Www.genitorisottratti.it ROBERTO

    La violenza sulla donna è una realtá ma attenzione, non va strumentalizzata come sta accadendo, oltremisura, il reale peso é qualcosa che sfugge ai più, poiché i dati e il tam tam mediatico che ne consegue, non sono parametrati. Invito tutti a prendere visione di cosa dice l’ ONU sul nostro paese, in un lavoro di ricerca parametrato che non pende da nessuna parte e ha il taglio dell’obiettivitá. Poi invito alla riflessione sulle campagne marcate col nome di femminicidio.
    Buona visione a tutti.

    http://www.genitorisottratti.it/2013/01/onu-ricerca-sulla-violenza-nel-mondo-e.html

  • Max

    Mi pare che di passi in avanti non se ne vogliono proprio fare. Sono anni che si parla di diritti delle donne e di sistemi per farle essere uguali agli uomini. Bene non mi pare che le quote rosa siano la soluzione, come del resto non mi pare assolutamente nel rispetto della costituzione il parlare di reato + grave se ad essere uccisa sia una donna. Quando si dice che ogni giorno che ha fatto dio viene uccisa una donna da un suo ex partner, faccio presente che denunciare un problema non può risolversi con il creare la sindrome del mostro. Si perché ogni giorno muoiono uomini e donne per i + disparati motivi e mi spiace che si ragioni su un reato di omicidio sulla base di un personale senso di fastidio. Si perché la morte di una donna non è meno sopportabile di quella di un uomo? L’omicidio è qualcosa che va condannato punto. A prescindere da chi lo compie e dai motivi che lo portano a farlo. Ma veramente pensate che una donna venga uccisa meno se il reato di omicidio si inasprisse?Le persone che arrivano a farlo purtroppo sono persone con evidenti problemi psicologici e quando compiono tali atti lo fanno non certo pensando alle conseguenze neanche per se stessi. Il femminicidio, deve essere combattuto a partire dalla cultura delle persone alla non violenza. Ma come si fa a combattere la violenza se poi si cerca di discriminare la violenza a seconda di chi la commette e guardando dall’altra parte se la violenza perpetrata non è cruenta per via di spargimento di sangue?E con questa domanda mi aggancio all’altra questione….la PAS, sulla quale mi pare si voglia parlare non con obbiettività, ma sempre per difendere la categoria. Si perché non riconoscere che ci siano madri che cercano in tutti i modi di allontanare i figli dai padri è come voler negare che il sole sorge tutte le mattine.
    Che questo meccanismo per cui i figli con l’andar del tempo assumono tali comportamenti di rifiuto, non dipenda solo dai padri malevoli che maltrattano i figli è noto a chi conosce l’animo umano e non nega per paura che questo faccia perdere lo status di “vittima” a tutti i costi!
    La donna in molti casi è vittima di uomini,per onestà intellettuale non si può certo negare, ma non riconoscere che anche la malvagità e la vendetta possa albergare nell’animo di una donna è altrettanto errato!Come non riconosce che ogni individuo usa le armi che ha a disposizione, per difendersi ma anche per offendere. I figli sono per alcune donne l’arma ideale da usare, e negare anche questo non rende giustizia ed onore ne ai bambini, ne a quelle donne oneste che invece si comportano bene. In molti paesi il problema dell’alienazione genitoriale è stato chiarito punendo severamente quei genitori che inducono il bambino a comportamenti innaturali e su questo senza discriminazione. Qui in italia invece che parlare del problema lo si nasconde per paura che questa cosa venga usata dagli uomini contro le donne. Come del resto si contrasta l’introduzione della reale bigenitorialità come un attacco alle madri,ed il voler cancellare la maternità. Niente di + falso e pretestuoso. I reati vanno dichiarati e perseguiti senza pregiudizi.Mi chiedo allora perché se una madre dichiara che il bambino è stato abusato sessualmente dal padre dovrebbe scattare la misura preventiva verso il padre prima che si accerti che sia vero.So già che la risposta sarà..è per tutelare la salute del bambino!Bene e delle violenze psicologiche?Dove le vogliamo mettere?E’ lecita?E’ tollerabile?Ecco quindi il problema di chi nega la PAS,la paura che qualcuno dica che il bambino l’ha subita e che quindi si inneschi una procedura per accertare se il rifiuto del genitore è stato indotto.Quante sono le false denunce di abuso sessuale?Tante.E purtroppo ad accertamenti avvenuti, il padre è oramai un estraneo per il bambino ed il rapporto compromesso per sempre, senza considerare i traumi derivanti dagli accertamenti che il bambino subisce a seguito di una denuncia.Però si vuole ancora discriminare,dare armi a qualcuno si a qualcun’altro no.Be così, mi spiace non si andrà mai avanti e mai si faranno gli interessi dei deboli, fossero essi bambini, donne o uomini!La sinistra sta dimostrando di tradire i suoi valori ispiratori,o meglio di aver deciso che è politicamente corretto e conveniente difendere + certi cittadini che altri.Ecco perché in tanti anche se vicini agli ideali storici della sinistra si trova costretta a far confluire il voto verso altri.

  • alex1

    Tempo fa Guzzanti, attaccato dalla ministra Carfagna solo per essere il padre di sabina, disse che “ormai siamo in una mignot*ocrazia”. Senza voler prendere questa generalizzante affermazione come oro colato, mi sembra che l’estremismo femminista stia arrivando all’apice. Un nuovo razzismo basato sul sesso, secondo il quale la gravita’ di un crimine si basa sul sesso di chi lo commette e su quello della vittima. Si era cominciato con le apparentemente innocue “quote rosa”, proseguendo con la discriminazione dell’uomo nei rapporti personali con la donna secondo una morale comune per cui la donna e’ sempre deresponsabilizzata e giustificata nei rapporti di coppia. Adesso qualcuno esulta per la pena di morte inserita in India per gli autori di stupro, magari gli stessi che attaccano l’Iran perche’ prevede la pena di morte e difendono la l’uxoricida Sakineh E’ il segno di un declino della nostra civilta’, che non sa proseguire sulla strada della giustizia, ma solo su quella del muro contro muro.

  • Emy

    Indirizzato alla signora Patrizia e alle sue “amiche”:

    La Cassazione ha confermato gli arresti di molti utenti che, su facebook scaricano la propria frustrazione contro una donna, pagina, gruppo ecc.
    La “condotta persecutoria e assillante” nei confronti di una persona attraverso Facebook costituisce quindi una vera e propria molestia punibile in base al nuovo reato di stalking.
    Facebook, probabilmente il più noto social network del momento, sotto la lente della magistratura penale.
    Infatti, la Corte di Cassazione ha ritenuto punibile per stalking la persecuzione attuata anche con video e massaggi inviati sui social network, con la sentenza n. 32404 del 30 agosto 2010.
    La sesta sezione penale della Suprema Corte con la statuizione in esame ha confermato la custodia cautelare pronunciata dal Tribunale di Sorveglianza di Potenza nei confronti di un uomo indagato per aver inviato una serie di filmati a luce rosse e fotografie alla ex e quindi per il reato di “atti persecutori” di cui all’art. 612-bis c.p., introdotto con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11 meglio noto con il termine anglosassone “stalking”.

  • Massimo Rosini

    Gentile signora Patrizia, come il dott. Ingroia sa e lei dovrebbe sapere, cardine irrinunciabile dello Stato di Diritto è l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge: anche ci fossero 100 donne al giorno uccise da maschi ed un solo uomo ucciso da una donna in 100 anni quella donna che uccide quell’uomo deve avere la stessa pena di tutti gli altri! ne’ piu’ ne’ meno. Chiedere qualcosa di diverso ci porta fuori dallo Stato di Diritto come lei sembra desiderare ardentemente. Quanto alla famosa PAS il fatto che non sia nel DSM (da cui pare verrà espunta perfino la pedofilia e trattata come un normale orientamento sessuale e ho detto tutto) ben poco cale. A parte il fatto che che al paragrafo v61.20 il DSM annovera “problemi relazionali tra genitore e figli” in cui l’alienazione genitoriale (PAS o non PAS che li voglia chiamare) entra a pienissimo titolo e perciò è sbagliato quanto da lei affermato. Comunque il fenomeno di un genitore rifiutato senza motivo dai figli in sede di separazione è noto da secoli, che dico, da millenni. Esiste, pacificamente accettata da tutti senza la minima discussione la nota “sindrome di Stoccolma” (e non è nel Dsm) Secondo la banca dati FBI ben l’8% delle persone prese in ostaggio la contrae: adulti perfettamente sani in brevissimo tempo e con metodi violenti veengono manipolati da perfetti sconosciuti. Se avviene questo (e questo avviene eccome) vuole forse affermare che un genitore con metodi molto più sofisticati e con molto più tempo a disposizione non possa manipolare la mente di un bambino ed indurlo a rifiutare l’altro genitore con cui lo stesso bambino in costanza di matrimonio andava perfettamente d’accordo? Del fenomeno dei Bambini kamikaze che mi dice? Esiste? Sono felici e consapevoli quando si fanno saltare in aria o sono manipolati? Lo stesso si può dire per i bambini soldato: sono felici di essere rapiti, spesso violentati e portati a farsi ammazzare o sono manipolati? Lo stalking esiste? Si? Ma che strano non è annoverato nel suo DSM (che un tempo non annoverava la sindrome di Tourette ed è arrivato a includerla dopo un secolo….ma in compenso annoverava l’omosessualità che oggi non annovera più …) Il mobbing? Anche quello esiste? Strano, non è nel DSM… però sono fenomeni entrambi riconosciuti dalla Legge e se scoperti sanzionati. Così come dovrebbe essere per l’alienazione genitoriale con qualunque nome la si voglia chiamare. Per le false accuse di violenza in fase di separazione che secondo la magistratura sono ben quattro su cinque che mi dice. E’ o no una forma di violenza? E dato che ne sono responsabili “quasi esclusivamente donne” secondo la PM J. Monica Magi e la Polizia di Stato (e molti molti ma molti altri addetti ai lavori)quelle donne dovrebbero ricevere un trattamento speciale secondo lei? Signora Patrizia lei è sessista, disinformata, faziosa e non ha capito l’abc dello Stato di Diritto.